INFORM - N. 111 - 11 giugno 2009


RETE CONSOLARE

Razzi (IdV) scrive a Mantica in merito al piano di ristrutturazione della rete consolare

“Per adeguare le esigenze del risparmio al diritto dei nostri connazionali e alla fruizione dei servizi, la riduzione delle sedi consolari deve corrispondere alla creazione di nuove strutture a titolo onorario”

 

ROMA – Scrive una lettera al Sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, a proposito del piano di ristrutturazione della rete consolare presentato ieri alle Commissioni Esteri di Senato e Camera riunite in seduta congiunta (vedi Inform: http://www.mclink.it/com/inform/art/09n11022.htm), il deputato dell’Italia dei Valori, eletto nella ripartizione Europa, Antonio Razzi.

Nella missiva Razzi ribadisce al sottosegretario la necessità che un tale piano di razionalizzazione delle sedi consolati all’estero debba “adeguare le esigenze di risparmio con il diritto del connazionale residente all’estero, così da salvaguardare lo stesso in quanto fruitore di servizi e funzioni consolari”. Tutto ciò con riguardo, in particolare “a quella fascia di connazionali deboli (purtroppo sempre più numerosa) che, vuoi per età, vuoi per condizioni economiche non abbienti, sarebbero penalizzati dalla programmata soppressione di posti consolari”.

“In tale ottica, sono del parere – scrive Razzi - che alla riduzione delle sedi consolari debba corrispondere la istituzione, la creazione di nuove sedi consolari a titolo onorario: pur nei limiti normativi che può incontrare la figura del Console onorario, la presenza territoriale di una tale struttura andrebbe sicuramente a vantaggio dei connazionali in loco, che risparmierebbero così le energie e il tempo che sarebbe necessario nel caso dovessero recarsi esclusivamente presso la sede del consolato di prima o di seconda categoria”.

“Un Consolato onorario assolverebbe quindi a questo compito di raccordo, per quanto attiene ai servizi consolari, tra le legittime esigenze della collettività italiana in loco e la erogazione di servizi consolari, con il vantaggio, per lo Stato italiano, - prosegue Razzi - di non doversi accollare alcun onere finanziario per il funzionamento della struttura onorifica, esclusivamente a carico della persona designata (sia esso agente consolare, o viceconsole, o console, o console generale onorario)”.

L’istituzione di tali strutture consolari suppletive per Razzi “sarebbe un segnale molto positivo per quei milioni di connazionali che da tale programmata riduzione sono interessati”.

Il deputato si sofferma poi sulla necessità di garantire il posto di lavoro agli attuali dipendenti e collaboratori delle strutture consolari che si intendono sopprimere. Razzi si propone di affrontare nel dettaglio quest’ultima questione nel corso di una riunione già programmata con il sottosegretario Mantica nei giorni 23-25 giugno. (Inform)

 

 


Vai a: