ITALIANI ALL'ESTERO
Delegazione siciliana in visita alla comunità
In Paraguay riscoperta
la “Colonia Trinacria”
ASUNCION - Cinquecento chilometri circa a nord della
capitale del Paraguay vive la “Comunità Trinacria”, oggi duemila persone, insediatasi
ai primi del ‘900 al tempo di quello straordinario flusso di emigrazione oltre
oceano che portò molti siciliani a inseguire il sogno americano. Alcuni di loro
decisero di giovarsi di un “editto populandi” che il paese sudamericano concedeva
offrendo gratuitamente la titolarità di vaste estensioni terriere a fronte dell'impegno
a coltivarle. I siciliani, specie dal ragusano, approdarono qui, in un lembo
isolato molto distanti dai grossi centri, e non si sono più mossi. Vivono
in una dimensione quasi autarchica – spiegano dalla Regione Siciliana
- , dedicandosi ai campi e agli allevamenti, producendo tutto ciò di cui bisognano.
Solo dal 1980 hanno la corrente elettrica ma adesso è presente anche qui il
telefonino.
Le condizioni di vita, tuttavia, sono quelle tipicamente
contadine, di una comunità che ha fatto della piu' antica e autentica tradizione
un valore sacro, da tramandare ai ragazzi che difatti proseguono il percorso
tracciato da padri e nonni.
Di questa “Trinacria” si erano perse le tracce da
oltre mezzo secolo e nei giorni stcorsi una delegazione in visita nel Paraguay
ha voluto incontrare la comunità, andandola a trovare nel suo “paradiso” fatto di tante piccole case a piano
terra, sparpagliate su un'enorme area di terriccio rosso fuoco, dove si respira
il profumo di una natura incontaminata e agreste.
Per lo storico Marcello Saija, dell'Università di
Messina, è stata l'occasione di poter raccogliere dalla voce di vecchietti quasi
centenari la testimonianza della loro avventura: ricordi lucidi, anche dettagliati,
commoventi nei passaggi del distacco dal suolo natio, utili a ricostruire un
secolo di storia e di avventura quale fu per la gran parte quell'approdo intorno
al 1905, altri erano arrivati prima già nel 1880.
Grande festa, balli e canti popolari, coreografia
di costumi e colori, con una danzatrice abilissima a tenere sulla testa in equilibrio
fino a otto bottiglie, riferiscono dalla Regione. Infine un mega pranzo all'aperto,
preparato dagli stessi ospiti che hanno portato pasta, ingredienti e vino siciliano,
il tutto curato da Salvuccio Materia, per fare riassaporare profumo di Sicilia
a tavola. Così tra brindisi e discorsi, è stato suggellato l'impegno a non perdersi
più, sentimenti con cui è stato applaudito il cantastorie Nonò Salomone che
ha chiuso la giornata “storica” per