RETE CONSOLARE
Narducci (Pd) sul piano di ristrutturazione delle rappresentanze
consolari all’estero proposto in audizione dal sottosegretario Mantica
“Un duro colpo per le comunità italiane nel mondo
e un pesante autogol per la promozione del sistema Italia nel quadro dell’internazionalizzazione”
ROMA – Franco Narducci, deputato eletto in Europa nelle
fila del Pd, interviene a seguito dell’audizione del sottosegretario agli Esteri,
Alfredo Mantica, ieri, in seduta congiunta della Commissione Esteri di Camera
e Senato relativa al piano di ristrutturazione della rete consolare italiana
all’estero.
Narducci ricorda come la manovra varata del Governo (vedi
“La ristrutturazione così illustrata – ha spiegato Narducci
- è un duro colpo per le comunità italiane emigrate e le perplessità sono state
espresse anche dai presidenti delle due Commissioni, Dini e Stefani. È assolutamente
eufemistico attribuire valore di razionalizzazione ad una manovra che è di puro
smantellamento e che si aggiunge ai tanti colpi inferti dall’attuale governo
agli italiani all’estero: l’esclusione degli italiani emigrati dall’abolizione
dell’ICI sulla prima casa, i pesanti tagli ai corsi di lingua e cultura italiana
e all’assistenza, l’oblio sceso su temi di fondamentale importanza come la cittadinanza
e la riforma della legge 153, il mancato rinnovo di Comites e Cgie ed ora l’annuncio
di questo pesante colpo ai servizi consolari”.
“Cosa ci dobbiamo aspettare ancora? – si chiede il deputato.
- Giova ricordare che stiamo ancora assorbendo le conseguenze della 3° manovra
di razionalizzazione e già siamo confrontati con la 4° fase”.
Riguardo all’informatizzazione della rete e del “consolato
digitale”, più volte richiamato nella relazione del sottosegretario e
in via di sperimentazione in alcune sedii, Narducci ricorda che essa è un fatto
positivo “ma avrà bisogno di una diecina di anni e di ingenti investimenti prima
di essere operativo. Per inciso, - egli aggiunge - va detto che gli uffici consolari
non sono in rete tra di loro a livello di nazione per cui il transfer o lo scambio
di dati da un consolato all’altro è possibile soltanto in via cartacea, che
in considerazione della marcata mobilità che si registra soprattutto nel Paesi
ad economia avanzata contribuisce a frenare l’efficienza e la rapidità del servizio”.
“La verità – prosegue Narducci - è che i tagli alla rete
sono stati imposti dalla legge triennale di finanza pubblica varata dal governo
che non ha risparmiato il bilancio del Mae, di per sé tra i più bassi dell’area
G8 in rapporto al PIL e regolarmente preso di mira da tutte le finanziarie dell’ultimo
decennio (unica inversione di tendenza con il precedente governo Prodi” “Inoltre,
la portata economica della manovra non è stata documentata con chiarezza ed
è difficile credere che il risparmio complessivo, alla fine della manovra sarà
di 8 milioni di euro, come ha sostenuto il sottosegretario Mantica. Senza contabilizzare
le probabili perdite derivanti dal peggioramento delle relazioni economiche,
- aggiunge il deputato - è noto che la chiusura delle sedi comporta nella fase
iniziale notevoli costi aggiuntivi per il trasporto e sistemazione dell’archivio
e delle apparecchiature, la dismissione degli arredi, il reperimento di locali
adeguati, il riallineamento della rete informatica nella sede che accorpa quella
in chiusura, ecc., per cui il risparmio difficilmente sarà realizzato, soprattutto
nei primi anni”.
“Nel corso dell’audizione il sottosegretario Mantica
spostava idealmente diecina di migliaia di cittadini italiani dal consolato
in chiusura a quello ricevente, - egli aggiunge - come se fossero pedine di
una grande scacchiera. Sono invece cittadini italiani con pari diritti e dignità
di quelli residenti nei confini nazionali e un solo dato è indicativo per tutti:
nelle sedi consolari che saranno chiuse risiedono oltre 417 mila cittadini italiani.
L’idea di intere comunità private di servizi di prossimità è veramente inaccettabile”.
Per Narducci risulta, poi, “veramente incomprensibile” la chiusura del Consolato
di Losanna, “che oltre alla posizione strategica, amministra atti e servizi
per una comunità di 60 mila connazionali”.
“La verità è ben diversa da quella descritta dal sottosegretario
Mantica: la rete diplomatica è già ora in grande sofferenza. I tagli di bilancio
imposti dalla finanziaria 2009 – avverte Narducci - hanno fortemente penalizzato
la dotazione di personale delle rete, per cui è altamente improbabile che le
sedi riceventi possano fornire servizi efficaci ad una comunità di cittadini
raddoppiata e in alcuni casi triplicata per effetto dell’accorpamento. I tagli
di bilancio hanno praticamente azzerato le risorse finanziarie per la manutenzione
ordinaria e straordinaria dei Consolati, nemmeno per la cosiddetta minuta manutenzione.
Né vi sono le risorse finanziarie per i necessari interventi volti ad assicurare
la sicurezza e l’igiene del posto di lavoro, come stabilito dal decreto legislativo
n. 81/2008. I tagli toccano anche le spese postali, drasticamente ridotte, con
la conseguenza che già nel corso dell’anno molte sedi potrebbero essere costrette
ad imputare ai connazionali i costi per l’invio di atti e documenti ai Comuni
italiani di rispettiva iscrizione AIRE”.
In definitiva Narducci definisce “inaccettabile il metodo
proposto per i tagli degli uffici: non s’intravede una meditata valutazione
comparativa dell’effettivo peso specifico delle diverse sedi diplomatiche e
non s’intravede una attenta riflessione su come rivedere l’intera attività consolare.
Per esempio reimpostando l’attività delle sedi secondo una concezione più moderna
che - soprattutto nell’ottica delle cittadinanza europea - alleggerisca, anche
sul piano delle procedure, il peso dei servizi trasferendone in parte l’onere
sui Paesi di residenza. Mancano inoltre, - aggiunge -nella manovra preparata
dal Governo, criteri comprendenti la densità (connazionali residenti nella circoscrizione
consolare), rapporto con le distanze, consistenza dell’organico di personale,
le risorse auto-generate dalle sedi, il loro grado d’importanza strategica”.
“Il governo, infine, sottovaluta enormemente l’importanza
delle relazioni economiche, sociali e culturali che ruotano intorno alle sedi
consolari – precisa Narducci. - Il presidente del Consiglio federale della Germania,
nonché ministro presidente del Saarland, Peter Müller, ha scritto recentemente
al Ministro Frattini in relazione alla chiusura del consolato di Saarbrücken.
La minacciata chiusura delle sedi consolari costituisce
pertanto “un autogol pesante per la promozione del sistema Italia nel quadro
dell’internazionalizzazione”. Narducci chiede al governo “che si apra un dibattito
e un confronto serio che deve andare oltre il gioco delle parti maggioranza-opposizione,
ma badare agli interessi strategici dell’Italia nel mondo”.(