INFORM - N. 104 - 1 giugno 2009


PIANETA AMERICA

Ro Pucci: Usa,  l’aquila a due teste

Sempre peggio per i Repubblicani adesso più in crisi di prima

 

HOUSTON, Texas – Era prevedibile che la sconfitta elettorale del candidato repubblicano alle presidenziali USA, John McCain, avesse conseguenze non positive per il partito conservatore americano. Quello che non era certamente immaginabile era, invece, che all’indebolimento conseguente facesse seguito anche un pericoloso spaccamento in due del partito dell’elefante. In questi ultimi giorni lo scontro frontale fra le due scuole di pensiero rappresentate dall’ex Vicepresidente di Bush, Dick Cheney, assieme al mattatore radiofonico Rush Limbaugh ed il generale Colin Powel dall’altra ha prospettato scenari poco ottimistici per i conservatori che dall’opposizione sperano di ritornare ancora alla conduzione del paese.

S’e’ trattato di un confronto all’arma bianca tra chi fa parte dei Repubblicani duri e puri e chi, come il militare afroamericano, rappresenta piuttosto l’area più progressista e più proiettata verso un tipo nuovo d’America. All’acidità polemica di Cheney, l’eminenza grigia del vecchio presidente, ed al parossismo di Limbaugh abituato ad urlare le sue invettive antiliberali al microfono ha fatto riscontro la pacata ma ferma reazione di Colin Powel che ha dichiarato senza mezzi termini che, se non si capisce che le elezioni sono state perse per l’esclusione discriminatoria delle minoranze, allora c’e’ anche poca speranza che la situazione nel futuro sia destinata a cambiare. I veterorepubblicani che per tradizione rappresentano specialmente gli Americani bianchi, affluenti e protestanti hanno cercato sempre di mantenere nelle proprie mani il controllo maggioritario del partito d’appartenenza. L’elezione a capo del GOP dell’afroamericano Michael Steele, all’indomani dell’elezione d’Obama, è esplosa quindi come una bomba promozionale patetica che non ha impressionato nessuno con l’eccezione, forse, dei Repubblicani stessi che anch’essi ora sentendosi traditi, non sanno più a che santo votarsi per la difesa estrema e disperata dei loro vecchi interessi e pregiudizi.

Per questo motivo, l’invito intelligente di Powel ad aprire alle minoranze, anziché essere accolto con interesse dal duo Cheney-Limbaugh, ha ricevuto come risposta un diniego totale accompagnato anche dall’affermazione del primo dei due che Colin Powel sarebbe un rinnegato, collocatosi fuori del partito. Gli ultimi avvenimenti legati all’elezione alla Corte Suprema degli Stati Uniti del Presidente Obama del giudice ispanico Sonia Sotomayor, hanno finito per assumere la valenza di “momento della verita’” in conseguenza del quale i Repubblicani finiranno per dover decidere se alienarsi per sempre il supporto di un’importante minoranza come quella ispanica o se aprirsi, e rinnovarsi comprendendo finalmente che sono solo conservatori come Powel che possono far aumentare il consenso del partito riportandoli ancora alla Casa Bianca ed in maggioranza al Congresso.

Il terremoto verificatosi con Obama, che da parte sua è lungi da posizioni radicalmente liberali, ha rivoluzionato il modo di far politica in America. Il favore che ha ottenuto è stato tale che adesso è venuto a formarsi un consenso veramente sconcertante anche da parte di molti Repubblicani importanti: funzionari eletti, giornalisti ed accademici, funzionari governativi che si sono uniti in un’organizzazione “Repubblicani e Conservatori sostenitori d’Obama” ed il cui lungo elenco è facilmente controllabile su internet. C C Goldwater, pronipote dell’ultraconservatore Barry Goldwater ha affermato che ” Niente nelle formazioni repubblicane offre la speranza di cui l’America ha bisogno per riottenere la sua posizione nel mondo, e questo è il motivo per il quale sosterremo Obama.”

A questo punto, non è difficile prevedere che se l’aquila repubblicana dovrà ritornare a volare in alto avrà bisogno di una sola testa, quella in grado di ragionare alla luce della logica comune e che la metta in condizione di vedere chiaramente lontano in un futuro che dovrà essere fatto di tolleranza e d’integrazione con le minoranze. L’altra testa, verrà probabilmente a cadere da sola quando verrà a mancarle il sangue vitale rappresentato dal sostegno degli elettori molto importanti delle minoranze. La dura sconfitta di McCain e della signora Palin nelle ultime elezioni presidenziali da poco conclusesi sta a dimostrare senza ombra di dubbio proprio questo teorema.  (Ro Pucci*- www.infousamagazine.com/ (Inform)

 

 


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