INFORM - N. 110 - 10 giugno 2009


COOPERAZIONE

Un libro illustra gli interventi in Somalia, Italia tra i 5 maggiori donatori

 

ROMA - Si intitola “Insieme”, “Wadajir” in somalo, il libro appena pubblicato a Nairobi a cura della Cooperazione italiana allo Sviluppo che fa un bilancio degli interventi umanitari d'emergenza e di ricostruzione effettuati in Somalia negli ultimi anni. Interventi per un valore di circa 26 milioni di euro nel biennio 2007-2008, e oltre 43 milioni nell'arco di quattro anni, che collocano l'Italia tra cinque maggiori donatori.

Attualmente, sono beneficiari oltre un milione di persone, con particolare attenzione a bambini, donne, rifugiati, sfollati, popolazioni rurali. Vengono privilegiati i settori emergenza, sanità, educazione, sviluppo economico, ricostruzione e appoggio istituzionale. Per la realizzazione delle attività la Cooperazione si avvale della collaborazione delle agenzie delle Nazioni Unite, UNICEF, OMS, UN-HABITAT, PAM, FAO e UNDP, e di alcune ONG italiane con una presenza consolidata sul territorio somalo.

Il libro ha la prefazione del direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Elisabetta Belloni, e dell'ambasciatore italiano in Kenya Pierandrea Magistrati. C'é inoltre un intervento di chiarificazione etnico-storica di Mario Raffaelli, per molti anni inviato speciale del Governo italiano per la Somalia. Nell'opera sono esposte le strategie e le attività in corso, e l'utilizzo dei fondi investiti.

“I progetti della Cooperazione Italiana – scrive il ministro Belloni – sono riusciti ad aiutare le comunità a ridisegnare il loro futuro dando vita alle amministrazioni locali, a dare un impulso allo sviluppo economico e rurale, ad offrire opportunità di lavoro alle fasce più povere della popolazione, a salvare vite umane grazie al miglioramento delle strutture sanitarie, a ridare speranza agli sfollati lontani dalle loro case. L’impegno costante dell’Italia nel sostenere la popolazione somala e il processo di stabilizzazione, colloca il nostro Paese tra i principali donatori e come interlocutore privilegiato anche a livello politico e diplomatico. Spero che questa pubblicazione, nell’illustrare tutti i risultati raggiunti, riesca a spiegare perché non vogliamo dimenticarci della Somalia dopo 18 anni di guerra. Siamo consapevoli che il lavoro da portare avanti è ancora molto e che l’impegno dovrà essere sempre maggiore, le testimonianze e gli apprezzamenti espressi dalle comunità beneficiarie, relativi ai progetti sinora realizzati, rappresentano uno stimolo importante per continuare a migliorarsi”. (Inform)

 

 


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