ITALIANI
ALL’ESTERO
Massimo Seracini (Udc Usa): “Alitalia,
la bandiera non si tocca!”
SAN DIEGO - Il Governo Prodi sta studiando le proposte
di acquisto dell’Alitalia e per metà gennaio dovrebbe arrivare la risposta definitiva,
dopo ben tre rinvii, che dimostrano l’incertezza del centro-sinistra e il momento
difficile della nostra economia.
Il consiglio di amministrazione dell’Alitalia ha deciso
all’unanimità di favorire l’offerta della Air France-KLM rispetto a quella della
italiana Air One.
Sembra che sia arrivata la parola FINE alle vicissitudini
economiche della nostra compagnia di bandiera, e che l’Italia perderà un pezzo
della sua ricchezza ed identità nazionale, che per decenni l’Alitalia ha significato
e portato con orgoglio nel mondo e specialmente in quei paesi in cui la nostra
emigrazione era più numerosa.
Le compagnie aeree hanno sempre occupano un posto importante
nell’immaginario collettivo, e la compagnia di bandiera è sempre stata il simbolo
dell’orgoglio nazionale, uno strumento di politica internazionale, come una
volta erano la navi da crociera e da guerra.
Perfino Margaret Thatcher, il personaggio politico che
ha iniziato le privatizzazioni in Europa come soluzione di politica economica,
nel 1997 reagì duramente quando la British Airways pensò ad un nuovo logo da
dipingere sulle code degli aerei invece della Union Jack, dimostrando quale
importante simbolo nazionale sono le compagnie aeree.
I problemi finanziari dell’Alitalia dimostrano la necessità
di interventi radicali, sia nella gestione che nella struttura di una società
che non è più competitiva in un mercato mondiale in continua evoluzione, che
ha già condannato alla privatizzazione quasi tutte le compagnie di bandiera
europee.
Ma il Governo italiano con la scelta finale del compratore,
straniero o italiano, dovrebbe imporre l’obbligo del mantenimento del nome e
dei simboli nazionali, come la “privata” British Airways ha dimostrato possibile.
L’Alitalia non sarà più la compagnia di bandiera di proprietà
del popolo italiano, ma dovrà continuare a portare nel mondo il tricolore e
la nostra dignità nazionale.
E’ il saluto e l’augurio che noi emigranti italiani nel
mondo facciamo alla nuova “privata” Alitalia che sempre rappresenterà per noi
il Bel Paese che abbiamo lasciato. (Massimo Seracini, UDC-USA/Inform)