RETE CONSOLARE
Razzi (IdV) scrive a Mantica in merito al piano di ristrutturazione
della rete consolare
“Per adeguare le esigenze del risparmio al diritto dei
nostri connazionali e alla fruizione dei servizi, la riduzione delle sedi consolari
deve corrispondere alla creazione di nuove strutture a titolo onorario”
ROMA – Scrive una lettera al Sottosegretario agli Esteri
Alfredo Mantica, a proposito del piano di ristrutturazione della rete consolare
presentato ieri alle Commissioni Esteri di Senato e Camera riunite in seduta
congiunta (vedi
Nella missiva Razzi ribadisce al sottosegretario la necessità
che un tale piano di razionalizzazione delle sedi consolati all’estero debba
“adeguare le esigenze di risparmio con il diritto del connazionale residente
all’estero, così da salvaguardare lo stesso in quanto fruitore di servizi e
funzioni consolari”. Tutto ciò con riguardo, in particolare “a quella fascia
di connazionali deboli (purtroppo sempre più numerosa) che, vuoi per età, vuoi
per condizioni economiche non abbienti, sarebbero penalizzati dalla programmata
soppressione di posti consolari”.
“In tale ottica, sono del parere – scrive Razzi - che
alla riduzione delle sedi consolari debba corrispondere la istituzione, la creazione
di nuove sedi consolari a titolo onorario: pur nei limiti normativi che può
incontrare la figura del Console onorario, la presenza territoriale di una tale
struttura andrebbe sicuramente a vantaggio dei connazionali in loco, che risparmierebbero
così le energie e il tempo che sarebbe necessario nel caso dovessero recarsi
esclusivamente presso la sede del consolato di prima o di seconda categoria”.
“Un Consolato onorario assolverebbe quindi a questo compito
di raccordo, per quanto attiene ai servizi consolari, tra le legittime esigenze
della collettività italiana in loco e la erogazione di servizi consolari, con
il vantaggio, per lo Stato italiano, - prosegue Razzi - di non doversi accollare
alcun onere finanziario per il funzionamento della struttura onorifica, esclusivamente
a carico della persona designata (sia esso agente consolare, o viceconsole,
o console, o console generale onorario)”.
L’istituzione di tali strutture consolari suppletive
per Razzi “sarebbe un segnale molto positivo per quei milioni di connazionali
che da tale programmata riduzione sono interessati”.
Il deputato si sofferma poi sulla necessità di garantire
il posto di lavoro agli attuali dipendenti e collaboratori delle strutture consolari
che si intendono sopprimere. Razzi si propone di affrontare nel dettaglio quest’ultima
questione nel corso di una riunione già programmata con il sottosegretario Mantica
nei giorni 23-25 giugno. (