RIFORME COMITES
E CGIE
In vista dell’incontro con i coordinatori InterComites
convocato dal sottosegretario Mantica alla Farnesina per il 23 giugno
Lettera bipartisan al ministro Frattini dei deputati
della Circoscrizione Estero
ROMA – Con spirito bipartisan i dodici deputati eletti
nella Circoscrizione estero (*) si sono rivolti al ministro degli Esteri Franco
Frattini con una lettera. In essa vengono posti in evidenza alcuni aspetti che,
ad avviso dei deputati di maggioranza e opposizione, dovrebbero essere tenuti
in considerazione in vista dell’incontro con i coordinatori degli InterComites convocati al Ministero degli Esteri il 23 giugno
dal sottosegretario Alfredo Mantica tramite gli ambasciatori dei rispettivi
Paesi di residenza.
Una iniziativa quella del sottosegretario che, peraltro,
ha “colto di sorpresa” i deputati. La riunione è mirata, come ricordano gli
stessi parlamentari, ad acquisire ‘utili elementi di valutazione’ in ordine
alla riforma delle leggi istitutive dei Comites e
del CGIE.
Nell’occasione, riferiscono i deputati dell’estero è
prevista anche “un’audizione degli stessi coordinatori, le cui spese di viaggio
e permanenza sono sostenute dal MAE, da parte del Comitato ristretto istituito
dalla Commissione Affari Esteri del Senato per l’esame delle proposte di legge
in esame”.
“Estendere l’ambito della consultazione rispetto a provvedimenti
riguardanti istituti di rappresentanza è sempre una cosa importante - scrivono
i deputati a Frattini - anche se lo stesso sottosegretario Mantica ha
evidenziato più volte la sussistenza di una molteplicità di interlocutori che
potrebbero interferire sulle politiche emigratorie. Ci sembra, tuttavia, che
l’occasione di un’interlocuzione diretta con un certo numero di rappresentanti
di base vada colta in tutta la sua potenzialità, evitando che sia ristretta
a qualche passaggio formale”.
Per questa ragione, i dodici deputati richiamano l’attenzione
di Frattini su alcuni punti che, a loro avviso, “sarebbe utile tenere
presenti” in vista dell’incontro con i coordinatori degli InterComites. Innanzi tutto, “poiché ad oggi non è dato sapere,
quale sia la posizione del Governo sulla riforma di Comites
e CGIE, forse – suggeriscono - sarebbe opportuno definire in modo formale tale
orientamento perché la consultazione possa avvenire su elementi certi e non
su dialoghi informali”.
I deputati eletti all’estero fanno inoltre presente che
negli stessi giorni si svolgeranno i lavori del Comitato di Presidenza del CGIE
(v.
I deputati fanno osservare che “la consultazione dei
coordinatori degli InterComites può avere un valore
pregnante a condizione che essi siano interpellati non uti
singuli, ma come portatori degli orientamenti degli
organismi che rappresentano”. Per questo sembra loro “indispensabile” che “non
solo i coordinatori siano messi nella condizione di raccogliere, in apposite
riunioni, le opinioni di tutti i presidenti dei Comites
del loro Paese, ma che ciascun Comites possa
esprimere autonomamente le sue valutazioni, che saranno affidate ai Presidenti
affinché siano rappresentate nella riunione dell’InterComites”
.
Altro punto su cui i deputati richiamano l’attenzione
del ministro: “La consultazione sistematica e formale dei Comites, rinunciando a sbrigative scorciatoie che rischiano
di determinare malintesi e approssimazioni, potrebbe essere affidata in tempi
adeguati allo stesso CGIE che, come Lei ben sa essendone il Presidente, è per
legge il maggior organismo di rappresentanza e di coordinamento delle comunità
italiane all’estero e che da qualche tempo sta riservando molta attenzione ai
rapporti con le rappresentanze istituzionali e associative presenti sul territorio
dei maggiori Paesi di emigrazione”.
E poi : “Dal momento che i disegni di legge debbono essere
esaminati e approvati in entrambi i rami del Parlamento, francamente non si
comprende come dall’agenda degli incontri dei coordinatori degli InterComites manchi ogni contatto con
I deputati fanno anche notare che l’incontro a Roma con
i coordinatori degli InterComites “cade in vicinanza
della preparazione dei documenti finanziari previsti dalla legge (assestamento
2009, finanziaria 2010, ecc.) e con l’importante provvedimento di riorganizzazione
della rete consolare”.E, allora, “si potrebbe cogliere l’occasione per acquisire
‘utili elementi di valutazione’ anche su questi aspetti, non meno importanti
di quelli relativi alla riforma degli istituti di rappresentanza”.
Infine, “poiché in una fase di ristrettezze finanziarie
come quella che stiamo vivendo sono state opportunamente trovate le risorse
occorrenti per la venuta a Roma dei coordinatori degli InterComites, vogliamo sperare che uno zelo non minore si
riscontri per integrare le risorse del CGIE affinché possa completare per l’anno
corrente le attività indispensabili previste dalla legge”, concludono
i deputati dell’estero che si dicono “sicuri” di un “attento ed efficace impegno”
del ministro Frattini per le questioni sulle quali hanno ritenuto di richiamare
sua attenzione. (
(*)Giuseppe
Angeli, Amato Berardi, Gino Bucchino,
Aldo Di Biagio,