PREMI
Assegnati i riconoscimenti del 1° Concorso
Internazionale “Giornalisti del Mediterraneo”
Claudio Pappaianni vincitore assoluto dell’edizione
BARI - E’ Claudio Pappaianni, giornalista de L’Espresso, il
vincitore del 1° Concorso Internazionale “Giornalisti del Mediterraneo”. Il
premio, alla sua prima edizione, è stato organizzato dall’Associazione Culturale
“Terra del Mediterraneo. Arte, Cultura e Comunicazione”, in partnership con
l’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e con Sec Mediterranea. Sponsor
ufficiali: Banca Meridiana, Poste Italiane, Banca Popolare di Puglia e Basilicata,
Monte dei Paschi di Siena, Divella Spa e Bmw-Baldassarre Motors.
I vincitori per le sette sezioni sono, invece, Sandra Nobre
Lanca Lopes per la rivista portoghese “Tabu” - sezione “Tutela dei Minori”;
Emiliano Bos per la rivista geopolitica “East” - sezione “Politica Internazionale”;
Stefania Bizzarri per la rivista “Narcomafie”- sezione “Ecomafie e Pubblica
Sicurezza”; Marco Loro per la rivista “Luce” - sezione economia “Vincenzo Fragassi”;
Marco Merola per il settimanale “Oggi” - sezione “Mediterraneo”; dall’Albania
Elsa Demo per il quotidiano “Shekulli” - sezione “Papa Wojtyla” e Domenico Cangemi
della Rai di Palermo per la sezione “Anso”.
Menzioni Speciali per: Lorenzo Trombetta (
“L’idea di dar vita a questo concorso giornalistico - spiega
Tommaso Forte, giornalista e ideatore dell’evento - nasce dalla volontà di porre
a confronto i giornalisti dei paesi del Mediterraneo. L’evento costituisce senz’altro
un trampolino di lancio a livello non solo nazionale, ma anche e, soprattutto,
internazionale per tutti gli operatori della comunicazione. Inoltre, il successo
della prima edizione, unica nel Mezzogiorno d’Italia dimostra la forte progettualità
dell’evento ma anche la volontà di intraprendere e promuovere le diverse culture
del Mediterraneo”.
“La massiccia adesione a questa prima edizione – aggiunge
Lino Patruno, presidente di giuria - del nostro premio è un incoraggiamento
a continuare a lavorare per un Mediterraneo che sia ancora la culla comune di
una comune civiltà. Un mare che anche gli articoli e i servizi tv o on line
che ci sono giunti da ogni dove hanno descritto come focolaio non solo di volontà
di pace ma anche di tensioni, verso le quali la stampa può avere il compito
di testimonianza ma anche di impegno civile a trovare ciò che unisce più che
ciò che divide. Anche in questo, mi sembra, la funzione del nostro premio”.
I premi alla carriera “Caravella del Mediterraneo