INFORM - N. 109 - 9 giugno 2009


IMMIGRAZIONE

Il Consiglio di Stato dà ragione a Cgil e Inca

Respinto il ricorso della Presidenza del Consiglio sul decreto flussi

 

ROMA - Il Consiglio di Stato, con la sentenza emessa il 5 giugno, ha respinto il ricorso presentato dalla Avvocatura generale dello Stato, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell'Interno, contro la decisione del Tar del Lazio di sospendere la norma del decreto flussi 2008 che imponeva ai datori di lavoro stranieri il possesso della Carta di soggiorno, per provvedere all'assunzione di manodopera”.

“E' una vittoria importante per la Cgil e per l'Inca, promotrici del primo ricorso al tribunale amministrativo regionale –affermano Morena Piccinini, segretaria confederale  della Cgil ed Enrico Moroni, coordinatore uffici immigrazione Inca - che riconosce la validità delle argomentazioni portate a supporto del contenzioso legale”.

“Troviamo così conferma del giudizio, da noi espresso fin dal primo momento – commentano Piccinini e Moroni -, secondo il quale la norma che il governo ha introdotto, modificando il testo unico sull'immigrazione, è sbagliata e discriminatoria nei confronti dei datori di lavoro stranieri che contribuiscono a far crescere la ricchezza del nostro Paese”.

Secondo la Cgil e l'Inca, “per la giustizia italiana non ci sono e non ci devono essere disparità di trattamento tra imprenditori italiani e stranieri, così come non ci devono essere tra lavoratori italiani e immigrati”.

“L'auspicio è che questa sentenza – concludono Cgil e Inca - induca il governo italiano ad un ripensamento sulle politiche dell'immigrazione che sono sempre più improntate all'affermazione di diritti differenziati e alla discriminazione verso i lavoratori stranieri”. (Inform)

 


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