INFORM - N. 237 - 19 dicembre 2007


QUIRINALE

Ricevuto il Corpo Diplomatico per gli auguri di fine anno

Napolitano:  “L’Italia crede nei valori della democrazia e del rispetto della persona umana”

“La nostra battaglia per la moratoria sulla pena di morte non è punto di arrivo ma base di partenza”

 

ROMA – “L’Italia crede nei valori della democrazia e del rispetto della persona umana come asse portante di un ordine internazionale giusto e stabile. Siamo convinti che, pur nel rispetto delle diversità tra popoli e continenti, questi valori debbano accomunarci. La nostra battaglia per la moratoria sulla pena di morte riflette questa nostra profonda convinzione. Non è per noi un punto di arrivo, ma una base di partenza” . Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che in Quirinale, come tradizione, ha ricevuto il Corpo Diplomatico per gli auguri di fine anno. Presenti il vice ministro degli Esteri Ugo Intini, i sottosegretari degli Esteri Donato Di Santo e  Vittorio Craxi, i presidenti della Commissione Affari Esteri e Comunitari e della Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati, Umberto Ranieri e Franca Bimbi, il Decano del Corpo Diplomatico, il Nunzio Apostolico mons. Giuseppe Bertello.

Il Capo dello Stato, rimarcando  “l’importanza della dimensione etica nella nostra politica estera” del nostro Paese, ha parlato di “storico voto con cui l’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato la moratoria della pena di morte”. Napolitano ha rilevato “il nostro convinto ancoraggio al primato dell’ONU”. “L’Italia ritiene da sempre che le Nazioni Unite – ha detto -  costituiscano il foro più appropriato per affrontare le principali sfide globali e la fonte di legittimazione degli interventi della comunità internazionale nelle aree di crisi. Abbiamo dimostrato e continuiamo ogni giorno a dimostrare nei fatti questo nostro attaccamento alle Nazioni Unite, in particolare attraverso la partecipazione a numerose missioni di pace sotto l’egida dell’ONU, dal Kossovo all’Afghanistan al Libano”.

Ma accanto al “multilateralismo fondato sull’ONU” c’è anche l’Europa . “L’Italia è profondamente convinta che un’Europa unita, capace di parlare con una sola voce e di fare la sua parte nel mondo d’oggi, in un quadro di limpida solidarietà transatlantica, possa essere un fattore decisivo della costruzione di uno stabile e più giusto ordine globale” ha sottolineato il Capo dello Stato. “L’Europa – ha aggiunto - si trova a dover assumere sempre più responsabilità “globali”. Il Trattato firmato pochi giorni fa a Lisbona ha consentito di salvaguardare le innovazioni istituzionali indispensabili in una Europa a 27 membri, che erano contenute nel progetto di Trattato Costituzionale. Si è però persa la chiara visione, che in quel progetto era contenuta, della volontà di costruire l’Europa politica. E’ questo, la costruzione dell’Europa politica, un obiettivo al quale l’Italia non intende rinunciare”  

Al tempo stesso, ha affermato poi Napolitano “siamo coerentemente convinti che il rafforzamento dell’Europa, anche nella sua componente di politica estera, di sicurezza e di difesa, potrà portare un contributo rilevante alla promozione, nel mondo, degli ideali e dei valori che Europa e Nord America condividono”. “Il nostro impegno nella NATO, e il nostro apporto alla stessa direzione dell’Alleanza, debbono congiungersi – ha detto - con lo sviluppo più attento e coerente di una strategia di cooperazione con un grande paese vicino come la Russia, il cui contributo alla soluzione di tutte le questioni globali va ricercato attivamente”.

Il Capo dello Stato ha inoltre rilevato come vi siano “speciali vincoli culturali ed umani, sensibilità e tradizioni comuni legano l’Italia ai paesi ed ai popoli dell’America Latina e dei Caraibi”. “Per far compiere alle relazioni con quei paesi un salto di qualità è stato dato avvio quest’anno ad una intensa attività sul piano politico e diplomatico” ha aggiunto Napolitano osservando che che “la Conferenza svoltasi a Roma nell’ottobre scorso ha testimoniato la volontà e l’impegno dell’Italia di rafforzare i rapporti con i paesi latino-americani sia bilateralmente, sia nel più ampio quadro della rinnovata attenzione dell’Unione Europea verso la regione”. E “ne sono stati esempio anche i miei incontri con numerosi Capi di Stato latino-americani, tra i quali mi piace ricordare la Presidente del Cile che abbiamo ricevuto in visita di Stato e la cui visita restituirò tra pochi mesi”.

