INFORM - N. 103 - 29 maggio 2009


RETE CONSOLARE

Il Comites e le associazioni di Limburgo protestano per la possibile chiusura dell’agenzia consolare di Genk

Realizzato un memorandum che chiede una revisione della rete consolare più vicina alle esigenze della nostre comunità

 

LIMBURGO - I membri del Comites del Limburgo, insieme alle  associazioni italiane del Limburgo, le Acli, la Migrantes, la Filef, il CTIM e le Missioni italiane, hanno  manifestato martedì  26 maggio presso l’agenzia consolare di Genk contro la minacciata chiusura  della locale sede consolare.

I rappresentanti delle associazioni  riuniti nella delegazione guidata dal presidente del Comites Enna Antonio e dal consigliere del Cgie Fernando Marzo, dopo aver tenuto una civile dimostrazione  davanti alla sede consolare sono stati ricevuti dal titolare  dell’agenzia di Genk Lilia Aragona Ferri.

Per l’occasione dal Comites e dalle associazioni presenti alla manifestazione, è stato redatto un memorandum in cui si ricorda l’importanza dell’agenzia consolare di Genk, la cui chiusura essendo l’unica delle Fiandre desta non poche preoccupazioni, e la difficile situazione della comunità italiana del Limburgo, dove sono iscritti alla nostra Anagrafe consolare circa 22.000 italiani,  vivono più di 30.000  cittadini di origine italiana e il consolato italiano opera dal lontano 1927.

Le associazioni, oltre a protestare per la possibile chiusura dell’ufficio, ricordano infatti la ricaduta che questa soppressione avrebbe sulla nostra comunità dove “molti dei nostri connazionali sono ex  minatori, pionieri della battaglia del carbone degli anni sessanta e settanta e si trovano in una situazione di  invalidità fisica conseguente al duro lavoro da loro svolto in miniera (  le miniere nel Limburgo hanno chiuso molto più tardi ) e sono quindi impossibilitati a lunghi spostamenti per le loro impellenze consolari. Anche la presenza di numerose vedove di minatori – prosegue il memorandum - obbligate  per la non conoscenza della lingua locale (nederlandese) a rivolgersi più frequentemente alla nostra agenzia  rende la presenza di questa struttura consolare necessaria ed utile…. I rappresentanti  del Comites e delle associazioni italiane – aggiunge il memorandum - rivolgono un forte appello al ministero degli Affari Esteri affinché tenga conto delle ragioni esposte, nello stabilire i contorni della ristrutturazione delle sedi consolari, usando un metro di misura adeguato alla situazione specifica della nostra  comunità”.

 “In pratica - precisa il presidente del Comites del Limburgo Enna Antonio - i rappresentanti della comunità italiana, il Comites, il Cgie e le associazioni auspicano il mantenimento della sede consolare. Una ristrutturazione della rete consolare che tenga conto dei bisogni reali delle nostre collettività, delle loro peculiari caratteristiche e dovrà anche realizzare miglioramenti strutturali che possano  tradursi in reali risparmi per l’erario”. (Inform)

 

 


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