INFORM - N. 1 - 2 gennaio 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Michele Frattallone(Ctim Inc - Boston) ricorda il 2008 e parla delle sfide del nuovo anno

Chiesta maggiore attenzione per le proposte avanzate dal Partito degli Italiani all’Estero promosso da Salvatore Viglia

 

BOSTON - Nel porgere i suoi auguri per il nuovo anno Michele Frattallone, presidente del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo Inc (Boston), già candidato per La Destra alle ultime elezioni politiche nella ripartizione Nord e Centro America, ricorda gli eventi principali che nel 2008 hanno caratterizzato le vicende politiche italiane, come ad esempio le dimissioni del Governo Prodi, la vicenda Alitalia e la difficile situazione dei rifiuti in Campania, e il mondo della nostra emigrazione, prima fra tutti la prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo. Per quanto riguarda invece il futuro Frattallone, che ritiene ormai improrogabile l’innalzamento da parte dell’esecutivo dell’età pensionabile, invita tutti gli italiani a preparasi ai sacrifici richiesti dall’attuale crisi finanziaria, auspica un energico blocco dell’afflusso degli immigrati irregolari e garanzie per quelli regolari e chiede un minore peso fiscale, un passo indietro del teatrino della politica, nonché una buona riforma della giustizia.

Frattallone, che è contrario a riforme della Costituzione affrettate e di parte, sottolinea inoltre l’esigenza di accettare anche le soluzioni, sicuramente non condivisibili per quanto riguarda i tagli ai capitoli di spesa degli italiani all’estero, proposte dalla finanziaria 2009.  

“Nell’ottobre 2008 - ricorda infine Frattallone - e’ emerso un nuovo partito, che a mio avviso è un movimento d’innovazione che intende confrontarsi con i politici impegnati in Parlamento e con la gente comune ed in particolare ricerca il consenso degli italiani che vivono all’ estero. Sto parlando del Partito degli Italiani dall’Estero (P.I.E.) che avanza una serie di proposte non del tutto condivisibili, ma sicuramente meritevoli di una più attenta valutazione, in quanto, potrebbero favorire la nascita di una nuova politica più semplice, trasparente e democratica”. (Inform)

 

 


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