GAZA
Medici Senza Frontiere: Servizi chirurgici
al collasso
GAZA/ROMA – “A più di una settimana dall'inizio dei bombardamenti israeliani sulla striscia di Gaza e delle successive incursioni terrestri, i servizi chirurgici sono al collasso e c'è urgente bisogno di medici specializzati in chirurgia vascolare per curare il numero sempre più elevato di feriti. A Gaza, l'unità di terapia intensiva dell'ospedale di Shifa è al completo. I rischi per la sicurezza impediscono ai pazienti e al personale sanitario di raggiungere gli ospedali”. E’ la denuncia di Medici di Senza Frontiere che si sta adoperando “per raggiungere le persone bisognose di cure mediche che non riescono a lasciare le loro case per la paura di essere colpite dagli attacchi israeliani”. L’organizzazione umanitaria spiega che le “violente incursioni terrestri” avvenute nella notte del 4 gennaio l’hanno costretta a “rinunciare al proprio intervento nella parte settentrionale della regione”. “A Gaza quasi nessuno dei pazienti ha potuto raggiungere la clinica” di Medici Senza Frontiere, dove “le nostre equipes continuano a fornire trattamento post-operatorio e supervisione medica per i feriti che arrivano dall'ospedale di Shifa”.
Lo staff locale
di Medici Senza Frontiere - medici, infermieri e fisioterapisti - distribuisce
forniture sanitarie e medicinali nei propri quartieri di residenza per soddisfare
le esigenze immediate dei pazienti che vivono nelle vicinanze. In risposta alle
richieste dell'ospedale di Shifa, l’organizzazione sta tentando di inviare un
team chirurgico nella striscia di Gaza. Medici Senza Frontiere sta inoltre “cercando
di allestire una clinica mobile provvista di sala operatoria e di un'unità di
terapia intensiva e di spedire medicinali per il trattamento dei feriti negli
ospedali della regione”. (