INFORM - N. 110 - 10 giugno 2009


RETE CONSOLARE

Relazione di Mantica alle commissioni Esteri riunite di Camera e Senato

Il piano di razionalizzazione della rete prevede la chiusura di una ventina di consolati. Reazioni a caldo dei deputati Di Biagio e Fedi e del senatore Randazzo

 

ROMA - Il sottosegretario agli Esteri senatore Alfredo Mantica ha svolto questa mattina un relazione sulla ristrutturazione della rete consolare alle Commissioni Esteri di Senato e Camera riunite in seduta congiunta a Palazzo Madama.

Sarebbero una ventina le sedi consolari destinate a scomparire nel mondo a seguito di questa nuova fase triennale del piano di razionalizzazione. Tra esse Liegi, Mons e Genk in Belgio, Mannheim, Saarbrueken, Amburgo e Norimberga in Germania, Manchester nel Regno Unito, Lilla e Mulhouse in Francia, Losanna e Coira in Svizzera. Inoltre Durban in Sud Africa, Detroit e Filadelfia negli Stati Uniti d’America, Gedda in Arabia Saudita, Adelaide e Brisbane in Australia; previsti infine il declassamento dei consolati di Alessandria in Egitto e di Karachi in Pakistan e la chiusura dell’Ambasciata d’Italia in Zambia.

In attesa di dare notizie più dettagliate in un prossimo servizio, registriamo le reazioni a caldo di Aldo Di Biagio, il deputato responsabile per gli Italiani nel mondo del Pdl, e dei due parlamentari del Pd residenti in Australia, il senatore Nino Randazzo e il deputato Marco Fedi.

“Avere ignorato la realtà fisica di un intero continente e deciso di sopprimere le rappresentanze consolari di Queensland-Northern Territory, un territorio di oltre 3 milioni di chilometri quadrati con una forte presenza storica di cittadini ed oriundi italiani, ed avere deciso altrettanto per la nostra dinamica comunità del South Australia, uno Stato di oltre 985 mila chilometri quadrati equivalente in superficie a tre volte l’Italia, non depone molto bene né per l’intelligenza né per l’onestà intellettuale di chi queste decisioni ha elaborato o avallato”, affermano Fedi e Randazzo.

“Così, in uno sciagurato prossimo futuro il meschino ‘sportello’ che presumibilmente verrà aperto a Brisbane avrà il suo ufficio competente per ogni pratica a Sydney a 730 chilometri e un’ora e mezzo di volo; per Darwin il riferimento sarà a 4.040 chilometri ed oltre quattro ore di volo a Perth; mentre da Adelaide si potrà facilmente raggiungere Melbourne, 654 chilometri più ad est, con appena un’ora di volo. Gli italiani d’Australia delle diverse generazioni e tutti gli australiani interessati per qualsiasi motivo all’Italia, sono serviti”.

“E’ inoltre scandaloso - ribadiscono Randazzo e Fedi - che si tratti di decisioni amministrative perentoriamente decretate nell’assenza di un dibattito parlamentare dove si metterebbe a nudo l’insensibilità e il gioco politico perverso di un governo che allo stesso tempo si appresta a smantellare le strutture democratiche rappresentative dei Comites e del CGIE, non nascondendo neppure l’intenzione di una spallata alla stessa rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero”.

“Le preannunciate chiusure di oltre una decina di sedi consolari nel territorio europeo, unite a preoccupanti prospettive su altre sedi estere, rappresentano un grave scacco alla nostra presenza all’estero e soprattutto alla storia della nostra emigrazione. Queste presunte logiche di razionalizzazione della rete non possono presentarsi come una strutturata azione di governo, ma come un piano, direi maldestro, di accenno ad una ottimizzazione delle risorse che intende mantenere però inalterate le sacche di sprechi e di privilegi dell’intera struttura”, dichiara  Aldo Di Biagio.

“Questa razionalizzazione, da mesi preannunciata – continua Di Biagio – prende le forme di un vero e proprio smantellamento di alcune sedi strategiche del Mae, del loro legame sul territorio della loro capacità di essere riferimento per le comunità e per le realtà imprenditoriali operanti all’estero… Questo progetto mal inquadrato e mal organizzato dovrebbe essere finalizzato al risparmio di 8 milioni di euro, ma siamo ben consapevoli che tale riorganizzazione non potrà condurre a questi risultati e soprattutto che attraverso dinamiche ben diverse, intervenendo magari su precise sacche di sprechi, sarebbe possibile rendere concreto un siffatto risultato”.

 “Le nostre proposte sono state disattese ma c’è ancora il coraggio di guardare avanti e di vincere questa battaglia – conclude il responsabile per gli Italiani nel mondo del PdL.– Insieme a tutti i parlamentari eletti all’estero presenteremo una proposta articolata in più punti al ministro Frattini al fine di fornire un piano concreto alternativo alla falcidiata di consolati esplicitata in mattinata. Non è possibile riformulare la struttura del Mae senza un confronto diretto con i parlamentari che rappresentano quelle comunità direttamente coinvolte, è un atto che denigra l’istituzione che rappresentiamo ed i valori che incarniamo sotto il profilo istituzionale”. (Inform)

 

 


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