STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Uscito
il nuovo numero de “Il Corriere di Tunisi”
“Nostri Problemi”: editoriale di Elia Finzi
TUNISI – Uscito il 1° giugno il n.62 de Il Corriere
di Tunisi- Corriere Euromediterraneo.
Alcuni titoli del nuovo numero : Ambasciata d’Italia a Tunisi, Cucina
Made in Italy a Nabeul, Il Ministro Frattini in visita all’Apreime, Festa al
CIT per il Capo Ufficio Visti, Il ruolo della famiglia tunisina,
Di seguito
pubblichiamo l’editoriale “Nostri Problemi”, dell’editore-direttore Elia Finzi.
Le notizie che ci pervengono da gran parte del mondo non sono per nulla rosee, ma “ainsi va la vie” e diciamo con il nostro filosofo preferito , che al peggio non essendoci limite, le cose non vanno troppo male ....
Tempo di elezioni
in Europa e Italia in questo mese di giugno. Quale esito, quale interesse, quali
i vari problemi, quante la varie polemiche, quali i veri propositi, non è molto
Analizzeremo i risultati sul prossimo numero, non siamo ottimisti.
In Tunisia, il presidente Ben Ali vuol far sì che l'anno 2009 sia l'anno della cultura nazionale per eccellenza e sprona tutti i responsabili per potenziare al massimo i settori del teatro, del cinema e del libro.
Il 2 giugno è la festa nazionale della Repubblica italiana, come ogni anno, "Il Tout Tunis" si ritroverà alla "Charmeuse", attorno all'ambasciatore d'Andria ed alla sua gentile signora per degnamente onorare la ricorrenza.
Per i nostri specifici
problemi, ricordiamo che è tempo di assemblee, sono convocate quelle della CTICI
e del Circolo italiano per il mese di giugno, pensiamo che lo saranno pure per
La cena pro-Abruzzo si è svolta al CIT con successo. Ci congratuliano con gli organizzatori ed i partecipanti.
Si è riunito a Roma il CGIE, ne parliamo in altra parte del giornale.
Non vogliamo concludere con la solita nota amara, ma non possiamo far altro che ripetere quanto scrivevamo nel 2008 (ed anche tanti anni prima) : "... quel poco di vita associativa italiana che sopravviveva in questo paese è andato spegnendosi. Vedremo se l’azione congiunta di quanti non vogliono rassegnarsi all’oscuramento definitivo di questa vita associativa (sulla quale quotidianamente ricercatori di alto livello desiderano indagare sul “glorioso” passato) possa come diceva Trilussa “dopo la tempesta un seme che ci resta basta per far rinascere la foresta”.
E’ il nostro augurio per le nuove generazioni, è troppo triste sprofondare nell’anonimato, nell’egoismo totale, nell’individualismo più sfrenato, in poche parole adagiarsi come Luigi XV, le bien aimé, affermando “après moi le deluge”.(Elia Finzi-Il Corriere di Tunisi/Inform)