L’Italia, poi, “considera la stabilità del Medio Oriente un elemento assolutamente cruciale per la pace internazionale”. “I risultati positivi della Conferenza di Annapolis ci danno fiducia e speranza” ha detto il Capo dello Stato avvertendo che “ci sarà bisogno nei prossimi mesi di un forte impegno di tutti i membri della comunità internazionale e dei paesi della regione per realizzare entro la fine del 2008 gli obbiettivi delineati ad Annapolis”. “L’Italia – ha rimarcato - è fermamente convinta che la soluzione del problema israelo-palestinese resta il presupposto indispensabile per costruire un clima di fiducia nella regione e per dare vita ad un nuovo ordine basato sul rispetto reciproco, sulla moderazione, sulla convivenza pacifica. L’Italia e l’Europa intendono dare il massimo contributo per il successo di questo processo, anche e in particolare sul piano delle relazioni economiche”. E il rilancio della cooperazione nel Mediterraneo “rappresenta anch’esso una scelta di fondo per l’Italia e per l’Unione Europea” L’Italia “ritiene che le sfide in questa regione debbano essere affrontate soprattutto in un’ottica multilaterale e con gli strumenti esistenti del partenariato regionale, che possono essere ulteriormente rafforzati”. “Occorre – ha detto Napolitano - anche un pieno coinvolgimento dei governi e delle società civili dei paesi dell’area per portare avanti azioni condivise nei settori cruciali della sicurezza, dell’ambiente, dell’energia, delle infrastrutture e del dialogo interculturale, per il cui sviluppo il Mediterraneo può costituire un importante “laboratorio”“.

“La pace nel mondo – ha poi ammonito - non può prescindere dai progressi nella stabilizzazione dell’Afghanistan. E’ un compito che assorbe molte energie militari, politiche, economiche. Ma è un compito che dobbiamo portare avanti con pazienza e lungimiranza. E’ una responsabilità comune, e non solo dell’Occidente, che deve impegnare in maniera positiva anche i paesi vicini”. L’Afghanistan “rappresenta per l’Italia un impegno di lungo periodo, come indicano la presenza del nostro numeroso contingente militare ed i nostri sforzi nel campo del consolidamento delle istituzioni democratiche di quel paese, in particolare nel settore della giustizia”.

Il nostro Paese guarda “con grande attenzione” all’Asia, che vive “una fase di straordinario dinamismo”. Al suo “impetuoso sviluppo economico e sociale non può non accompagnarsi una crescente affermazione dei diritti e della dignità della persona umana”.

L’Italia riconosce anche “pienamente la crescente rilevanza dell’Africa sulla scena internazionale ed attribuisce un peso sempre maggiore ai rapporti con tutti i paesi del continente”. “Guardiamo con grande interesse ed ottimismo – ha detto il Capo dello Stato - allo sviluppo di processi virtuosi nel continente africano, incluso il consolidamento delle organizzazioni regionali, ed in particolare dell’Unione Africana, che hanno deciso di assumersi crescenti responsabilità per garantire pace e sicurezza nel continente”. E’ questa “convinzione” che ha indotto l’Italia ad istituire un Fondo bilaterale di 40 milioni di euro per sostenere l’Unione Africana ed “accrescerne le capacità di mantenimento della pace”.

Il Capo dello Stato ha infine parlato anche delle “sfide gravissime alla nostra sicurezza che hanno carattere globale” riferendosi in particolare alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e al cambiamento climatico. “Non c’è minaccia più grave alla nostra sicurezza e alla stabilità internazionale della proliferazione delle armi di distruzione di massa, in particolare di quelle nucleari. Una corsa al riarmo nucleare va evitata –ha sottolineato -  nell’interesse di tutti attraverso una diplomazia paziente, ma ferma. Le armi nucleari non servono a guadagnare rispetto e “rango” internazionale, ma, al contrario, alimentano il sospetto e la sfiducia da parte della comunità internazionale nei confronti dei paesi che intendono dotarsene”. “Dobbiamo impegnarci tutti per preservare e rafforzare ulteriormente il Trattato di Non Proliferazione, che resta la pietra angolare del sistema di non proliferazione”.  L’Italia intende anche “adoperarsi, in sintonia con le recenti decisioni del Consiglio Europeo, perché si trovi una soluzione negoziata a lungo termine alla questione nucleare iraniana”.

“Uguale rilievo” riveste per l’Italia la lotta ai cambiamenti climatici. “Il clima è un “bene pubblico comune” e in quanto tale – ha ammonito Napolitano dobbiamo proteggerlo insieme”. “L’Italia e l’Europa hanno scelto di “guidare attraverso l’esempio”, assumendosi impegni particolarmente gravosi di riduzione dei gas a effetto serra. Ma fenomeni di natura globale come il cambiamento climatico possono essere affrontati con qualche speranza di successo solo con politiche ampiamente condivise sul piano mondiale. In questo senso – ha concluso il Capo dello Stato -  possiamo oggi salutare, pur nei suoi limiti, l’intesa raggiunta a conclusione della Conferenza di Bali”. (S.P.- Inform)

 


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