ESTERI
Frattini, l’approccio dell’Italia alla pace in Medio
Oriente, stabilizzazione in Afghanistan e Pakistan, sviluppo economico e politico
dell’Africa
ROMA - Il processo di pace in Medio Oriente, lo
sviluppo economico e politico dell’Africa, la stabilizzazione di Afghanistan
e Pakistan sono i temi affrontati dal ministro Franco Frattini nel suo intervento
alla presentazione della 30° edizione del Meeting per l’amicizia dei popoli
che quest’anno ha per tema “La conoscenza è sempre un avvenimento”.
Secondo Frattini in Medio Oriente “tutte le parti
in causa devono impegnarsi in modo chiaro per il raggiungimento della soluzione
dei due Stati”, riconoscere “l’acquisizione del processo negoziale” e “ricostruire
un minimo di fiducia” mentre sulle prospettive del processo di pace l’Italia
parte da due considerazioni: “la forte sintonia che esiste ormai tra Stati Uniti
ed Europa e la convinzione che la sicurezza di Israele sia un bene che non può
essere oggetto di alcun negoziato”.
Ma per giungere ad una pace complessiva stabile e duratura
– a giudizio di Frattini – “oltre al binario israelo-palestinese,
dovranno essere affrontati anche quello siriano” e successivamente “quello libanese”.
Parallelamente al rilancio del processo di pace in Medio
Oriente va affrontata – sottolinea Frattini – la questione iraniana : Teheran
deve dare assicurazioni verificabili sulla natura pacifica del suo programma
nucleare e al contempo “senza interconnessioni con il dossier nucleare”
deve “essere spinto a svolgere un ruolo regionale positivo e costruttivo” nel
senso di una sua ‘”partecipazione agli esercizi di stabilizzazione dell’Afghanistan,
in particolare delle zone di confine con il Pakistan”.
Per quanto riguarda l’Africa il ministro auspica che
verso questo continente sia indirizzato un messaggio di maggiore attenzione:
in questi ultimi anni il Continente ha “sensibilmente rafforzato il suo peso
economico e ha dato spessore alla sua dimensione politica”. Tre le strade
indicate da Frattini per dare all’Africa un profilo più marcato sul piano globale:
dal vertice G8 dell’Aquila emergerà una “collaborazione rafforzata e paritaria
tra Paesi G8 e G5” e leader africani per “affrontare insieme le comuni sfide
della globalizzazione”. In secondo luogo, nell’ambito della riforma delle
Nazioni Unite, prevedere, nei termini prospettati dall’Italia, una particolare
attenzione al concetto di rappresentatività regionale . Infine adottare
lo strumento del partenariato tra Ue ed Africa “utile per rafforzare il profilo
africano e con esso quello della stessa Europa”.
L’altro tema affrontato da è la stabilizzazione di Afghanistan
e Pakistan, un “test globale per l’intera comunita’
internazionale”.
Oltre alla soluzione militare “occorre sciogliere il
nodo politico nel quadro della cooperazione regionale: bisogna cioè coinvolgere
nella soluzione dell’equazione afgana il Pakistan e gli altri Paesi vicini incluso
l’Iran”. (Inform)