ITALIANI ALL’ESTERO
A Buenos Aires
festosa celebrazione della Repubblica Italiana
BUENOS AIRES - In un Teatro Coliseo stracolmo, sono stati celebrati il
63º anniversario della Repubblica Italiana e
Festosa celebrazione del 63º anniversario della Repubblica Italiana al Teatro Coliseo, domenica scorsa. La manifestazione centrale al Coliseo, che è stata preceduta in mattinata dall'omaggio a Manuel Belgrano e dalla Santa Messa celebrata nel Santuario della Madonna degli Emigranti, è stata organizzata dal Consolato generale d'Italia a Buenos Aires, con l'adesione del Comites di Buenos Aires e della Facia.
Davanti ad un teatro stracolmo, si sono alternati nei saluti ufficiali l'ambasciatore d'Italia in Argentina Stefano Ronca, il presidente del Comites Graciela Laino, il senatore Esteban Caselli e il console generale d'Italia Giancarlo Maria Curcio, che ha raccolto gli elogi di quanti si sono succeduti al microfono.
Maestro di cerimonie è stato Riccardo Vanilla e la cerimonia è stata accompagnata dai recital del cantante napoletano Antonello Rondi e dell’italo-argentino Paolo Martini. C'è stato il tempo anche per consegnare onorificenze a un gruppo di esponenti della collettività e quale sorpresa della serata, è salito sul palcoscenico un gruppo di dirigenti dello Sportivo Italiano, che ha appena vinto il Campionato Metropolitano di serie B.
Per l'inizio come è tradizionale, sono stati cantati gli inni nazionali argentino e italiano. Quest'ultimo è stato accompagnato dalla proiezione in un grande schermo dell'inno di Mameli che viene trasmesso dalla Rai, con immagini emblematiche dell'Italia e la chiusura con una rete della nazionale italiana.
Sul palcoscenico si sono succeduti per rivolgere i discorsi di rito, l’ambasciatore d’Italia in Argentina Stefano Ronca, il presidente del Comites di Buenos Aires Graciela Laino, il senatore Esteban Caselli e il console generale d’Italia a Buenos Aires Giancarlo Maria Curcio.
Ronca: Italia e Argentina piena complementarietà
Nel suo saluto l'ambasciatore d'Italia Stefano Ronca ha ricordato che 63
anni fa si è risollevata grazie alla grande forza e volontà degli italiani che
hanno voluto ricostruire il Paese in un clima di solidarietà e democrazia. L'amb.
Ronca ha sottolineato inoltre che la celebrazione al Coliseo è anche un'adesione
all'omaggio che l'Argentina rende agli italiani, con
Quindi ha passato in rassegna alcuni dei punti principali dei rapporti tra l'Italia e l'Argentina. Dopo aver ricordato i profondi legami di sangue e di cultura, ha detto che compito delle istituzioni è promuovere e far crescere tali rapporti con idee, con progetti e con iniziative. L'ambasciatore d'Italia in Argentina ha ricordato che la crisi mondiale si è manifestata in Italia e in Argentina con una intensità minore rispetto ad altri Paesi.
In Argentina perché ci sono stati cinque anni con ritmi di crescita molto alti, e in Italia perché il sistema economico e il sistema bancario hanno retto meglio che in altre parti l'urto della crisi. Riportando alcune cifre presentate nei giorni scorsi dal governatore della Banca d'Italia Draghi, ha fatto presente che pur di fronte ad un calo delle ordinazioni, le piccole e medie imprese continuano ad innovare, a investire e ad esportare, mentre grandi imprese nazionali sono protagoniste dei processi di assestamento dell'economia globale. Ha parlato inoltre dell'importanza che avrà per la presenza economica italiana in Argentina, l'acquisto della spagnola Endesa da parte dell'Enel. Ha detto che nonostante la crisi continuano ad arrivare investimenti italiani nel Paese, sottolineando che ci sono in Argentina tante imprese fondate da italiani qui residenti di prima seconda o terza generazione ed ha elencato numerosi campi nei quali l'Argentina e l'Italia sono pienamente complementari, come, appunto, quello dell'energia.
