ITALIANI ALL’ESTERO
Festeggiati i 60 anni della Comunità degli
Italiani di Sissano (Croazia)
SISSANO - Giornata
importante, quella di sabato scorso, per la Comunità degli Italiani di Sissano (Istria-Croazia),
giunta non senza sacrifici al sessantesimo anniversario. All’Assemblea dei
soci, primo degli appuntamenti di una giornata campale, - trascorsa però con
spirito sereno sia dai vertici sia dagli attivisti comunitari -, il discorso
di benvenuto del presidente Paolo Demarin, che ha ripercorse a brevi tappe
i momenti salienti, di nascita e di crescita della “piccola” Comunità della
Bassa Istria: il 1948, con il primo presidente Marcello Tromba (al quale è
stata dedicata una targa - ricordo). Un inizio difficile, perché carico delle
sofferenze e delle bruttezze della guerra, e del periodo che segnò la fine
di un’epoca e l’inizio di un'altra, del tutto differente; momenti in cui,
chi si trovò a dare inizio alla nuova organizzazione minoritaria, ebbe a lottare
per “salvaguardare quello che era il nostro essere, così Demarin, l’essere
italiano”. Nel 1972, ha
ricordato ancora il presidente, il cambiamento radicale, da Circolo Italiano
di Cultura (CIC “Giordano Dobran”) a Comunità degli Italiani; negli Anni Novanta,
lo slancio; nel 1995, la nascita del progetto di riatto, e nel 1997 l’inizio
dei lavori di ristrutturazione, terminati un anno dopo (prima fase). Seguì
la costruzione della sala polivalente. Oggi manca ancora l’estivo, con il
campetto da gioco.
Saluti all’assemblea,
proferiti anche da Narciso Matias, il socio più in età, classe 1921, e quelli
di Aldo Demarin, a nome del Comune di Lisignano, di cui è consigliere, nonché
presidente del Consiglio per la minoranza italiana.
Bisogna superare le divisioni
Valido e costruttivo
il discorso pronunciato, sempre in assemblea, da Luca Covella di A.D.ES. –
Amici Discenti Esuli, seguito dall’intervento del delegato principale di A.D.ES.
di Monza e della Brianza, Daniele Ponessa. A nome dell’Associazione culturale
“Cristian Pertan” ha preso la parola il presidente Manoel Bibalo. L’associazione
ha donato alla comunità 800 libri (dal “IX Fondo Pertan” ad integrazione del
III Fondo dell’aprile 2006), che accanto ai 250 volumi regalati due anni fa,
sono un contingente di tutto rispetto, e le donazioni non sono ancora finite,
poiché si aspira a creare a Sissano una Biblioteca italiana per la
Bassa Istria. “Lo scopo è tornare ad allacciare un rapporto
duraturo, che vada a colmare, dopo decenni, quello che è stato un po’ un vuoto
fra istriani esuli e rimasti” ha dichiarato
Covella, giovane di origini sissanesi, residente a Trieste. “È necessario
superare le divisioni, sia quelle comprensibili sia quelle imposte, per difendere
insieme e valorizzare la lingua italiana”. Covella, più tardi, è stato autore
di due ottime proposte, quella di un progetto comune che rallenti l’estinzione
dell’istrioto, e del ripristino della toponomastica originale. Ha quindi salutato
gli astanti Tiziano Sošić, vice console onorario d’Italia in Croazia.
Sempre nei momenti in cui è stata convocata l'assemblea dei soci (che sono
450 in tutto), una breve e
significativa conferenza e presentazione delle iniziative editoriali di Paolo
Paron, presidente dell'Associazione culturale "Antica Quercia" di
Udine.
Due volte grazie
Più tardi, un
momento solenne, all’entrata della Comunità, per lo scoprimento di due targhe:
la Targa di riconoscimento al
Governo Italiano, all’Università Popolare di Trieste e all’Unione Italiana.
E la Targa commemorativa alla Famiglia
Frezza, originaria proprietaria dell’immobile in cui oggi ha sede la comunità. Mario Frezza,
discendente della famiglia, medico e professore universitario a riposo, ha
ringraziato sentitamente la Comunità del bel
gesto.
Le sezioni in pubblico
Spazio poi ai
validi attivisti, esibitisi in due ore di spettacolo, assieme agli ospiti,
i cori delle Comunità degli Italiani di Gallesano e Fasana, con le maestre
Franca Moscarda e Maria Grazia Brajković Crnčić. Hanno preceduto
le performance, i discorsi del presidente Paolo Demarin, di Maurizio Tremul,
presidente della Giunta Esecutiva di Unione Italiana, di Lino Vivoda, direttore
di “Istria Europa” e di Giancarlo Moscarda, presidente della CI di Fasana.
“C’è bisogno di giustizia e coesione sociale” è un piccolo spaccato del discorso
di Demarin “e di rivolgere lo sguardo ai giovani, che devono essere accompagnati
da coloro che hanno più esperienza”. Alla Comunità e al suo giovane presidente,
le “sentite congratulazioni” di Maurizio Tremul.
Dopo gli inni
nazionali, eseguiti dal Coro misto della CI di Sissano, guidato da Franca
Moscarda e accompagnato alla fisarmonica da Dalibor Boljun, il via allo spettacolo.
Dopo due brani eseguiti dalla stessa corale, il palcoscenico è stato lasciato
ai più giovani. Bravi: la Filodrammatica “Xota
‘l morer” con “Il re di Sissano”, alla guida di Barbara Markulinčić;
il gruppo di ballo del sodalizio, capitanato da Marta Maurović; il Coro
“Abracadabra” diretto da Serena Bonassin. Chiusura solenne con i cori riuniti
di Sissano, Gallesano e Fasana. (Rosanna Mandossi Benčić –La Voce del Popolo/Inform)