CONSIDERAZIONI
SUL VOTO ITALIANO
Matteo Neri (Pd Germania): “Chi ha vinto e chi perso”
BERLINO - Chi ha vinto in Italia, chi ha perso? Sembrerebbe
una cosa facile. Ma non è così.
Se guardiamo alle percentuali, i partiti di governo (PdL e Lega) mantengono sostanzialmente le loro posizioni:
35% il PdL e 10%
Il Pd invece perde seccamente. Alle politiche aveva il
33%, oggi il 26%. Anche se teniamo conto che il Pd alle politiche si era presentato
insieme ai radicali, che in questa tornata elettorale sono andati da soli, il
dato inequivocabile è che il Pd, non solo non sa approfittare delle difficoltà
della maggioranza di governo, ma perde notevolmente consensi.
Fin qui tutto chiaro.
Tuttavia in politica si vince e si perde anche rispetto
alle aspettative avute prima delle elezioni.
Berlusconi voleva trasformare queste elezioni in un plebiscito
sulla sua persona. Non a caso era ovunque capolista. L’obiettivo conclamato
era di superare la soglia del 50%. Poi questo 50% è diventato un 45%, infine
un 40%. Ora si deve accontentare di un magro 35%.
Il risultato del PdL è stato
dunque molto al di sotto delle aspettative. Da questo punto di vista Berlusconi
ha perso le elezioni (o meglio: non le ha vinte).
E il Pd le ha vinte (o meglio non le ha perse). Chi aspettava
infatti il suo crollo elettorale (per intenderci come quello della Spd in Germania) è andato deluso. Il Pd è lì, ha preso botte,
ma è in piedi, pronto a ripartire.
Queste elezioni dimostrano ancora una volta che Berlusconi
(nonostante lo strapotere mediatico) è battibile, che la maggioranza degli italiani
non è con lui (se consideriamo che in quel 35% del PdL c’è un buon 10% di Alleanza nazionale, Forza Italia si
riduce al 25%: tanti sono gli italiani che stanno con Berlusconi!), e che i
voti sommati delle opposizioni fanno la maggioranza del Paese.
Il 26% del Pd è una buona base di partenza per le prossime
politiche. Ma il PD potrà diventare maggioranza solo se saprà: eleggere un leader
dalla forte personalità; elaborare una linea politica
A mio parere saranno queste le sfide del prossimo congresso,
congresso al quale tutti noi del Pd ormai guardiamo. (Matteo Neri, Pd Germania/