INFORM - N. 41 - 2 marzo 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

A Caracas l’incontro dei parlamentari della Commissione esteri con la collettività italiana

Nell’intervento di Franco Narducci (Pd), riportato da La voce d’Italia, si parla di “un calo di attenzione verso gli italiani all’estero da parte del governo che si riflette nei tagli pesantissimi alle risorse destinate al Mae”

 

CARACAS – Segnala “una calo di attenzione” nei confronti degli italiani all’estero Franco Narducci, deputato eletto per il Pd in Europa, in un articolo pubblicato sul quotidiano italo-venezuelano La Voce d’Italia, a seguito dell’incontro avvenuto con la collettività italiana a Caracas sabato scorso.

Narducci ha fatto parte della delegazione parlamentare della Commissione Esteri che ha visitato, oltre al Venezuela, Messico, Nicaragua e Guatemala, per confrontarsi con problemi e aspettative dei connazionali residenti in loco.

“Credo che questo Governo stia ripensando negativamente tutti gli aspetti che riguardano la vita degli italiani all’estero. Secondo me non si deduce altro, perché, a parte i tagli, c’è una noncuranza  di tutte quelle che sono le proposte di riforma che riguardano la nostra realtà”: queste le parole pronunciate da Narducci e riportate nell’articolo di Maria Chiara Nicotra

 “I tagli di cui risente il ministero degli Esteri, l’organo che ha la responsabilità di guidare la politica verso gli italiani all’estero, sono stati pesantissimi, - prosegue Narducci - sicuramente sproporzionati alla manovra complessiva, perché è più facile colpire gli italiani all’estero e la cooperazione allo sviluppo che, invece, dovrebbero essere armi fondamentali della politica italiana”.

Tra i settori su cui maggiormente si concentrano le preoccupazioni di Narducci, l’ambito culturale che “andrebbe valorizzato al meglio” – afferma. Il locale Istituto Italiano di Cultura, nello specifico, è ad oggi penalizzato dal fatto di non avere un direttore, situazione che attende ancora di essere sanata. “Non si ha accortezza del fatto che la nostra cultura è un capitale e bisogna giocarselo anche riformando – dice Narducci, rammentando la proposta di legge da lui presentata, prevedendo anche l’istituzione della figura di un alto rappresentante della cultura italiana all’estero, “20 personaggi di alta cultura italiana di riferimento – puntualizza il deputato - non superstipendiati ma capaci di mettere in campo una strategia”.

Rileva anche lo scarso interesse che l’attuale governo dimostra verso i parlamentari eletti all’estero: “Noi abbiamo avuto diversi incontri con Prodi, - afferma - mentre non mi risulta che i parlamentari eletti all’estero oggi li abbiano avuti con il loro presidente del Consiglio. Queste sono situazioni che, anche tralasciando le appartenenze politiche, dobbiamo superare, per il bene dell’Italia e degli italiani all’estero”.

Narducci richiama anche ad una più oculata e consapevole gestione dell’immigrazione nel nostro Paese e si sofferma sulle proposte di riforma di Comites e Cgie.

“I Comites sono assolutamente un organo utile – egli specifica - ma devono essere più progettuali e innovativi. Per elevare il loro tasso culturale è necessario coinvolgervi i giovani e conferire ad essi più poteri. Ricordo però che vi è una mancata applicazione della legge attuale laddove le personalità diplomatiche non hanno accreditato i membri eletti”.

“Anche per il Cgie è necessaria una riforma – aggiunge Narducci – pur tenendo presente che esso costituisce un anello di congiunzione fondamentale tra il Comites e noi parlamentari. Siamo 18 eletti all’estero e nel parlamento ci sono forze del governo che cercano di ridurre il nostro ruolo a pura rappresentanza legislativa. Ciò non deve accadere, anche se percepisco una stanchezza e una sfiducia di fondo, dovuta al fatto che le riforme di cui abbiamo bisogno non vengono portate avanti”.

Intanto la manovra economica per il 2010 prevede altri tagli al Mae: “Si tratta di  340 milioni di euro, una decurtazione ben più grande di quella del 2009 – conclude Narducci - In questo quadro ci chiediamo quale direzione prenderà la finanziaria 2010 per quanto riguarda gli italiani eletti all’estero. Visti i precedenti, c’è da essere poco ottimisti”. (Inform)

 

 


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