INFORM - N. 241 - 27 dicembre 2007


ITALIANI ALL’ESTERO

Massimo Seracini (Udc Usa): “Alitalia, la bandiera non si tocca!”

 

SAN DIEGO - Il Governo Prodi sta studiando le proposte di acquisto dell’Alitalia e per metà gennaio dovrebbe arrivare la risposta definitiva, dopo ben tre rinvii, che dimostrano l’incertezza del centro-sinistra e il momento difficile della nostra economia.

Il consiglio di amministrazione dell’Alitalia ha deciso all’unanimità di favorire l’offerta della Air France-KLM rispetto a quella della italiana Air One.

Sembra che sia arrivata la parola FINE alle vicissitudini economiche della nostra compagnia di bandiera, e che l’Italia perderà un pezzo della sua ricchezza ed identità nazionale, che per decenni l’Alitalia ha significato e portato con orgoglio nel mondo e specialmente in quei paesi in cui la nostra emigrazione era più numerosa.

Le compagnie aeree hanno sempre occupano un posto importante nell’immaginario collettivo, e la compagnia di bandiera è sempre stata il simbolo dell’orgoglio nazionale, uno strumento di politica internazionale, come una volta erano la navi da crociera e da guerra.

Perfino Margaret Thatcher, il personaggio politico che ha iniziato le privatizzazioni in Europa come soluzione di politica economica, nel 1997 reagì duramente quando la British Airways pensò ad un nuovo logo da dipingere sulle code degli aerei invece della Union Jack, dimostrando quale importante simbolo nazionale sono le compagnie aeree.

I problemi finanziari dell’Alitalia dimostrano la necessità di interventi radicali, sia nella gestione che nella struttura di una società che non è più competitiva in un mercato mondiale in continua evoluzione, che ha già condannato alla privatizzazione quasi tutte le compagnie di bandiera europee.

Ma il Governo italiano con la scelta finale del compratore, straniero o italiano, dovrebbe imporre l’obbligo del mantenimento del nome e dei simboli nazionali, come la “privata” British Airways ha dimostrato possibile.

L’Alitalia non sarà più la compagnia di bandiera di proprietà del popolo italiano, ma dovrà continuare a portare nel mondo il tricolore e la nostra dignità nazionale.

E’ il saluto e l’augurio che noi emigranti italiani nel mondo facciamo alla nuova “privata” Alitalia che sempre rappresenterà per noi il Bel Paese che abbiamo lasciato. (Massimo Seracini, UDC-USA/Inform)

 


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