INFORM - N. 103 - 29 maggio 2009


DIRITTI DEI POPOLI

A Firenze la poetessa cilena che difende i diritti dei Mapuche. Incontro in Consiglio regionale della Toscana

Rayen Kvyeh,  la voce degli “uomini della terra”

 

FIRENZE  – La poesia come un sogno di speranza in un futuro migliore, che rompe barriere, attraversa frontiere, difende la vita. Sono i versi di Rayen Kvyeh, che affondano le loro radici nell’antica cultura Mapuche e portano il loro messaggio in tutto il mondo.

La poetessa cilena è stata ricevuta in Consiglio regionale della Toscana dal segretario questore dell’ufficio di presidenza, Bruna Giovannini, e da altre consigliere.

Rayen, nata a Weken, in Cile, ha studiato diritto del lavoro e teatro. Esiliata in Germania durante la dittatura di Pinochet, nelle sue poesie denuncia le violenze subite dal suo popolo, i Mapuche, gli “uomini della terra”. “A questa antica popolazione, che ha sempre vissuto pacificamente fra il Cile e l’Argentina – ha ricordato Rayen - il governo cileno applica la legislazione antiterrorismo, sordo a tutte le risoluzioni approvate nelle sedi internazionali”.

“Una legge approvata dal Parlamento ha privato i Mapuche anche del diritto a vivere sulla terra dei padri – ha aggiunto – E’ una terra priva di risorse rilevanti dal punto di vista economico, che viene destinata a discarica di rifiuti provenienti da tutto il paese, oppure alla piantagione del pino australiano, che causa desertificazione, senza alcun vantaggio economico, perché il legno viene esportato per le lavorazioni all’estero”. I Mapuche subiscono invece l’aggressione dei pesticidi, trasportati dal vento sempre presente. La popolazione, tradizionalmente sana, assiste a nascite di bambini con malattie congenite, che mai prima si erano verificate. Le popolazioni costiere assistono invece impotenti alla morte dei salmoni per l’inquinamento causato dall’industria. “Ad essere aggredita è un’intera cultura – ha ricordato ancora la poetessa - che guarda alla terra come un insieme di creature animate ed inanimate, in uno straordinario equilibrio di mondo minerale, vegetale ed animale, in cui l’uomo è solo un abitante”. Il segretario questore del Consiglio regionale ha sottolineato che l’incontro rappresenta un riconoscimento del diritto ad esistere dei Mapuche, ma anche il riconoscimento ad una straordinaria esperienza artistica ed umana messa al servizio della lotta del suo popolo. Le consigliere hanno infine annunciato un prossimo pronunciamento dell’intero Consiglio sul diritto ad esistere dei Mapuche. La lettura di due poesie, una recitata personalmente dall’autrice, ha concluso l’incontro. (Inform)

 

 


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