INFORM - N. 109 - 9 giugno 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Dalla redazione di Montevideo di “Gente d’Italia”

Questo è il Nuovo Mondo

 

MONTEVIDEO - Il sole mi ha illuminato il viso scendendo dal Buque Bus che collega Montevideo a Buenos Aires. Una luce chiara e intensa che mi ha per un attimo portato ai ricordi che ho di Marsiglia ed ai racconti del direttore di Gente d’Italia - scrive Vito Francesco Paglia da oggi al comando dalla redazione di Montevideo  di Gente d'Italia quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia. -Un sole che mi ha accolto come ha, per decenni, aperto gli occhi di centinaia di migliaia di emigranti. Sono bastati quattro passi per Carrasco per capire che forse l’appellativo di “Nuovo mondo” calza a pennello a quest’area del globo. Perché? Per il modo di affrontare la vita, per le tradizioni ed i valori che la comunità italiana ha preservato, per la disponibilità e lo spirito di collaborazione che regna tra quegli italiani con l’accento veneto, napoletano o siciliano.

Ma quello che mi ha colpito di più forse siete proprio voi che in queste ore sfogliate questo quotidiano. Voi che partecipate attivamente alla vita della comunità italiana, voi che ascoltando l’inno nazionale avete gli occhi lucidi, voi che quando gioca l’Italia vi negate al mondo, voi che per la f esta del 2 giugno avete voluto essere presenti e collaborativi. 

Quando il direttore Porpiglia mi propose di venire a Montevideo rimasi quasi colpito e per un attimo mi chiesi “ma chi io?”. Poi lo guardai negli occhi seduti nel suo ufficio di Roma e gli chiesi: “Parlami di Montevideo”. Non chiedevo altro che sapere, tentare di annusare quegli odori, di sentire quelle sensazioni e di provare ad immaginare questa città e questo Paese. Poi cinque giorni dopo ero su un aereo diretto a Buenos Aires. 

Qualche ora dopo l’arrivo ero già “operativo” e mi aggiravo con fare curioso nella sala allestita presso la Casa D’Italia dove si festeggiava il 2 giugno. Una curiosità quasi fanciullesca che in pochi istanti si è tramutata in aria esterrefatta. Più di 400 persone in sala per festeggiare la nostra Repubblica, 400 italiani o figli e nipoti di italiani in piedi cantando l’inno di Mameli, 400 appartenenti ad una comunità per niente rissosa e fortemente impegnata sia nel civile che nell’economia.

Un attaccamento forte all’italianità e a tutto quello che viene dalla Penisola. Più di ogni altro luogo che ho visitato, Montevideo rispecchia l’Italia. Ma non quella di oggi. Quella che neppure io ho vissuto sulla mia pelle. Montevideo come Napoli, la mia città. I colori, le persone, l’attaccamento alle radici. Forse è proprio vero, questo è il “Nuovo mondo”. (Vito Francesco Paglia-Gente d’Italia/Inform)

 

 


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