Le prime donne della Casa Bianca
Vista in relazione ad un'altra First Lady, Hillary Clinton, emerge il fatto che Laura Bush ha indici di gradimento più alti di Hillary. Questo è dovuto all' esplicito impegno politico di Hillary, specialmente nel campo della sanità, argomento spinoso, controverso, ed anche impopolare.
Michelle Obama,
Per
esprimere l'invito in maniera realistica, suggerisce alla fitta rete di volontari
che ha operato con successo per la vittoria del marito, di organizzare alcuni servizi nella comunità dove
vivono, es.: ripulire un parco, dare il sangue, lavorare in un ricovero per
senza tetto, aiutare i giovani a rischio.
Michelle Obama tiene a sottolineare
che il volontariato è molto più di un solo giorno di lavoro, è l'inizio di
un impegno costante presso la propria comunità.
Aggiunge
poi:“Barack ed io saremo volontari (will be volunteering) in Washington,
D.C., la nostra nuova casa. Spero che vi unirete a noi etc. etc.”
C'è da chiedersi a chi è rivolto l'appello, e che cosa si intende per volontariato. Per fare il volontariato in modo non sporadico, ma costante, come lei propone, ci vuole tempo, tanto tempo libero ed anche tanta energia. Certamente ne avranno ben poco tutti quelli che vivono nelle sterminate aree suburbane, più di un'ora di treno dalla propria abitazione al luogo di lavoro, che impiegano per lavorare la giornata intera e la sera tornano a casa solo per mangiare un pasto caldo, guardare un po' di televisione e dormire, pronti a ripartire il giorno dopo la mattina presto. Ed anche i pensionati potranno impegnarsi solo secondo lo stato di salute.
Forse questo
impegno volontario nelle comunità può diventare un vero e proprio lavoro, retribuito dalle stesse
comunità che ne hanno bisogno e che lo istituiscono. Se è così, è evidente
da un lato il tentativo di ridurre subito il numero dei disoccupati, dei jobless,
altissimo in questo momento di gravissima
crisi economica conseguente ad eccessi, irresponabilità ed ingordigia di profitto,
e dall'altro la divisione dei compiti in seno alla famiglia presidenziale,
con l'assunzione della responsabilità da parte di Michelle per ciò che riguarda
la comunicazione con il movimento di base, la motivazione dei
volontari nell'impegno a favore delle comunità, il mantenimento della
loro fiducia nel futuro per la realizzazione
di giorni migliori. Insomma è una bella fetta del lavoro
per la realizzazione dello slogan di
tutta la campagna elettorale del marito: “Change, yes we can”. Auguriamole di cuore buon lavoro. (Emanuela Medoro-