INFORM - N. 109 - 9 giugno 2009


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Su www.politicamentecorretto.com editoriale del direttore Salvatore Viglia 

Riccardo Merlo perché non ti fai paladino della proposta PIE?

 

ROMA - Gli ultimi potranno mai essere i primi? Se la visione profetica e cristiana può apparire decisamente complicata in questa vita terrena niente impedisce, però, che gli ultimi possano almeno aspirare a rientrare tra i primi. E chi sono stati gli ultimi in questa elezione europea? L’alleanza che si è raggruppata intorno all’Autonomia di Lombardo e la destra di Storace e che ha preso solo il 2,3%. E in questa alleanza chi sono stati gli ultimi degli ultimi? Il MAIE, il movimento degli italiani all’estero fondato in Argentina da Riccardo Merlo che poco prima delle elezioni si è alleato con i liberal democratici della Melchiorre. Ha ottenuto solo lo 0,5%, poco più di 146 mila voti.

Allora torniamo alla domanda iniziale: può il dinamico, intelligente e intraprendente imprenditore Merlo, che oggi è uno dei 18 parlamentari eletti nella circoscrizione estero, da ultimissimo diventare uno dei primi o, almeno, una voce che realmente conta nel panorama politico italiano ed europeo?

Sulla carta sì perché, come abbiamo detto, non gli mancano le qualità. Ma prima dovrebbe rendersi perfettamente conto di tre cose:

- primo, che con l’attuale legge elettorale il massimo che può aspirare sul piano personale è quello di conservare a lungo la poltrona di parlamentare italiano all’interno della riserva dedicata alla Circoscrizione estero. Come tutti gli altri eletti all’estero continuerà a contare pochissimo sul piano politico: al massimo potrà beneficiare dei privilegi tipici di tutti i Parlamentari italiani;

- secondo, che non ha alcun senso creare un Partito all’estero se poi non c’è qualcuno che cura gli interessi e i rapporti personali di questo Partito a Roma dove, in definitiva, si prendono tutte le decisioni politiche.

- terzo, solo un grande progetto politico e non delle alleanze quanto meno contraddittorie sarà capace di creare una forza politica in grado di tutelare i reali interessi degli italiani all’estero. Inoltre, bisogna essere capaci di incidere in continuazione sui mass media e sull’opinione pubblica italiana. Ebbene il signor Merlo, che per popolarità potrebbe anche ambire a diventare il Presidente dell’Argentina,  in Italia, con tutto il rispetto, può al massimo essere scambiato con  l’ex grande calciatore della Fiorentina Claudio Merlo.

Allora, cosa ci sentiamo, a questo punto, di suggerire al Merlo Riccardo?

Per prima cosa di firmare e di diventare il padre della proposta di legge elaborata dal PIE di consentire a tutti gli italiani nel mondo di votare direttamente per posta (o, ancora meglio, per via elettronica) anche per i candidati in Italia e non solo per i 18 rappresentanti della Circoscrizione Estero. Solo se potrà contare sui milioni di voti che probabilmente riuscirà a racimolare in Sud America e in altri Continenti, Riccardo Merlo potrà aspirare a diventare un vero protagonista della politica italiana.

Ma per raggiungere questo scopo egli ha un assoluto bisogno di fare affidamento su un gruppo di persone che da molto tempo si interessano dei problemi degli italiani all’estero. Persone che vivono e lavorano in Italia e che mantengono numerosi contatti con l’estero in quanto provenienti da diversi Paesi del mondo. Parliamo, ovviamente, del PIE.

Dopo questa esperienza elettorale ci sembra del tutto logico che il MAIE e il PIE cerchino insieme di costruire un grande progetto politico capace di essere sostenuto e, soprattutto, ‘votato’ da milioni di italiani nel mondo. La nostra è una proposta aperta, pubblica e trasparente e non si rivolge solo agli aderenti al MAIE e al PIE ma a tutti gli italiani all’estero che gradualmente si stanno convincendo  che l’istituzione della Circoscrizione Estero è stata, in definitiva, solo una grande vittoria di Pirro.  (Salvatore Viglia-Politicamente Corretto/Inform)

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La nuova proposta di legge del P.I.E sul voto per corrispondenza per gli italiani all'estero

Voto per corrispondenza e con sistema elettronico per tutti gli italiani.

Il diritto di voto per gli italiani all’estero, è regolato dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459 “Norme per l’esercizio di voto dei cittadini italiani residenti all’estero”. Tale legge istituisce la Circoscrizione estero.

Con la legge n. 459 si consente agli italiani all’estero di votare per corrispondenza solo nella circoscrizione estero, mentre per votare in circoscrizioni di appartenenza in Italia lascia in vigore il principio della presenza fisica dell’elettore nel seggio. Deve, cioè, recarsi di persona in Italia per esercitare il suo diritto.

La presente proposta vuole introdurre la possibilità per tutti gli italiani residenti all’estero di scegliere, al posto della Circoscrizione estero, di votare in Italia per corrispondenza, come avviene in quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea.  Per semplificare ulteriormente questa procedura è prevista anche l’introduzione del voto elettronico ormai  ampiamente collaudato e utilizzato in Paesi come l’Estonia o il Brasile. Ciò consentirebbe un enorme risparmio in termini di spesa e di personale, ma soprattutto permetterebbe agli italiani all’estero di poter votare in Italia senza l’onere di dover accollarsi esose spese di viaggio.

In considerazione che gli aventi diritto al voto appartenenti alle comunità italiane fuori confine è pari a circa quattro milioni di elettori, appare necessario oltre che utile equiparare il pieno diritto di voto di questi agli italiani residenti in Italia.

Articolo 1:

Viene esteso a tutti gli italiani residenti all’estero la possibilità di votare in Italia per corrispondenza, come già succede in quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea.

Inoltre, dovrà essere attivata la possibilità per tutti gli italiani, ovunque risiedano, di votare secondo le più moderne tecnologie del voto elettronico che si sta affermando in un crescente numero di Paesi.

Gli italiani residenti all’estero potranno optare sia per l’elezione dei propri rappresentanti nell’ambito della Circoscrizione estero (secondo la legge e le modalità attualmente in vigore), sia per i candidati residenti in Italia.

In questo caso possono partecipare a tutti gli appuntamenti elettorali nazionali, regionali, provinciali, referendari ed europei senza l’obbligo, attualmente in vigore per l’elettore italiano residente all’estero, di recarsi di persona nel seggio elettorale italiano.

Con questa legge viene estesa a tutti gli italiani la piena parificazione dell’elettorato attivo e passivo. 

(Politicamente corretto/Inform

 

 


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