SPORT
Gabriella Bascelli, promessa del canottaggio
italiano a Pechino
Figlia d’un abruzzese emigrato in Sud Africa,
l’atleta ha già vinto la gara più importante della vita
L’AQUILA – Avrà i colori dell’Abruzzo il canottaggio italiano alle Olimpiadi di Pechino, oltre all’onore del portabandiera della squadra azzurra nella cerimonia d’apertura, con Antonio Rossi, tre volte campione del remo olimpico e mondiale. Con la nazionale olimpica quasi sicuramente sfilerà, con legittimo orgoglio e con la grazia della sua svettante bellezza, Gabriella Bascelli, promessa del canottaggio italiano, 26 anni, figlia d’un emigrato abruzzese in Sud Africa. Forte temperamento, tenacia e passione – l’indole abruzzese allo stato puro - fanno della splendida atleta appunto una promessa di questa dura ma entusiasmante disciplina sportiva. E Gabriella saprà recitare alla grande il suo ruolo. L’ha dimostrato due settimane fa a Poznan, in Polonia, nelle gare di qualificazione olimpica e di Coppa del Mondo che hanno vista impegnata la nazionale italiana. Gabriella Bascelli è stata superba, non solo per il secondo posto conquistato, ma per aver stravinto in un anno la gara più importante della vita. Così ha scritto una rivista sportiva: “In una settimana incandescente per il canottaggio italiano, tra qualificazioni olimpiche e terza prova di Coppa del Mondo, l'Infiltrato consegna la pagella ai cinque equipaggi in gara a Poznan. Gaby Bascelli. Voto: 9. Il 10 non si può dare perchè la perfezione non esiste, ma la nostra Gaby merita una valutazione altissima per il grande capolavoro compiuto nel giro di un anno passando dalla sedia a rotelle al trono di Poznan. Seconda dietro l'Australia, è un mix di eleganza, forza e temperamento: non si arrende mai e il bello deve ancora venire perchè a Pechino venderà carissima la pelle ”.
Gabriella Bascelli
è nata nel
L’anno scorso, dopo
il Memorial D’Aloja a Piediluco che nel singolo l’aveva vista vincere alla
grande contro agguerrite vogatrici straniere,
Giuseppe Bascelli, Pino per
gli amici, è un abruzzese verace nato a Chieti nel 1949. Nel 1971, congedatosi
dalla Marina Militare dove era stato in servizio nel “Reparto speciale incursori” sulla nave
“Pietro Cavezzale”, Pino parte per il Sud Africa, con l’intenzione di raggiungere
Durban. Si ferma invece a Johannesburg, dove in tre giorni trova lavoro. Ingegnoso,
caparbio e versatile, si dedica alla meccanica seguendo l’antica sua passione
per
Nel 1975, lasciata
l’Alfa Romeo Sud Africa, Pino impianta Atc Tuning, centro meccanico specializzato,
officina con banchi di prova potenza motori d’ogni tipo e chip tunings, nonché
con attività di vendita, formazione ed assistenza d’apparecchiature diagnostiche
per auto moto e camion. Insomma, un centro all’avanguardia. E’ sposato con
Glenda, commercialista sudafricana appena reduce da una seconda laurea (Master
of Business Leadership). Seguono le figlie quando possono, o s’informano sull’attività
agonistica di Gaby e Gisella. Le due atlete hanno con il continente nero un legame molto forte, anche
se è l’Italia che le intriga. “In Sud Africa la natura è più bella, ma la
socialità dell’Italia è un’altra cosa” dice Gabriella. Certo, appena possono
corrono in Sud Africa a riabbracciare mamma e papà. Ma anche per far visita
alla tomba di Giulio, il loro unico fratello, assassinato otto anni fa ad
un distributore di benzina da una gang che voleva rubargli l’auto. E’ l’altro
volto del Sud Africa, meraviglioso Paese in grande crescita, e di Johannesburg,
la bella metropoli immersa nel verde dove però si vive blindati. E’ purtroppo
una città dalla pistola facile. Specchio d’un problema, quello della sicurezza,
che la giovane democrazia sudafricana di Nelson Mandela, con tutta la buona
volontà, non riesce ancora a risolvere. (
*gopalmer@hotmail.com – componente del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo (Cram)