INFORM - N. 107 - 5 giugno 2009


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“La Gazzetta Italo-Brasiliana”

Il nucleare in Brasile

 

RIO DE JANEIRO - In Brasile sono iniziati i lavori di costruzione per la centrale nucleare “Angra 3″ con un costo di 3.600 milioni di dollari, che consentirà di elevare la capacità di produzione di energia dagli attuali 2.000 megawatt a 3.300 megawatt.

Facendo seguito alla costruzione delle centrali Angra 1 e 2 iniziano così i lavori, dopo un arresto di circa 20 anni, per la costruzione di Angra 3 che dovrebbero terminare nel 2013.

Il nome Angra é associato al comune nel cui territorio le centrali sono ubicate, Angra dos Reis, una cittadina costiera a circa 170 Km da Rio de Janeiro incastonata in un paesaggio paradisiaco. Nell´ambizioso piano nucleare brasiliano la cosa non si ferma ad Angra, infatti il Brasile ha in programma, a partire dal 2013, la costruzione di ben quattro nuove centrali nucleari da 1.000 megawatt ciascuna. V´é di piú, un accordo militare firmato da Francia e Brasile verso la fine del 2008 prevede la costruzione di un primo sottomarino atomico con progetto brasiliano supportato dall´avanzata tecnologia francese soprattutto per quanto attiene la costruzione dello scafo che é la parte essenziale del sottomarino. Infatti sono le caratteristiche dello scafo che consentono immersioni che possono raggiungere anche profondità di 600 metri.

La Marina brasiliana ha già scelto il luogo in cui sarà installato l´arsenale in cui si costruirà il sottomarino atomico, si tratta di un´area di circa 95.000 mq. nell´isola da Madeira sita nella Baia di Sepetiba e cioè nelle prossimità del territorio in cui sorgono le centrali nucleari.

Insomma Lula rilancia il programma nucleare a tutto vapore. Ci auguriamo che esso sia destinato esclusivamente ad usi civili perché non si può negare un legame tecnologico tra la produzione civile di energia nucleare e l´industria bellica. 

Il ministro interino dell'Energia, Nelson Hubner qualche settimana fa ha dichiarato: “'Oggi la centrale nucleare è l'alternativa di minor costo e di condizioni ambientali più favorevoli, senza le emissioni di CO2 delle centrali termoelettriche e idroelettriche''. Questo atteggiamento è stato criticato dalla rappresentanza di Greenpeace in Brasile, che ha inscenato una manifestazione di protesta affermando che ''mentre il mondo abbandona il nucleare, a Brasilia in controtendenza approvano nuove centrali''.

Il problema del nucleare é molto dibattuto in tutti i paesi del mondo e non stiamo quí a discutere i lati positivi e negativi della questione ma quel che preoccupa maggiormente é il fattore sicurezza.

Certo é che i principali svantaggi del nucleare sono rappresentati dalle conseguenze in caso di incidente, dallo smantellamento degli impianti e dallo stoccaggio delle scorie radioattive.

Il 15 maggio scorso, si é verificato un incidente presso la centrale nucleare "Angra 2".

È stato dichiarato ufficialmente che si sarebbe trattato di un "evento non usuale di grado 1" in una scala da 0 a 7, quindi non di particolare gravità, ma il Pubblico Ministero Federale di Angra dos Reis ha aperto un´inchiesta per determinare le conseguenze e le responsabilità dell´evento “non usuale” che avrebbe contaminato quattro funzionari della centrale.

Secondo la Comissão Nacional de Energia Nuclear (Cnen) la contaminazione sarebbe stata eliminata e tutto si sarebbe risolto. Nel contempo, il sindaco di Angra Tuca Jordão si é lamentato del fatto che il Cnen in una prima informazione avrebbe omesso di comunicare la contaminazione di 4 persone e che comunicati di siffatta importanza vengono trasmessi in forma vaga.

La stampa ha ricevuto la notizia con ritardo di 12 giorni “per non creare allarmi inutili” ha precisato la Eletronuclear, che ha inoltre rivelato che di questi eventi “non usuali” si sono verificati tre quest´anno e tre l´anno scorso mentre nella centrale Angra 1 otto l´anno scorso e tre quest´anno.

Oltre agli incidenti tuttavia i pericoli delle centrali nucleari vanno molto al di là del loro ciclo di vita e l'ovvia gravità del problema sta anche nel fatto che le conseguenze di futuri pericoli non hanno limiti e producono i loro effetti per molti decenni se non per centinaia di anni.

A tal proposito, la Commissione europea ha varato una raccomandazione che affronta quello che è forse l'aspetto essenziale per gli interventi presenti e soprattutto futuri legati alle centrali nucleari: la disponibilità di capitali accantonati da tempo per lo scopo.

Agli artt.8,9,13 e 14 della Raccomandazione (2006/851/Euratom), si legge rispettivamente: "la necessità che gli Stati membri assicurino che adeguate risorse finanziarie per lo smantellamento degli impianti e le attività di gestione dei rifiuti”; "l’importanza di assicurare che i fondi costituiti per lo smantellamento di impianti e le attività di gestione dei rifiuti, che si riferiscono agli obiettivi del trattato Euratom, siano gestiti in modo trasparente e utilizzati unicamente per detto scopo”; “la disattivazione in condizioni di sicurezza delle installazioni nucleari, compresa la gestione a lungo termine dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito, richiedono risorse finanziarie ingenti. La mancanza di tali risorse al momento opportuno può compromettere il processo di disattivazione. Risorse finanziarie sufficienti devono essere disponibili a tempo debito per permettere la disattivazione completa delle installazioni nucleari nel rispetto delle norme di sicurezza”; “Conformemente al principio "chi inquina paga", gli esercenti di installazioni nucleari devono accantonare, durante la vita produttiva delle installazioni, le risorse finanziarie necessarie per sostenere i futuri costi di disattivazione”.

In definitiva, la scelta del nucleare é di competenza di ciascun paese e dei governi che li reggono ma la preoccupazione del cittadino che generalmente non contribuisce alle decisioni sulla scelta delle politiche energetiche riguardanti il proprio territorio é anche la nostra preoccupazione.

A parte la necessaria tecnologia per permettere la produzione e l´uso “in sicurezza” dell´energia atomica anche se rimaniamo nell´ambito della sicurezza relativa perché pure la centrale di Chernobyl era stata considerata sicura a suo tempo, bisogna pensare al futuro.

Per il futuro il Brasile dispone delle risorse finanziarie adeguate per garantire una disattivazione in condizioni di sicurezza delle installazioni nucleari al momento della loro chiusura definitiva e per lo stoccaggio delle scorie radioattive?

Speriamo di sì, altrimenti i primi a pagarne le spese in modo salato saranno i nostri figli. (Giuseppe Arnò-La Gazzetta Italo Brasiliana on line/Inform)


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