RETE CONSOLARE
Alle Commissioni Esteri di Camera e Senato il piano di
ristrutturazione delle rappresentanze consolari
Prevista la
chiusura di uffici in Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Svizzera, Stati
Uniti, Australia e Sud Africa. Via anche l’ambasciata d’Italia in Zambia.
Mantica: “Il
piano tutelerà le esigenze degli utenti e migliorerà i servizi grazie alle risorse
risparmiate”.
Micheloni (Pd): “Il governo fermi questa operazione e apra un
dibattito vero”
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica
è stato ascoltato in audizione, dalle Commissioni Esteri di Camera e Senato,
sul processo di razionalizzazione della rete consolare. Prima di entrare nel
merito Mantica ha ricordato come questo piano di ristrutturazione, che verrà
sottoposto all’attenzione delle Organizzazioni sindacali e del Comitato di Presidenza
del Cgie del prossimo 23 giugno, si prefigga di salvaguardare
le esigenze degli utenti, di migliorare i servizi grazie alle risorse
risparmiate, di rafforzare gli organici dei consolati maggiormente oberati dal
lavoro e di affiancare con sempre maggior efficacia gli enti italiani
che operano all’estero in ambito economico. Un piano pluriennale, quello proposto
dal sottosegretario, che prevede interventi graduali modulati nel tempo e
che dovrebbe prendere il via durante l’ultimo trimestre 2009, per proseguire
nel 2010 e concludersi nel 2011.
“La razionalizzazione della rete consolare – ha precisato
Mantica - si concentrerà in quelle aree dove il livello d’integrazione delle
nostre comunità è elevato e lo sviluppo del sistema informatico può fare molto
per migliorare i servizi. A tal proposito una seconda audizione su questo tema
potrebbe svolgersi a Bruxelles dove, a settembre o a ottobre, illustreremo i
progressi e i nuovi strumenti del sistema informatico con cui intendiamo promuovere
un salto di qualità della rete consolare. Il nostro intervento di ristrutturazione
– ha aggiunto Mantica dopo aver ricordato che l’attuazione del piano prevede
anche il potenziamento del numero dei consoli onorari – si è indirizzato verso
i paesi europei ed extraeuropei che hanno reti consolari più diffuse, come ad
esempio
Per quanto riguarda il quadro che si andrà delineando
nei vari paesi il sottosegretario ha annunciato che in Belgio si procederà all’accorpamento
degli uffici del consolato e dell’ambasciata operanti a Bruxelles. Verranno
inoltre chiusi l’agenzia consolare di Genk, il consolato
generale di Liegi e, in prospettiva il vice consolato di Mons. In questo ambito
si provvederà al rafforzamento della sede consolare di Charleroi che dovrà gestire un bacino d’utenza di 230.000
italiani. Saranno 130.000 le persone seguite dalì’ufficio
di Bruxelles.
Per
Previsti dal piano anche la chiusura del consolato di
Durban in Sud Africa, le cui competenze passeranno al consolato generale di
Johannesburg (20.000 utenti), e il declassamento dei consolati generali di Gedda
(Arabia Saudita(, di Karachi (Pakistan) e di Alessandria (Egitto). Da
segnalare infine la chiusura dell’Ambasciata italiana a Lusaka (Zambia).
Mantica ha poi evidenziato come, nell’ambito del percorso
verso il consolato digitale, si stia lavorando per far entrare in funzione,
entro il 2010, presso l’intera rete consolare un sistema di prenotazione
on line di appuntamenti che consentirà di eliminare
le file degli utenti davanti agli uffici consolari. Il sottosegretario, dopo
aver ricordato che l’intero piano di ristrutturazione porterà ad un risparmio
di 8,5 milioni di euro che verranno utilizzati per il miglioramento dei servizi,
ha precisato come a tutt’oggi lo sportello consolare permanente, una struttura
con un minimo di personale collegata per via telematica con il consolato, fornisca
all’utente informazioni su assistenza sociale e cittadinanza, raccolga le documentazioni
da inoltrare al consolato di riferimento (passaporti e altro), possa iscrivere
i connazionali all’anagrafe consolare, autenticare firme, nonché assistere gli
italiani in caso di incidente.
L’audizione è proseguita con l’intervento del senatore
del Pd Claudio Micheloni, eletto nella ripartizione
Europa, che si è detto deluso per una presentazione che non apporta alcuna logica
nuova alla questione in esame. “E’ impossibile immaginare - ha spiegato Micheloni - che il ministero degli Esteri sia in grado di
riformarsi da solo, perché la logica che esce da questo piano non prevede
alcuna apertura.
Questa razionalizzazione - ha proseguito il senatore
- non ha nulla a che vedere con l’innovazione e con la missione che dovrebbe
avere il Mae . Oltre la politica estera della promozione
economica vi è infatti anche una seconda missione che è quella delle comunità
nel mondo che va affrontata con strumenti diversi. Tutto quello che noi auspichiamo
sul territorio non sono spese per la diplomazia, ma servizi per la nostra comunità.
Chiedo dunque al governo – ha concluso Micheloni - di fermare questa operazione e di aprire un dibattito
vero, perché per otto milioni e mezzo di euro non si può continuare a distruggere
e tagliare i ponti con le comunità italiane all’estero”.
Sugli interventi dei deputati Franco Narducci (Pd) e Fabio Evangelisti (IdV)
riferiremo in un successivo servizio. Il presidente Lamberto Dini ha rinviato
il seguito dell'audizione ad altra seduta. (G.M. -