Ha poi parlato dell'intensa cooperazione in campo scientifico e tecnologico, e delle prospettive di collaborazione anche nel campo della cultura, sottolineando inoltre che l'Argentina è in testa tra i Paesi beneficiari della cooperazione italiana per il numero di progetti in atto: ben 32.
Infine l'elogio al Console generale Curcio, sia per la celebrazione al Coliseo, sia per "il lavoro che fa al Consolato, con grande impegno e passione, in favore della collettività italiana".
Laino: La collettività è fonte di sviluppo
Il presidente del Comites Graciela Laino ha detto che gli italiani all'estero "ci siamo distinti per il nostro spirito di superamento, forti dei valori che ci uniscono, di libertà, di unione e di rispetto della Costituzione", aggiungendo che tenendo ben presenti queste idee, costruiamo una società senza esclusi nè privilegiati e che la collettività "è fonte di sviluppo".
Quindi ha detto che il Comites di Buenos Aires è impegnato nel promuovere la partecipazione dei giovani, perché siano gli artefici dello sviluppo della nostra collettività. Sempre in riferimento al Comites, ha ricordato che "stiamo lavorando molto - al di là dei tagli - e insieme al Consolato, per trovare soluzioni agli anziani che vivono in condizioni di disagio. Infine in riferimento alle proposte di riforma dei Comites, ha detto che il Comites vuole riforme che sostengano una maggiore democrazia e pluralità.
Quindi ha ringraziato il Console generale Curcio per la collaborazione che dà al Comites.
Caselli: Grazie agli italiani l’Argentina è
diventata granaio del mondo
Il senatore Esteban Caselli ha iniziato il suo saluto in spagnolo chiedendo un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del terremoto in Abruzzo.
Quindi ha parlato dell'emigrazione italiana in Argentina grazie alla quale è cresciuto il Paese: “gli italiani sono venuti a lavorare la terra nel nostro Paese - ha detto - e grazie a loro il nostro Paese è diventato il granaio del mondo".
Poi ha letto con una pronuncia un po’ approssimativa, un discorso scritto
in italiano, ricordando il referendum del 1946 dal quale nacque
Quindi ha parlato del suo partito, il popolo della libertà di cui è leader il premier Berlusconi, e del ruolo che intende giocare nel rilanciare i rapporti tra l'Italia e i Paesi dell'America latina e nella riformulazione delle strutture di rappresentanza della collettività. Ha detto inoltre che l'Italia ha una posizione ideale per la sua esperienza, per essere la porta d'ingresso per gli scambi tra l'America latina e l'Unione europea.
Infine si è congratulato con il consigliere Curcio e con Franco Arena per la festa organizzata.
Curcio: Per il prossimo due giugno speriamo
che non ci siano più cittadinanze giacenti
Presentato dal presentatore Vanilla come una "stella speciale" e come "angelo custode della collettività", il console generale è salito sullo scenario. Il dott. Curcio ha ringraziato l'amb. Ronca e il sen. Caselli, dicendo che anche gli on. Angeli, Giai e Merlo che non erano presenti, avevano inviato messaggi di adesione.
