GIORNATA DELL’AFRICA
Frattini : Africa più rappresentativa sulla scena
mondiale attraverso G8 dell’Aquila, riforma Onu, partenariato con Ue
ROMA – “Parlare di politiche dell’Africa o verso l’Africa
equivale sempre a parlare, nella sostanza, della vita dell’uomo sulla terra,
delle condizioni della sua esistenza e della dignità della persona. E’ questa,
alla radice, la madre di tutte le sfide che l’Africa pone a se stessa e all’intera
comunità internazionale”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini
che oggi è intervenuto in Quirinale alla celebrazione della Giornata dell’Africa.
“Nel ridisegnarsi convulso di una globalizzazione che è giustamente chiamata
in causa per i suoi squilibri, le sue asimmetrie e le sue incongruenze, l’Africa
costituisce un laboratorio di questa intersezione tra politica e vita. Ecco
perché l’Italia – ha sottolineato Frattini - si è sempre avvicinata all’Africa
con grande rispetto, rifuggendo da logiche di mero sfruttamento economico e
mettendo invece al centro della sua azione l’uomo e la sua dignità. Ecco perché,
nel rispetto della legalità e dei diritti umani, siamo stati sempre solidali
verso coloro che chiedevano rifugio e accoglienza. Ecco perché oggi siamo interlocutori
naturali e privilegiati di questo straordinario continente con il quale vogliamo
lavorare insieme per migliorare il suo futuro e quello di tutti noi”.
L'Italia sostiene la “aspirazione” dell'Africa ad avere
maggiore rappresentatività sulla scena mondiale. Il ministro Frattini ha indicato
tre elementi attraverso i quali l'Africa potrà diventare più rappresentativa:
il vertice G8 de L’Aquila, la riforma delle Nazioni Unite, il partenariato Ue-Africa.
“Il messaggio politico di fondo che emergerà dal vertice dell’Aquila sarà quello
di una collaborazione rafforzata e paritaria tra G8 e Africa per affrontare
insieme le comuni sfide della globalizzazione” ha rimarcato il titolare della
Farnesina, spiegando che in occasione del G8 l’Italia proporrà due “elementi
innovativi” che riguardano l’Africa. Da un lato, “la decisione di far partecipare
al dialogo con i Paesi emergenti “G8-G5” un altro grande Paese africano come
l’Egitto”. Dall’altro, “la scelta di associare al tradizionale incontro tra
i Capi di Stato e di Governo del G8 e i leader africani , una seconda sessione
in formato più ampio, che coinvolga cioè, oltre all’Egitto e alla rappresentanza
africana, anche i G5, i quali negli ultimi anni si sono affermati come donatori
e preziosi investitori per il continente”. “Un modo concreto per sottolineare
come i problemi dell’Africa siano i problemi di tutti e debbano essere risolti
con il concorso, la responsabilità e l’impegno solidale di tutti” ha detto Frattini
Il ministro ha fatto osservare poi che “il punto di vista
dell’Africa è cruciale anche per definire la riforma del sistema delle Nazioni
Unite a cominciare dal Consiglio di Sicurezza”. Frattini ha ricordato che “su
questo tema l’Italia, che mira ad una riforma complessiva e ampiamente condivisa,
ha sempre cercato di promuovere un dialogo costruttivo con i Paesi africani,
ai quali ci accomuna non solo la convinzione di dover prestare un’attenzione
particolare al concetto di rappresentatività regionale, ma anche la volontà
di rendere le Nazioni Unite più efficaci, rappresentative, trasparenti e democratiche”.
L’Italia, ha detto Frattini, “riconosce la legittimità della richiesta dei Paesi
africani di far sentire adeguatamente la loro voce”. E “condivide la necessità
di rimediare a quella che viene percepita come una ingiustizia storica per quanto
riguarda la loro rappresentanza in seno all’organo cui è stata affidata la responsabilità
primaria per la pace e la sicurezza internazionale”. “Le nostre proposte di
riforma del Consiglio di Sicurezza rispondono anche a questa aspirazione del
continente africano” ha sottolineato il capo della diplomazia italiana.
Il ministro ha infine rilevato che “Europa ed Africa
hanno bisogno di un’alleanza globale e di un autentico partenariato strategico”.
“La prossimità geografica tra i due continenti, le vicende che ne hanno intrecciato
la storia, le interdipendenze economiche, sociali ed umane che si sono create,
i legami culturali intensi che esistono, sono tutti elementi che ci spingono
verso un futuro insieme, un destino comune”. Frattini ha ricordato che
l’adozione - in occasione del vertice di Lisbona del dicembre 2007 - di una
strategia congiunta UE-Africa “ha posto le premesse
per il rilancio di questo rapporto sulla base di una visione unitaria del Continente
africano”. “L’idea è ormai quella di superare la logica donatore-ricevente,
prevedere un sostegno europeo allo sforzo d'integrazione dell’Africa nel suo
insieme, sviluppare con essa un dialogo politico tra eguali” ha detto Frattini
spiegando che in questo senso, il Partenariato UE-Africa
“può senza dubbio rappresentare uno strumento utile per rafforzare il profilo
politico africano e con esso quello della stessa Europa”(per il testo integrale
dell’intervento http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Interventi/2009/05/20090528_int_Min_giornata_africa.htm
) (