RASSEGNA STAMPA
Da “la Repubblica.it”
Napolitano:
"Riforme o seri rischi. Limiti chiari tra giustizia e politica"
Il
discorso del Capo dello Stato durante la cerimonia con le autorità. "Garantire
la governabilità è decisivo". "Troppe fiducie sono abnormi"
ROMA - "Un
nuovo nulla di fatto" sulla riforma della legge elettorale avrebbe "gravi
conseguenze". E' severo il monito che il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, pronuncia durante la cerimonia per gli auguri con le autorità dello
Stato in corso al Quirinale. Tono fermo il suo, che vede nel cammino delle riforme
la strada per dare al Paese i cambiamenti di cui ha bisogno. Smorzando i troppi
contrasti. A partire da quello tra politica e giustizia: "Serve senso del
limite e reciproco rispetto''.
Napolitano
chiede "determinazione nel procedere ai necessari cambiamenti" delle
regole, rilancia "un esplicito dialogo tra i partiti di maggioranza e opposizione",
invoca "il contributo di tutte le forze politiche che conduca rapidamente
a risultati concreti" con gli obiettivi di "modificare sia la seconda
parte della Costituzione, sia i nuovi meccanismi per l'elezione del Parlamento".
Perché ''se non si riduce il tasso di esasperata partigianeria, non si potranno
portare avanti scelte di vitale importanza che per loro natura debbono presentare
un orizzonte e una continuita' di medio-lungo periodo''.
"Non spetta
a me suggerire soluzioni - continua il presidente della Repubblica - ma solo
insistere sulle gravi conseguenze che avrebbe un nuovo nulla di fatto e sull'urgenza
di giungere a scelte largamente condivise". Inevitabile il passaggio sull'ondata
di disagio che si spinge fino all'antipolitica più marcata: "Se non si
raccogliesse questo bisogno nei prossimi mesi, superando i paralizzanti sospetti
reciproci e i giochi di interdizione, si correrebbero seri rischi". C'è
insomma, "urgenza" di "improrogabili riforme istituzionali"
e di un "clima nuovo nella vita politica, e più in generale nella vita
nazionale".
Finanziaria
e fiducia. "Abbiamo avuto nei giorni scorsi esempi clamorosi delle distorsioni
che un esame concitato, da posizioni contrapposte, di leggi delicate può provocare"
dice Napolitano che si riferisce, senza citarlo al dl sicurezza. E da questo
all'uso della fiducia il passo è breve. "'Anche quest'anno l'approvazione
della legge Finanziaria è stata in ultima istanza affidata a congegni di abnorme
accorpamento - con conseguenti voti di fiducia - di norme accresciutesi senza
misura nel corso del dibattito parlamentare". Un sistema che deve essere
cambiato, dice il capo dello Stato. Superando "la difficoltà di intese
efficaci sulle procedure e sui tempi in Parlamento, il persistente ed ingiustificabile
ritardo nell'affrontare una riforma razionalizzatrice delle normative vigenti
in materia di contabilità e di bilancio dello Stato nel suo insieme". Serve,
insomma, un clima "di ascolto reciproco".
La replica
di Prodi. "Il presidente ha ragione ma se non cambiamo procedure, regolamenti
e modo di lavorare nel parlamento, è difficile evitare questo aspetto. Vi sono
vincoli regolamentari che spingono verso una finanziaria di troppo ampia portata"
replica Romano Prodi.
"L'Italia
ha energie". Il riferimento al New York Times e all'impietosa analisi della
situazione italiana è chiaro. Parte da un 2007 segnato da tensioni e preoccupazioni"
Napolitano. Che però difende l'Italia: "Neanche la consapevolezza più acuta
delle debolezze del nostro sistema può indurci ad accettare giudizi unilaterali,
che sembrano ignorare le energie e le risorse di cui la società e la democrazia
italiana dispongono". Certo, sappiamo bene che è "necessario liberare
lo sviluppo economico e civile dell'Italia", ma il Paese "non cede
alla ricorrente sindrome o profezia del declino ma reagisce alle difficoltà
e affronta le sfide", dotato di "ragionevole dose di autostima e orgoglio
nazionale che è perfettamente compatibile con la severità di analisi critica
della situazione". (la Repubblica.it del 20 dicembre 2007)