MEMORIA
Da “Arcipelagoadriatico.it”
Giovanni Palatucci: a Trieste
la cerimonia del centenario della nascita del questore di Fiume che salvò 5mila
ebrei
TRIESTE - Ricorre in questi giorni il centenario dalla
nascita dell’ultimo questore italiano di Fiume Giovanni Palatucci,
morto a Dachau il 10 febbraio del 1945 dopo essersi
meritato l’appellativo di “Schindler italiano” a seguito del salvataggio dall’Olocausto
di quasi 5 mila ebrei. Palatucci, nato a Montella,
in provincia di Avellino il 31 maggio 1909, sarà ricordato anche a Trieste dalla
Scuola allievi agenti della Polizia di Stato con una cerimonia che si terrà
domani a partire dalle ore 9, presso
L’iniziativa di domani proseguirà alle 9.30 con l’arrivo
delle autorità e degli invitati presso la scuola Allievi agenti di Trieste,
(via Damiano Chiesa, 11) dove si terrà subito dopo una conferenza presieduta
dallo storico dell’Associazione romana, Rolando Balugani.
Al termine verrà celebrata una messa in ricordo del celebre questore, morto
a soli 36 anni, a pochi mesi dalla conclusione dello sterminio nazista.
Fin dal primo incarico alla Questura di Genova, Palatucci si rivelò un funzionario “scomodo” per il regime
fascista, che decide di “confinarlo” alla Questura di Fiume, dove assume l’incarico
il 15 novembre
Proprio nella Questura di Fiume Palatucci
inizia quindi a organizzare una rete di collaboratori mirata ad aiutare gli
ebrei in maggiore pericolo, fornendogli documenti falsi e permettendogli di
istradarsi verso
La notte del 13 settembre 1944, su ordine del tenente
colonnello delle SS Kappler, viene perquisita proprio la sua abitazione e qui
i nazisti trovano la copia del piano riguardante “lo Stato libero e autonomo
di Fiume”. Quello stesso colonnello scrive su un documento che l’arresto di
Palatucci era necessario a causa dei contatti di quest’ultimo
con il "nemico".
Accusato di tradimento, Palatucci,
viene inviato prima nel carcere Coroneo di Trieste
e poi, il 22 ottobre 1944, nel campo di sterminio di Dachau.
Sarà questo il suo ultimo viaggio. È il 10 febbraio del 1945. Appena il 19 maggio
In uno degli articoli, pubblicato sul settimanale romano
“Israel”, si può leggere: «Gli ebrei fiumani in gran
parte, allo scoppio della guerra, furono internati a Campagna, dove hanno trovato
salvezza e potente appoggio nella valorosa persona di S. E. Mons. G. M. Palatucci,
Vescovo, zio di Giovanni. Si può dire brevemente che tutta la famiglia Palatucci
faceva a gara per salvare i perseguitati ebrei».
La cerimonia, aperta dall’inno nazionale italiano e da
quello israeliano, si chiude con la collocazione di 36 alberi lungo la strada
dedicata a Giovanni Palatucci: uno per ogni anno della
sua breve esistenza stroncata a Dachau. (Emanuela
Masseria- www.arcipelagoadriatico.it/