INFORM - N. 102 - 28 maggio 2009


CULTURA

L’omaggio della città nel decimo anniversario della morte

Fulvio Tomizza, destino di frontiera: a Trieste una mostra e una strada dedicate allo scrittore istriano

 

TRIESTE – Alla fine luglio a Trieste aprirà i battenti una mostra dedicata a Fulvio Tomizza. Un omaggio della città allo scrittore istriano nel decimo anniversario della morte.

Tomizza nato nel 1935 a Materada, comune di Umago (‘Materada’ è il titolo del suo primo romanzo) è morto a Trieste il 21 maggio 1999

La mostra sarà intitolata “Fulvio Tomizza. Destino di Frontiera”, riprendendo il titolo di un importante libro-intervista (ed. Marietti, Genova 1992), nel quale Tomizza ebbe a raccontare se stesso, la propria vita, il rapporto con la scrittura, con il mondo della letteratura, con l’Istria e Trieste, con la storia passata e contemporanea

La mostra – promossa dal Comune e ospitata a Palazzo Gopcevic -  sarà curata da Gianni Cimador e Marta Angela Agostina Moretto con il coordinamento scientifico del prof. Elvio Guagnini. Resterà aperta fino a fine settembre.

Un omaggio allo scrittore che vuole al contempo offrire a distanza di dieci anni, agli studiosi, ai triestini, ai cittadini delle regioni di confine, che erano al centro del suo pensiero, un approfondimento e una rivisitazione della sua intensa esperienza umana e civile.

E ciò, tramite documenti fotografici, figurativi, manifesti di incontri e di presentazioni, ma, ancor di più, le sue pagine manoscritte, i tanti oggetti che “popolavano” il suo studio e che tenevano compagnia a Tomizza nelle ore del lavoro artistico e letterario; a testimonianza e descrizione di quale fosse il “laboratorio dello scrittore”.

Altri documenti porteranno dallo studio cittadino di via Giulia ai giorni trascorsi nella casa istriana, dove Tomizza alternava la scrittura alla cura dei campi, quasi in un desiderio di recupero e di rimpossessamento del rapporto con il mondo della natura, abbandonato con l’esodo dall’Istria nel 1955.

La sua molteplice attività artistica vedrà poi documentati i rapporti con altri scrittori, l’importante lavoro svolto in campo teatrale, l’attenzione al mondo giovanile (con i libri per bambini e ragazzi), il suo cordiale rapporto col mondo dello sport.

E ancora si potranno apprezzare pagine di giornali italiani e stranieri, con importanti testimonianze critiche che hanno documentato la fortuna dell’opera tomizziana, e le carte topografiche e geografiche, i microfilm, i dizionari e altri strumenti di cui lo scrittore si avvaleva.

Il Comune di Trieste oltre alla mostra pensa anche di intitolare  a Fulvio Tomizza l’attuale largo Giardino, spazio cittadino immediatamente vicino allo studio e abitazione dello scrittore, in via Giulia. (Inform)

 

 


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