RETE CONSOLARE
Relazione di Mantica alle commissioni Esteri riunite
di Camera e Senato
Il piano di razionalizzazione della rete prevede la chiusura
di una ventina di consolati. Reazioni a caldo dei deputati Di Biagio e Fedi
e del senatore Randazzo
ROMA - Il sottosegretario
agli Esteri senatore Alfredo Mantica ha svolto questa mattina un relazione sulla
ristrutturazione della rete consolare alle Commissioni Esteri di Senato e Camera
riunite in seduta congiunta a Palazzo Madama.
Sarebbero una
ventina le sedi consolari destinate a scomparire nel mondo a seguito di questa
nuova fase triennale del piano di razionalizzazione. Tra esse Liegi, Mons e
Genk in Belgio, Mannheim, Saarbrueken, Amburgo e Norimberga in Germania, Manchester
nel Regno Unito, Lilla e Mulhouse in Francia, Losanna e Coira in Svizzera. Inoltre
Durban in Sud Africa, Detroit e Filadelfia negli Stati Uniti d’America, Gedda
in Arabia Saudita, Adelaide e Brisbane in Australia; previsti infine il declassamento
dei consolati di Alessandria in Egitto e di Karachi in Pakistan e la chiusura
dell’Ambasciata d’Italia in Zambia.
In attesa di
dare notizie più dettagliate in un prossimo servizio, registriamo le reazioni
a caldo di Aldo Di Biagio, il deputato responsabile per gli Italiani nel mondo
del Pdl, e dei due parlamentari del Pd residenti in Australia, il senatore Nino
Randazzo e il deputato Marco Fedi.
“Avere ignorato
la realtà fisica di un intero continente e deciso di sopprimere le rappresentanze
consolari di Queensland-Northern Territory, un territorio di oltre 3 milioni
di chilometri quadrati con una forte presenza storica di cittadini ed oriundi
italiani, ed avere deciso altrettanto per la nostra dinamica comunità del South
Australia, uno Stato di oltre 985 mila chilometri quadrati equivalente in superficie
a tre volte l’Italia, non depone molto bene né per l’intelligenza né per l’onestà
intellettuale di chi queste decisioni ha elaborato o avallato”, affermano Fedi
e Randazzo.
“Così, in uno
sciagurato prossimo futuro il meschino ‘sportello’ che presumibilmente verrà
aperto a Brisbane avrà il suo ufficio competente per ogni pratica a Sydney a
“E’ inoltre
scandaloso - ribadiscono Randazzo e Fedi - che si tratti di decisioni amministrative
perentoriamente decretate nell’assenza di un dibattito parlamentare dove si
metterebbe a nudo l’insensibilità e il gioco politico perverso di un governo
che allo stesso tempo si appresta a smantellare le strutture democratiche rappresentative
dei Comites e del CGIE, non nascondendo neppure l’intenzione di una spallata
alla stessa rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero”.
“Le preannunciate
chiusure di oltre una decina di sedi consolari nel territorio europeo, unite
a preoccupanti prospettive su altre sedi estere, rappresentano un grave scacco
alla nostra presenza all’estero e soprattutto alla storia della nostra emigrazione.
Queste presunte logiche di razionalizzazione della rete non possono presentarsi
come una strutturata azione di governo, ma come un piano, direi maldestro, di
accenno ad una ottimizzazione delle risorse che intende mantenere però inalterate
le sacche di sprechi e di privilegi dell’intera struttura”, di
“Questa razionalizzazione,
da mesi preannunciata – continua Di Biagio – prende le forme di un vero e proprio
smantellamento di alcune sedi strategiche del Mae, del loro legame sul territorio
della loro capacità di essere riferimento per le comunità e per le realtà imprenditoriali
operanti all’estero… Questo progetto mal inquadrato e mal organizzato dovrebbe
essere finalizzato al risparmio di 8 milioni di euro, ma siamo ben consapevoli
che tale riorganizzazione non potrà condurre a questi risultati e soprattutto
che attraverso dinamiche ben diverse, intervenendo magari su precise sacche
di sprechi, sarebbe possibile rendere concreto un siffatto risultato”.
“Le nostre
proposte sono state disattese ma c’è ancora il coraggio di guardare avanti e
di vincere questa battaglia – conclude il responsabile per gli Italiani nel
mondo del PdL.– Insieme a tutti i parlamentari eletti all’estero presenteremo
una proposta articolata in più punti al ministro Frattini al fine di fornire
un piano concreto alternativo alla falcidiata di consolati esplicitata in mattinata.
Non è possibile riformulare la struttura del Mae senza un confronto diretto
con i parlamentari che rappresentano quelle comunità direttamente coinvolte,
è un atto che denigra l’istituzione che rappresentiamo ed i valori che incarniamo
sotto il profilo istituzionale”. (