CAMERA DEI
DEPUTATI
Interrogazione ai ministri Sacconi e Tremonti
Aldo Di Biagio (Pdl): Sicurezza
sul lavoro, necessario modificare norme su responsabilità e su corretta informazione
ROMA - E’ stata presentata oggi 28 maggio un’interrogazione
a prima firma di Aldo Di Biagio, responsabile del settore italiani nel mondo
del Pdl e membro della Commissione lavoro nella quale
si chiede al ministro del Lavoro Sacconi e al ministro dell’Economia Tremonti
“quali provvedimenti si intende definire al fine di formulare un chiarimento
ed eventualmente una modifica delle disposizioni in materia di informazione,
formazione per i lavoratori, ed in materia di responsabilità e prevenzione degli
incidenti sul luogo di lavoro, così come sancite dal decreto legislativo 81
del
“Dato che – si legge nell’interrogazione - in data 26
maggio 2009, la trasmissione “Striscia
“Per cui un eventuale incidente, - precisa Di Biagio
- dovuto alla negligenza e alla irresponsabilità del soggetto di cui sopra,
potrebbe condurre ad eventuali responsabilità a carico dell’azienda, Poste Italiane
Spa, che è partecipata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze per il 65
per cento, con conseguente coinvolgimento della stessa amministrazione statale”.
“Il sussistere di più casi di negligenza e di totale
noncuranza della propria incolumità e del rispetto delle disposizioni in materia
di sicurezza stradale e di sicurezza sui luoghi di lavoro da parte di dipendenti
delle società partecipate e delle varie realtà pubbliche, - evidenzia - sottolineano
l’esigenza di chiarire ed eventualmente modificare la normativa esistenze in
materia di responsabilità sui luoghi di lavoro, segnatamente per ciò che concerne
le dinamiche di corretta informazione e prevenzione”.
“Le immagini come quelle trasmesse dal programma di canale
5, sebbene lodevoli sotto il profilo informativo, - conclude Di Biagio - rappresentano
un esempio drammatico per la società civile e segnatamente per i giovani, che
in questo modo possono sentirsi legittimati nello svolgere determinate pratiche,
che si collocano ben oltre la legalità e la correttezza civile, oltre che un
esempio di incapacità e di inefficienza da parte di coloro che sono chiamati
a svolgere una mansione per conto dell’Amministrazione dello stato o per conto
di realtà ad essa legate”.(