Domenico Locatelli: “Il mondo dell’emigrazione
italiana ha perso un grande animatore”
BRUXELLES - Esprimo i miei sentimenti di vicinanza alla famiglia di Rino Zandonai e dei suoi amici Lenzi e Zortea che componevano la delegazione Trentina, ormai di ritorno dal Brasile e tragicamente scomparsi.
Anche alla grande famiglia dei “trentini nel mondo” la mia simpatia e amicizia.
Rino Zandonai l’ho incontrato molte volte, soprattutto nei convegni per la stampa e per le associazioni. Generoso e sostenuto dalla sua associazione Onlus Trentini nel mondo era capace di assicurare appoggi ed elementi tali che anche per convegni ed incontri di formazione e di dialogo che sembrano impossibili da realizzare, alla fine si trovava la maniera di arrivare a buon fine.
Ha dato 20 anni di lavoro e di passione alla lingua italiana e al mondo dei migranti italiani qui in Belgio ed in particolare a Liegi. Qui ha imparato ad amare il mondo della emigrazione italiana e a combattere per la loro vitalità.
Quando parlava dei progetti di gemellaggio, gli occhi gli brillavano tanta era la passione. Convinto fino all’osso del valore delle associazioni, era un grande promotore di rete e di incontri. Bravissimo a scoprire sensibilità ed opportunità umane capaci di favorire incontri che guardassero con entusiasmo il futuro.
Era un uomo pieno di futuro, di sogni e nello stesso tempo ben attrezzato per gestire il concreto organizzativo che porta a termine ogni iniziativa.
Scommetteva soprattutto sui giovani, ne conosceva le sensibilità, ne era un frequentatore intelligente. Era soprattutto un grande innamorato degli italiani nel mondo, non solo dei suoi “Trentini nel mondo”, ma soprattutto dei tradizionali emigranti e delle loro famiglie che conosceva bene e che non poteva non servirne le cause in qualsiasi momento .
Privilegiava il metodo nel “fare insieme”, della collaborazione e qui giocava la sua tenacia, la sua passione per i circoli e le associazioni, il suo dinamismo.
Curava la comunicazione, perché fosse bella e capace di dare visibilità al mondo italiano all’estero, era capace di coinvolgere le forze politiche e di rappresentanza perché dai proclami si arrivasse ai progetti.
In prima fila c’era soprattutto l’attenzione per i meno fortunati ed allora, la sua energia, diventava solidarietà laboriosa ed efficace.
Con lui altre persone italiane e non solo, sono rimaste vittime del terribile incidente aereo.
Il mondo
dell’emigrazione italiana ha perso un grande animatore. Resta il suo testimone
e la sua “anima” da riprendere e portare
avanti perché resta sempre moltissimo da fare. (Domenico Locatelli*-
* Missionario italiano in Belgio-Bruxelles