INFORM - N. 109 - 9 giugno 2009


ESTERI

Il ministro a Belgrado per la Trilaterale Italia-Serbia-Romania

Frattini: “Accelerare il processo di integrazione della Serbia nell’Unione europea”

 

ROMA –“Bisogna accelerare il processo di integrazione della Serbia nell’Unione europea, è anche nel nostro interesse”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, al termine di un incontro trilaterale a Belgrado con il ministro degli Esteri rumeno Chirstian Diaconescu, e il ministro serbo Vuk Jeremich. “Non possiamo immaginare di avere un’enclave trra i paesi membri dell’Ue” ha aggiunto Frattini facendo riferimento a Paesi come la Serbia, la Bosnia Erzegovina e il Montenegro.

E’  proprio con l’obiettivo di rendere più spedito il percorso di avvicinamento di Belgrado all’Europa che Frattini -  il quale al vertice di Praga Ue-Usa,  in aprile, ha presentato un piano in otto punti per accelerare l'integrazione euro-atlantica dei Balcani occidentali -  ha partecipato a Belgrado all’incontro trilaterale con i colleghi di Serbia e Romania.

Oltre al “prioritario messaggio europeo”, l’incontro trilaterale riferisce la Farnesina, si è concentrato sulla cooperazione economica che presenta “concrete prospettive di crescita grazie alla radicata presenza di aziende italiane in Romania ed al forte rilancio degli investimenti italiani in Serbia”. In questo ambito esistono “ampi margini di crescita, in particolare per gli investimenti nel settore energetico e delle infrastrutture”.

Sul piano dell’avvicinamento all’Europa, “la Serbia ha dimostrato con i fatti la propria vocazione europea”, sicché l’Italia ritiene che Belgrado “possa legittimamente aspirare alla concessione dello status di candidato entro  quest’anno, ed entro la fine dell’anno si potrebbe concretizzare la prospettiva dell’abolizione del regime dei visti”.

La Serbia, per l’Italia, “si conferma Paese centrale per la definitiva stabilizzazione dei Balcani Occidentali”. Pertanto “è nell’interesse dell’Unione europea continuare ad incoraggiare Belgrado a perseguire una politica regionale moderata e costruttiva: l’intensificazione dei rapporti con Zagabria e l’azione di moderazione esercitata da Belgrado su Banja Luka sono segnali importanti in tale direzione” sottolinea la Farnesina. (Inform)

 


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