INFORM - N. 102 - 28 maggio 2009


CAMERA DEI DEPUTATI

Interrogazione ai ministri Sacconi e Tremonti

Aldo Di Biagio (Pdl): Sicurezza sul lavoro, necessario modificare norme su responsabilità e su corretta informazione

 

ROMA - E’ stata presentata oggi 28 maggio un’interrogazione a prima firma di Aldo Di Biagio, responsabile del settore italiani nel mondo del Pdl e membro della Commissione lavoro nella quale si chiede al ministro del Lavoro Sacconi e al ministro dell’Economia Tremonti “quali provvedimenti si intende definire al fine di formulare un chiarimento ed eventualmente una modifica delle disposizioni in materia di informazione, formazione per i lavoratori, ed in materia di responsabilità e prevenzione degli incidenti sul luogo di lavoro, così come sancite dal decreto legislativo 81 del 2008”.

“Dato che – si legge nell’interrogazione - in data 26 maggio 2009, la trasmissione “Striscia la Notizia”, in onda su canale 5, ha trasmesso un filmato che riprendeva un operatore portalettere di Poste Italiane SpA sul proprio ciclomotore, privo di casco di protezione, e nell’intento di svolgere le mansioni sancite dal proprio contratto  professionale”.

“Per cui un eventuale incidente, - precisa Di Biagio - dovuto alla negligenza e alla irresponsabilità del soggetto di cui sopra, potrebbe condurre ad eventuali responsabilità a carico dell’azienda, Poste Italiane Spa, che è partecipata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze per il 65 per cento, con conseguente coinvolgimento della stessa amministrazione statale”.

“Il sussistere di più casi di negligenza e di totale noncuranza della propria incolumità e del rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza stradale e di sicurezza sui luoghi di lavoro da parte di dipendenti delle società partecipate e delle varie realtà pubbliche, - evidenzia - sottolineano l’esigenza di chiarire ed eventualmente modificare la normativa esistenze in materia di responsabilità sui luoghi di lavoro, segnatamente per ciò che concerne le dinamiche di corretta informazione e prevenzione”.

“Le immagini come quelle trasmesse dal programma di canale 5, sebbene lodevoli sotto il profilo informativo, - conclude Di Biagio - rappresentano un esempio drammatico per la società civile e segnatamente per i giovani, che in questo modo possono sentirsi legittimati nello svolgere determinate pratiche, che si collocano ben oltre la legalità e la correttezza civile, oltre che un esempio di incapacità e di inefficienza da parte di coloro che sono chiamati a svolgere una mansione per conto dell’Amministrazione dello stato o per conto di realtà ad essa legate”.(Inform)

 

 


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