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Il nucleare in Brasile
RIO DE JANEIRO - In Brasile sono iniziati i lavori di costruzione per la centrale nucleare “Angra 3″ con un costo di 3.600 milioni di dollari, che consentirà di elevare la capacità di produzione di energia dagli attuali 2.000 megawatt a 3.300 megawatt.
Facendo seguito alla costruzione delle centrali Angra 1 e 2 iniziano così i lavori, dopo un arresto di circa 20 anni, per la costruzione di Angra 3 che dovrebbero terminare nel 2013.
Il
nome Angra é associato al comune nel cui territorio le centrali sono ubicate,
Angra dos Reis, una cittadina costiera a circa
Insomma Lula rilancia il programma nucleare a tutto vapore. Ci auguriamo che esso sia destinato esclusivamente ad usi civili perché non si può negare un legame tecnologico tra la produzione civile di energia nucleare e l´industria bellica.
Il
ministro interino dell'Energia, Nelson Hubner qualche settimana fa ha di
Il problema del nucleare é molto dibattuto in tutti i paesi del mondo e non stiamo quí a discutere i lati positivi e negativi della questione ma quel che preoccupa maggiormente é il fattore sicurezza.
Certo é che i principali svantaggi del nucleare sono rappresentati dalle conseguenze in caso di incidente, dallo smantellamento degli impianti e dallo stoccaggio delle scorie radioattive.
Il 15 maggio scorso, si é verificato un incidente presso la centrale nucleare "Angra 2".
È
stato di
Secondo
La
stampa ha ricevuto la notizia con ritardo di 12 giorni “per non creare allarmi
inutili” ha precisato
Oltre agli incidenti tuttavia i pericoli delle centrali nucleari vanno molto al di là del loro ciclo di vita e l'ovvia gravità del problema sta anche nel fatto che le conseguenze di futuri pericoli non hanno limiti e producono i loro effetti per molti decenni se non per centinaia di anni.
A
tal proposito,
Agli artt.8,9,13 e 14 della Raccomandazione (2006/851/Euratom), si legge rispettivamente: "la necessità che gli Stati membri assicurino che adeguate risorse finanziarie per lo smantellamento degli impianti e le attività di gestione dei rifiuti”; "l’importanza di assicurare che i fondi costituiti per lo smantellamento di impianti e le attività di gestione dei rifiuti, che si riferiscono agli obiettivi del trattato Euratom, siano gestiti in modo trasparente e utilizzati unicamente per detto scopo”; “la disattivazione in condizioni di sicurezza delle installazioni nucleari, compresa la gestione a lungo termine dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito, richiedono risorse finanziarie ingenti. La mancanza di tali risorse al momento opportuno può compromettere il processo di disattivazione. Risorse finanziarie sufficienti devono essere disponibili a tempo debito per permettere la disattivazione completa delle installazioni nucleari nel rispetto delle norme di sicurezza”; “Conformemente al principio "chi inquina paga", gli esercenti di installazioni nucleari devono accantonare, durante la vita produttiva delle installazioni, le risorse finanziarie necessarie per sostenere i futuri costi di disattivazione”.
In definitiva, la scelta del nucleare é di competenza di ciascun paese e dei governi che li reggono ma la preoccupazione del cittadino che generalmente non contribuisce alle decisioni sulla scelta delle politiche energetiche riguardanti il proprio territorio é anche la nostra preoccupazione.
A parte la necessaria tecnologia per permettere la produzione e l´uso “in sicurezza” dell´energia atomica anche se rimaniamo nell´ambito della sicurezza relativa perché pure la centrale di Chernobyl era stata considerata sicura a suo tempo, bisogna pensare al futuro.
Per il futuro il Brasile dispone delle risorse finanziarie adeguate per garantire una disattivazione in condizioni di sicurezza delle installazioni nucleari al momento della loro chiusura definitiva e per lo stoccaggio delle scorie radioattive?
Speriamo di
sì, altrimenti i primi a pagarne le spese in modo salato saranno i nostri figli.
(Giuseppe Arnò-La Gazzetta Italo Brasiliana on line/