INFORM - N. 112 - 12 giugno 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Un museo italiano a Miami

Due architetti siciliani, Mario Cottone e Gregorio Indelicato, hanno vinto il concorso 'Miami 2009' per la realizzazione di un museo atipico, sulla spiaggia e orizzontale, che sarà dedicato agli immigrati di tutto il mondo

 

MIAMI - All'estero le qualità italiane sono ancora premiate, colpiscono e hanno successo. Ma non sono soltanto i grandi marchi, i nomi di successo, moda auto, cucina, che riescono a 'sedurre' gli stranieri, la 'forza' italiana si può trovare dappertutto e possiamo essere sicuramente orgogliosi nel notare come anche la nostra architettura, quella moderna, sia sempre all'avanguardia e molto apprezzata.- scrive Roberto Zanni dalla redazione di Miami di Gente d’Italia quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia - 

L'ultima conquista del made in Italy, nell'ambito del design, è arrivata grazie a due architetti siciliani, Mario Cottone e Gregorio Indelicato, che superando una vastissima concorrenza, si sono aggiudicati il concorso 'Miami 2009', che era stato lanciato per la creazione di un museo sicuramente atipico, per come sarà strutturato, dedicato alla gente di tutto il mondo, cioè agli immigrati, categoria, se così si può chiamare, che nella città della Florida ha forse una delle sue più sostanziose e variegate rappresentative. Tutto è cominciato da 'Arquitectum', che è la prima agenzia internazionale il cui scopo fondamentale è di organizzare concorsi architettonici in quelli che sono 'definiti 'i luoghi più belli del mondo', promuovendo il meglio nell'ambito del design e della architettura.

Tra le località scelte da Arquitectum, che in precedenza si era fermato a Londra, Rio de Janeiro, New York e Venezia, ma l'elenco potrebbe essere più lungo, non poteva mancare Miami, dove la bellezza della natura si unisce a un paesaggio architettonico che è anche un mix di diverse culture,capace di offrire panorami unici come l'Art Deco di Miami Beach. Tutte componenti che hanno fatto nascere 'Miami 2009', il concorso lanciato nel dicembre scorso con la University of Miami e che per cinque mesi, fino ad aprile, ha dato l'opportunità ad architetti di tutto il mondo di creare degli elaborati per un progetto davvero unico, un museo 'orizzontale', chiamato 'Pier-Museum', che dovrebbe sorgere all'altezza della Fifth Avenue, sulla spiaggia, a Miami Beach, puntando verso il mare. Pier, che significa molo, è indicativo del genere di progetto che si è voluto realizzare e questo museo sarà dedicato a tutti gli emigranti che qui sono arrivati in cerca di un futuro migliore, per dare vita al loro sogno americano. Perchè Miami è una città multirazziale e multiculturale, uno spaccato del mondo, qui ci sono persone che provengono da ogni angolo della Terra. Ma ovviamente il museo, pur essendo dedicato a tutti gli emigranti, in particolare è rivolto all'immigrazione cubana che da sempre, il flusso non si è mai fermato, ha trovato sulle spiagge di Miami un punto di riferimento fondamentale.

Il museo orizzontale sarà lungo 100 metri e raccoglierà foto, oggetti personali e tutto ciò che può raccontare l'immigrazione, dagli Anni Cinquanta fino ai giorni nostri, dal momento che questo flusso non si è mai interrotto. Nelle intenzioni di chi l'ha pensato, questo museo servirà anche per celebrare e commemorare la dinamicità urbana della città di Miami e sarà disposto su una area complessiva di 2000 metri quadrati, divisa in diversi settori: una lobby all'ingresso, due sale espositive, una temporanea l'altra fissa, poi uffici, depositi, servizi e anche una caffetteria. Partendo da queste basi, da gennaio ad aprile, sono pervenuti 418 progetti, da architetti e designer di tutto il mondo e per la giuria non è stato facile scegliere il vincitore. La commissione di esperti che ha visionato i progetti arrivati da Paesi di tutti i continenti, dagli Stati Uniti  alla Russia alla Cina e all'Australia, è stata scelta dalla University of Miami ed era composta da noti architetti come Jean-Franois Lejeune, Rocco Ceo, Zeuler Lima, Rene Gonzalez e Chad Oppenheim. E alla fine la scelta è caduta su un progetto italiano, firmato dai due architetti siciliani, Mario Cottone e Gregorio Indelicato, entrambi di Sciacca, la città in provincia di Agrigento.

La coppia italiana ha superato Virginia San Fratello e Ronald Rael, americani e cinque architetti inglesi, Abre Etteh, Arman Bahram, Donnie Duncanson, Brian Tobin, James White che con il loro disegno hanno ottenuto il terzo posto. Un riconoscimento importante, per un progetto che sarà presentato davanti alle autorità della città di Miami durante una cerimonia che si svolgerà alla University of Miami, il prossimo luglio, alla quale ovviamente parteciperanno anche gli architetti Cottone e Indelicato, i quali saranno invitati per un beve soggiorno dal comitato che sovraintende al premio. (Roberto Zanni-La Gente d’Italia/Inform)

 

 


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