INFORM - N. 108 - 8 giugno 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Lettera aperta del Coordinamento donne italiane a Francoforte

Nell’intervento, un appello al governo e al Paese affinché si occupino dei problemi reali degli italiani: primo fra tutti la questione demografica, che richiede incentivi alle famiglie e politiche di integrazione nei confronti degli immigrati

 

FRANCOFORTE – Segnalata e pubblicata sul sito del circolo  online del Patronato Acli nella città di Francoforte sul Meno (www.aclihessen.de) una lettera parte dal Coordinamento Donne italiane della città tedesca in cui ci si chiede se in Italia ci sia “una vaga conoscenza dei problemi” a cui il Paese va incontro.

“Passando da un’emergenza all’altra, come succede in Italia – si legge nella missiva - il rischio è di non vedere il futuro anche vicinissimo: ci sembrano invece urgenti alcune considerazioni, visto che il destino dell’Italia continua a starci a cuore, anche se non ci abitiamo più”.

L’intervento prende in esame in particolare la “questione demografica”, che in Germania viene largamente dibattuta.

“La situazione demografica in Italia è in tendenza analoga a quella tedesca, ma sensibilmente peggiore: abbiamo la più alta percentuale di anziani d’Europa, - rileva il Coordinamento - il più basso tasso di natalità insieme alla Spagna, una scarsissima presenza femminile nel mercato del lavoro (dopo di noi viene solo Malta), ma non ci preoccupiamo affatto di chi pagherà i contributi ai pensionati in presenza di una piramide demografica sostanzialmente rovesciata”.

“E non si tratta solo delle pensioni – si afferma. - L’aspettativa di vita continua ad aumentare e per esempio il governo tedesco calcola che da un milione di casi di demenza senile attuali tra dieci anni si passerà a quattro milioni. Le misure, che i demografi raccomandano, sono: più donne nel mercato del lavoro; più lavoratori stranieri; innalzamento dell’età pensionistica.  Sono inevitabili un aumento dei contributi e  consistenti tagli alle pensioni”.

Alla luce di questi dati, mentre il governo tedesco adotta misure di sostegno alla famiglia per favorire un incremento delle nascite e politiche di integrazione verso gli immigrati “il governo italiano – rileva Liana Novelli Glaab, firmataria della lettera per il Coordinamento - non attua nessuna misura che favorisca l’ingresso di donne ed immigrati nel mercato del lavoro”.

“Il governo italiano accetta supinamente che le giovani donne passino da un precariato all’altro e quindi non possano neanche pensare a mettere su famiglia; alimenta la paura nei confronti degli immigrati, gonfiando problemi di insicurezza; non legalizza gli stranieri, che hanno un lavoro e che non aspettano altro, ma li tiene in un costante stato di illegalità funzionale ad ogni genere di sfruttamento nei loro confronti, e si guarda bene dal far sapere che gli immigrati in Italia hanno una scolarità mediamente più alta degli italiani (e la maggior parte di loro è bilingue o

plurilingue)”. “Ne segue che gli italiani dovranno pagare più contributi, più spese mediche e di assistenza, - conclude l’intervento, - l’età pensionabile sarà alzata e le pensioni tagliate. A questo andranno incontro tutti i lavoratori, i loro figli e nipoti”. “Non sarebbe ora di dare spazio ai demografi – si chiede Liana Glaab - e di mettere in prima pagina le proiezioni demografiche che incidono sul futuro di tutta la popolazione?” (Inform)

 

 


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