POLITICA
Le reazioni alla conferenza di fine anno
di Romano Prodi
La bocciatura di Berlusconi: “Non c’è coscienza
delle gravi difficoltà dell’Italia”. Il sostegno di Fassino: ”Discorso forte
e sereno e migliore risposta a chi pronostica crisi”. La polemica di Dini: “Servono
fatti non annunci”
ROMA – “Dispiace aver ascoltato, da parte dell'attuale
presidente del Consiglio, un bilancio dell'attività del suo governo totalmente
privo della coscienza delle gravi difficoltà in cui vive il nostro Paese e al
tempo stesso permeato da un malcelato spirito di rivalsa, perfino nei confronti
della maggioranza che lo ha fin qui sostenuto”. Il leader di Forza Italia Silvio
Berlusconi non risparmia certo colpi all’avversario Romano Prodi, che ha tenuto
oggi la conferenza di fine anno. “
“Il momento che attraversiamo – ha aggiunto Berlusconi
- imporrebbe, al contrario, un sano realismo e un'attenta considerazione degli
interessi generali del Paese, per favorire i quali ciascuno di noi, a prescindere
dai ruoli che provvisoriamente ricopriamo, avrebbe il dovere di orientare le
proprie scelte personali e politiche”.
Apprezzamento invece da Piero Fassino (Partito Democratico) per il discorso
di Prodi. L’ex segretario dei Ds parla di “messaggio forte e sereno che indica
al paese la strada per crescere, modernizzarsi e offrire a ognuno maggiori sicurezza
di vita, di reddito e di lavoro”
“Forte dei risultati raggiunti – ha sottolineato Fassino
– Romano Prodi ha proposto scelte strategiche che consentono all’Italia di guardare
al suo futuro con fiducia e sollecitano ogni forza sociale ed ogni cittadino
a spendere le proprie migliori energie per una nuova stagione di sviluppo
e prosperità”. “Nelle parole del presidente del Consiglio – ha concluso
Fassino – si ritrova la migliore risposta a chi ogni giorno pronostica inutili
e dannose crisi di governo o invoca inesistenti nuovi equilibri politici”.
Lamberto Dini,
a capo dei Liberaldemocratici è ormai in scontro aperto con Prodi. “Prodi -
ha detto Dini - ha fatto una serie di promesse , ma ne erano state fatte anche
in passato. Vedremo se avrà la capacità di realizzarle. Servono fatti non annunci”.
Dini ieri aveva liquidato come una “mossa disperata” il piano di rilancio dell’esecutivo,
e affermato che “in Senato il governo non ha più la maggioranza”.
E oggi una risposta
alle critiche avanzate da Dini è stata data dal presidente del Consiglio, rispondendo
alle domande dei giornalisti alla conferenza stampa di fine anno:
“Un governo si abbatte con il voto di sfiducia. E anche se non c'è la
sfiducia costruttiva, per battere un governo bisogna pensare a quello che viene
dopo”. Prodi ha ricordato che per “votare contro un governo occorrono, anzi
occorrerebbero, delle motivazioni. Finora la motivazione principale è sempre
stata la spesa pubblica e il deficit. Ma ho detto dei risultati assolutamente
sorprendenti, al di sotto di qualsiasi previsione, sono stati raggiunti” sul
deficit e sulla spesa. Quindi “anche dal punto di vista del contenuto non riesco
a capire l'atteggiamento del senatore Dini”, ha detto Prodi. “Tuttavia –ha aggiunto
- possiamo anche riflettere sul fatto che siamo stati eletti con un mandato,
con una coalizione, con un compito. E questo il Governo lo sta perseguendo”.
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