FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA
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Più di 500 italiani al ricevimento nella
Residenza di Cape Town
CAPE TOWN - Mai visti in anni recenti così tanti italiani al ricevimento per l’anniversario della Repubblica, che a Città del Capo si è tenuto lunedì sera nella Residenza diplomatica di Bishop’s Court. E soprattutto mai visti così tanti giovani, a dimostrazione del fatto che quella di Città del Capo è una comunità che cresce e si rinnova, come si riscontra anche nell’aumento del numero degli italiani qui residenti e nell’aumento del carico di lavoro per il Consolato. Presenti, fra gli invitati, il nuovo sindaco di Cape Town Dan Plato, lo speaker del Parlamento provinciale onorevole Shahid Esau, parlamentari ed esponenti del corpo diplomatico e consolare.
Il console Emanuela Curnis, soddisfatta artefice della rinnovata popolarità di questo appuntamento annuale con i connazionali, ha pronunciato un breve discorso di benvenuto, rivolgendo prima di tutto il pensiero “a quanti sono stati colpiti dal violento terremoto in Abruzzo”. Negli ultimi tempi, ha proseguito, “i rapporti tra Italia e Sud Africa si sono ulteriormente intensificati, anche grazie all’avvio di una serie di cooperazioni in vari settori, da quello ambientale a quello sanitario e di cooperazione allo sviluppo, solo per citarne i principali. Alcuni dei protagonisti sono qui questa sera. Abbiamo inoltre assistito ad un rinnovato interesse per l’Italia e per la cultura italiana da parte dei sudafricani, come confermano le statistiche sui visti rilasciati. Credo che, come italiani, dobbiamo esserne orgogliosi”.
“Allo stesso tempo la comunità italiana sta dimostrando un nuovo interesse per eventi di carattere italiano e sta diventando sempre più numerosa: un altro gruppo di persone ha deciso, per vari motivi, di trasferirsi qui ed iniziare una nuova vita. Ci sono poi sudafricani o cittadini di altri Paesi che hanno riscoperto le loro origini italiane ed hanno acquisito la cittadinanza italiana. Uno di loro è qui con noi stasera e ci allieterà con alcune famose canzoni italiane, subito dopo l’ascolto degli inni nazionali”.
Gli
italiani presenti nella sala, e tanto numerosi da lasciare pochissimo spazio fra
loro e il console, non si sono limitati ad ascoltare l’Inno di Mameli, ma ne hanno
cantato le strofe, con la voce tenorile del maestro Angelo Gobbato predominante
nell’improvvisato coro. Poi i musicisti di sono messi all’opera e hanno continuato
fin oltre l’ora prevista per la fine del ricevimento, quando i giovani e anche
i meno giovani si sono impossessati del salone d’ingresso della Residenza e l’hanno
trasformato in sala da ballo, con molti di loro nel ruolo non soltanto di ballerini
ma anche di cantanti. L’orchestrina, molto apprezzata per il suo repertorio di
ballabili, era composta da Rossi al sassofono, Dave Ridgeway al basso, Mark Augustine
alla batteria e Adolf Theron al piano. (