INFORM - N. 102 - 28 maggio 2009


GIORNATA DELL’AFRICA

Frattini : Africa più rappresentativa sulla scena  mondiale attraverso G8 dell’Aquila, riforma Onu,  partenariato con Ue

 

ROMA – “Parlare di politiche dell’Africa o verso l’Africa equivale sempre a parlare, nella sostanza, della vita dell’uomo sulla terra, delle condizioni della sua esistenza e della dignità della persona. E’ questa, alla radice, la madre di tutte le sfide che l’Africa pone a se stessa e all’intera comunità internazionale”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini che oggi è intervenuto in Quirinale alla celebrazione della Giornata dell’Africa. “Nel ridisegnarsi convulso di una globalizzazione che è giustamente chiamata in causa per i suoi squilibri, le sue asimmetrie e le sue incongruenze, l’Africa costituisce un laboratorio di questa intersezione tra politica e vita. Ecco perché l’Italia – ha sottolineato  Frattini - si è sempre avvicinata all’Africa con grande rispetto, rifuggendo da logiche di mero sfruttamento economico e mettendo invece al centro della sua azione l’uomo e la sua dignità. Ecco perché, nel rispetto della legalità e dei diritti umani, siamo stati sempre solidali verso coloro che chiedevano rifugio e accoglienza. Ecco perché oggi siamo interlocutori naturali e privilegiati di questo straordinario continente con il quale vogliamo lavorare insieme per migliorare il suo futuro e quello di tutti noi”.

L'Italia sostiene la “aspirazione” dell'Africa ad avere maggiore rappresentatività sulla scena mondiale. Il ministro Frattini ha  indicato tre elementi attraverso i quali l'Africa potrà diventare più rappresentativa: il vertice G8 de L’Aquila, la riforma delle Nazioni Unite, il partenariato Ue-Africa. “Il messaggio politico di fondo che emergerà dal vertice dell’Aquila sarà quello di una collaborazione rafforzata e paritaria tra G8 e Africa per affrontare insieme le comuni sfide della globalizzazione” ha rimarcato il titolare della Farnesina, spiegando che in occasione del G8 l’Italia proporrà due “elementi innovativi” che riguardano l’Africa. Da un lato, “la decisione di far partecipare al dialogo con i Paesi emergenti “G8-G5” un altro grande Paese africano come l’Egitto”. Dall’altro, “la scelta di associare al tradizionale incontro tra i Capi di Stato e di Governo del G8 e i leader africani , una seconda sessione in formato più ampio, che coinvolga cioè, oltre all’Egitto e alla rappresentanza africana, anche i G5, i quali negli ultimi anni si sono affermati come donatori e preziosi investitori per il continente”. “Un modo concreto per sottolineare come i problemi dell’Africa siano i problemi di tutti e debbano essere risolti con il concorso, la responsabilità e l’impegno solidale di tutti” ha detto Frattini

Il ministro ha fatto osservare poi che “il punto di vista dell’Africa è cruciale anche per definire la riforma del sistema delle Nazioni Unite a cominciare dal Consiglio di Sicurezza”. Frattini ha ricordato che “su questo tema l’Italia, che mira ad una riforma complessiva e ampiamente condivisa, ha sempre cercato di promuovere un dialogo costruttivo con i Paesi africani, ai quali ci accomuna non solo la convinzione di dover prestare un’attenzione particolare al concetto di rappresentatività regionale, ma anche la volontà di rendere le Nazioni Unite più efficaci, rappresentative, trasparenti e democratiche”. L’Italia, ha detto Frattini, “riconosce la legittimità della richiesta dei Paesi africani di far sentire adeguatamente la loro voce”. E “condivide la necessità di rimediare a quella che viene percepita come una ingiustizia storica per quanto riguarda la loro rappresentanza in seno all’organo cui è stata affidata la responsabilità primaria per la pace e la sicurezza internazionale”. “Le nostre proposte di riforma del Consiglio di Sicurezza rispondono anche a questa aspirazione del continente africano” ha sottolineato il capo della diplomazia italiana.

Il ministro ha infine rilevato che “Europa ed Africa hanno bisogno di un’alleanza globale e di un autentico partenariato strategico”. “La prossimità geografica tra i due continenti, le vicende che ne hanno intrecciato la storia, le interdipendenze economiche, sociali ed umane che si sono create, i legami culturali intensi che esistono, sono tutti elementi che ci spingono verso un futuro insieme, un destino comune”.  Frattini ha ricordato che l’adozione - in occasione del vertice di Lisbona del dicembre 2007 - di una strategia congiunta UE-Africa “ha posto le premesse per il rilancio di questo rapporto sulla base di una visione unitaria del Continente africano”. “L’idea è ormai quella di superare la logica donatore-ricevente, prevedere un sostegno europeo allo sforzo d'integrazione dell’Africa nel suo insieme, sviluppare con essa un dialogo politico tra eguali” ha detto Frattini spiegando che in questo senso, il Partenariato UE-Africa “può senza dubbio rappresentare uno strumento utile per rafforzare il profilo politico africano e con esso quello della stessa Europa”(per il testo integrale dell’intervento http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interventi/2009/05/20090528_int_Min_giornata_africa.htm ) (Inform)

 

 


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