ITALIANI ALL’ESTERO
Di Biagio (Pdl), Modello 730, un diritto
per ogni lavoratore italiano
ROMA - E’ stata presentata oggi un’interrogazione a prima firma di Aldo Di Biagio, responsabile del settore Italiani nel mondo del PdLl e sottoscritta dai deputati del Pdl eletti all’estero, nella quale si chiede al ministro Tremonti “Se intende predisporre un opportuno strumento normativo, al fine di provvedere all’ applicazione delle disposizioni di cui al comma 1 dell’art. 7 del dpr 4 settembre 1992 n. 395, anche ai dipendenti pubblici non residenti sul territorio dello Stato, titolari di redditi di lavoro dipendente”.
“Dato che - si
legge nel testo - l’esecutivo ha accolto l’ordine del giorno all’A.C.1972 “Conversione in legge del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione
e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale"
presentato dall’On. Aldo Di Biagio, On. Giuseppe Angeli e On. Guglielmo Picchi,
che lo impegnava a tenere in dovuta considerazione la possibilità di provvedere,
con un opportuno strumento normativo, all’applicazione delle disposizioni di
cui al comma 1 dell’art. 7 del DPR 4 settembre 1992 n. 395, che riconosce ai
possessori di redditi di lavoro dipendente ed assimilati, compresi i dipendenti
pubblici ed i pensioni, la possibilità di adempiere agli obblighi di
di
“La guida contenente
istruzioni per la compilazione del 730 pubblicata per il 2009 dall’Agenzia dell’Entrate
– viene precisato nel testo - riconosce al punto 1.5 tra i profili che non possono
utilizzare il modello 730, coloro che non sono residenti in Italia nel
2008 e/o nel 2009, escludendo di fatto i molti connazionali residenti all’estero
ed impiegati presso strutture italiane e presso realtà amministrative nazionali.
L’esclusione dei contribuenti italiani residenti all’estero dal diritto ad usufruire
del modello 730 rappresenta una forte discriminazione, in considerazione
anche del fatto che fino al 2007 detto utilizzo è stato riconosciuto a
talune categorie di residenti all'estero, come, ad esempio, al personale
a contratto del Ministero degli Affari Esteri, per poi essere
inspiegabilmente soppresso”. (