Passando in rassegna il lavoro svolto in due anni e mezzo quale titolare del Consolato di Buenos Aires, la circoscrizione nella quale risiede il più alto numero di italiani all'estero, ha detto che è stato mantenuto l'impegno assunto di non chiudere mai la porta a nessun connazionale, di essere riuscito nell'obiettivo che non ci siano più file di connazionali in attesa dell'apertura del Consolato alle tre del mattino, ribadendo che oggi tutti quelli che si presentano per fare una pratica in Consolato, sono ricevuti. Risultati frutto della dedizione, dell'efficienza e della collaborazione del personale, ha detto Curcio. Un risultato che è stato apprezzato a Roma, che ha predisposto l'invio di una task force per accelerare ancora lo smaltimento delle richieste di cittadinanza che si erano accumulate nel "buzón", al punto "che oggi posso dire che abbiamo fatto trentamila cittadinanze, che a fine anno speriamo di raggiungere le 45mila, in modo che spero per la celebrazione della festa della Repubblica l'anno prossimo di poter annunciare di essere arrivati a quota zero cittadinanze".
Poi ha detto che grazie al governo e alla Farnesina, i fondi per l'assistenza non avevano subito praticamente riduzioni nella circoscrizione di Buenos Aires per cui, si è potuto aiutare con sussidi i connazionali bisognosi e d'altra parte l'assistenza sanitaria continua ad essere assicurata con il contratto della Swiss Medical, "nel quale è stato incluso l'Ospedale Italiano, come era stato richiesto dalla collettività".
Ha ricordato poi che da pochi giorni è aperta la sede del nuovo Vice consolato d'Italia a San Isidro, affidato a Valeria Sangregorio e che è quasi pronta l'operazione per aggiungere i comuni di San Martin e di San Miguel alla circoscrizione del Vice consolato di Tres de Febrero.
Infine ha detto di condividere con il presidente del Comites la visione dell'importanza della partecipazione dei giovani nella collettività.
Il Console Curcio quindi ha annunciato una sorpresa: è salito sullo scenario un gruppo di dirigenti e giocatori dello Sportivo Italiano che ha vinto il Campionato di serie B Metropolitana, mentre sullo schermo dietro a loro venivano trasmesse immagini delle partite vinte dagli “azzurri” dell’Argentina. Il presidente dello Sportivo Salvador D’Antonio ha alzato la coppa vinta e poi sullo scenario ha ringraziato il Console generale.
E’ seguita una applaudita presentazione del cantante napoletano Antonello Rondi, che ha interpretato numerose canzonette, mentre dietro a lui, sul grande schermo, scorrevano immagini d’epoca dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti.
Poi si è svolta una seconda parte formale della manifestazione, con
la consegna di onorificenze a un gruppo di esponenti della collettività. Antonio
Turtora, ex dirigente della Fiat, attuale presidente della Mutualità Italiana
Ex Combattenti, vicepresidente del Comites di Buenos Aires e attivo dirigente
della collettività nella zona di Tres de Febrero: Marcelo Pacifico, presidente
dell'Associazione Nazionale Italiana e consigliere del Comites di Buenos Aires;
Italo Aloisio, già dirigente dell'AIMI e fondatore e presidente dell'Associazione
Calabria Unita; il dott. Sergio Barzola avvocato del Consolato generale d'Italia
a Buenos Aires; Héctor Dattoli, vice console d'Italia a Tres de Febrero; l'avv.
Roberto Mauro, vicepresidente del Circolo Italiano di Buenos Aires; José Tucci,
responsabile del Patronato Ital in Argentina e direttore del periodico
In Ambasciata il ricevimento ufficiale
La celebrazione ufficiale dell’anniversario della Repubblica Italiana si è svolta il 2 giugno a mezzogiorno nell’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires.
Numerosi esponenti del mondo politico, economico, culturale e istituzionale dell’Argentina hanno partecipato al ricevimento offerto dall’ambasciatore Stefano Ronca e dalla gentile consorte nella loro residenza.
Per l’ambasciatore Ronca che ha celebrato per il quarto anno consecutivo il ricevimento della Festa della Repubblica Italiana in Argentina, quella di ieri dovrebbe essere l’ultima celebrazione del 2 Giugno a Buenos Aires, prima di lasciare il suo incarico in Argentina, molto probabilmente nei prossimi mesi, per essere designato a nuove responsabilità. (Tribuna Italiana/Inform)