RETE CONSOLARE
Il Comites
e le associazioni di Limburgo protestano per la possibile chiusura dell’agenzia
consolare di Genk
Realizzato
un memorandum che chiede una revisione della rete consolare più vicina alle
esigenze della nostre comunità
LIMBURGO - I
membri del Comites del Limburgo, insieme alle
associazioni italiane del Limburgo, le Acli,
I rappresentanti delle associazioni riuniti nella delegazione guidata dal presidente del Comites Enna Antonio e dal consigliere del Cgie Fernando Marzo, dopo aver tenuto una civile dimostrazione davanti alla sede consolare sono stati ricevuti dal titolare dell’agenzia di Genk Lilia Aragona Ferri.
Per l’occasione dal Comites e dalle associazioni presenti alla manifestazione, è stato redatto un memorandum in cui si ricorda l’importanza dell’agenzia consolare di Genk, la cui chiusura essendo l’unica delle Fiandre desta non poche preoccupazioni, e la difficile situazione della comunità italiana del Limburgo, dove sono iscritti alla nostra Anagrafe consolare circa 22.000 italiani, vivono più di 30.000 cittadini di origine italiana e il consolato italiano opera dal lontano 1927.
Le associazioni, oltre a protestare per la possibile chiusura dell’ufficio, ricordano infatti la ricaduta che questa soppressione avrebbe sulla nostra comunità dove “molti dei nostri connazionali sono ex minatori, pionieri della battaglia del carbone degli anni sessanta e settanta e si trovano in una situazione di invalidità fisica conseguente al duro lavoro da loro svolto in miniera ( le miniere nel Limburgo hanno chiuso molto più tardi ) e sono quindi impossibilitati a lunghi spostamenti per le loro impellenze consolari. Anche la presenza di numerose vedove di minatori – prosegue il memorandum - obbligate per la non conoscenza della lingua locale (nederlandese) a rivolgersi più frequentemente alla nostra agenzia rende la presenza di questa struttura consolare necessaria ed utile…. I rappresentanti del Comites e delle associazioni italiane – aggiunge il memorandum - rivolgono un forte appello al ministero degli Affari Esteri affinché tenga conto delle ragioni esposte, nello stabilire i contorni della ristrutturazione delle sedi consolari, usando un metro di misura adeguato alla situazione specifica della nostra comunità”.
“In pratica - precisa il presidente del Comites del Limburgo Enna Antonio - i rappresentanti della comunità italiana, il Comites, il Cgie e le associazioni auspicano il mantenimento della sede consolare. Una ristrutturazione della rete consolare che tenga conto dei bisogni reali delle nostre collettività, delle loro peculiari caratteristiche e dovrà anche realizzare miglioramenti strutturali che possano tradursi in reali risparmi per l’erario”. (Inform)