QUIRINALE
Ricevuto il Corpo Diplomatico per gli
auguri di fine anno
Napolitano: “L’Italia crede nei valori della democrazia
e del rispetto della persona umana”
“La
nostra battaglia per la moratoria sulla pena di morte non è punto di arrivo
ma base di partenza”
ROMA – “L’Italia
crede nei valori della democrazia e del rispetto della persona umana come asse
portante di un ordine internazionale giusto e stabile. Siamo convinti che, pur
nel rispetto delle diversità tra popoli e continenti, questi valori debbano
accomunarci. La nostra battaglia per la moratoria sulla pena di morte riflette
questa nostra profonda convinzione. Non è per noi un punto di arrivo, ma una
base di partenza” . Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano che in Quirinale, come tradizione, ha ricevuto il Corpo Diplomatico
per gli auguri di fine anno. Presenti il vice ministro degli Esteri Ugo Intini,
i sottosegretari degli Esteri
Il Capo dello
Stato, rimarcando “l’importanza della
dimensione etica nella nostra politica estera” del nostro Paese, ha parlato
di “storico voto con cui l’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato la moratoria
della pena di morte”. Napolitano ha rilevato “il nostro convinto ancoraggio
al primato dell’ONU”. “L’Italia ritiene da sempre che le Nazioni Unite – ha
detto - costituiscano il foro più appropriato
per affrontare le principali sfide globali e la fonte di legittimazione degli
interventi della comunità internazionale nelle aree di crisi. Abbiamo dimostrato
e continuiamo ogni giorno a dimostrare nei fatti questo nostro attaccamento
alle Nazioni Unite, in particolare attraverso la partecipazione a numerose missioni
di pace sotto l’egida dell’ONU, dal Kossovo all’Afghanistan al Libano”.
Ma accanto
al “multilateralismo fondato sull’ONU” c’è anche l’Europa . “L’Italia è profondamente
convinta che un’Europa unita, capace di parlare con una sola voce e di fare
la sua parte nel mondo d’oggi, in un quadro di limpida solidarietà transatlantica,
possa essere un fattore decisivo della costruzione di uno stabile e più giusto
ordine globale” ha sottolineato il Capo dello Stato. “L’Europa – ha aggiunto
- si trova a dover assumere sempre più responsabilità “globali”. Il Trattato
firmato pochi giorni fa a Lisbona ha consentito di salvaguardare le innovazioni
istituzionali indispensabili in una Europa a 27 membri, che erano contenute
nel progetto di Trattato Costituzionale. Si è però persa la chiara visione,
che in quel progetto era contenuta, della volontà di costruire l’Europa politica.
E’ questo, la costruzione dell’Europa politica, un obiettivo al quale l’Italia
non intende rinunciare”
Al tempo stesso,
ha affermato poi Napolitano “siamo coerentemente convinti che il rafforzamento
dell’Europa, anche nella sua componente di politica estera, di sicurezza e di
difesa, potrà portare un contributo rilevante alla promozione, nel mondo, degli
ideali e dei valori che Europa e Nord America condividono”. “Il nostro impegno
nella NATO, e il nostro apporto alla stessa direzione dell’Alleanza, debbono
congiungersi – ha detto - con lo sviluppo più attento e coerente di una strategia
di cooperazione con un grande paese vicino come la Russia, il cui contributo
alla soluzione di tutte le questioni globali va ricercato attivamente”.
Il Capo dello
Stato ha inoltre rilevato come vi siano “speciali vincoli culturali ed umani,
sensibilità e tradizioni comuni legano l’Italia ai paesi ed ai popoli dell’America
Latina e dei Caraibi”. “Per far compiere alle relazioni con quei paesi un salto
di qualità è stato dato avvio quest’anno ad una intensa attività sul piano politico
e diplomatico” ha aggiunto Napolitano osservando che che “la Conferenza svoltasi
a Roma nell’ottobre scorso ha testimoniato la volontà e l’impegno dell’Italia
di rafforzare i rapporti con i paesi latino-americani sia bilateralmente, sia
nel più ampio quadro della rinnovata attenzione dell’Unione Europea verso la
regione”. E “ne sono stati esempio anche i miei incontri con numerosi Capi di
Stato latino-americani, tra i quali mi piace ricordare la Presidente del Cile
che abbiamo ricevuto in visita di Stato e la cui visita restituirò tra pochi
mesi”.
L’Italia, poi,
“considera la stabilità del Medio Oriente un elemento assolutamente cruciale
per la pace internazionale”. “I risultati positivi della Conferenza di Annapolis
ci danno fiducia e speranza” ha detto il Capo dello Stato avvertendo che “ci
sarà bisogno nei prossimi mesi di un forte impegno di tutti i membri della comunità
internazionale e dei paesi della regione per realizzare entro la fine del 2008
gli obbiettivi delineati ad Annapolis”. “L’Italia – ha rimarcato - è fermamente
convinta che la soluzione del problema israelo-palestinese resta il presupposto
indispensabile per costruire un clima di fiducia nella regione e per dare vita
ad un nuovo ordine basato sul rispetto reciproco, sulla moderazione, sulla convivenza
pacifica. L’Italia e l’Europa intendono dare il massimo contributo per il successo
di questo processo, anche e in particolare sul piano delle relazioni economiche”.
E il rilancio della
“La pace nel
mondo – ha poi ammonito - non può prescindere dai progressi nella stabilizzazione
dell’Afghanistan. E’ un compito che assorbe molte energie militari, politiche,
economiche. Ma è un compito che dobbiamo portare avanti con pazienza e lungimiranza.
E’ una responsabilità comune, e non solo dell’Occidente, che deve impegnare
in maniera positiva anche i paesi vicini”. L’Afghanistan “rappresenta per l’Italia
un impegno di lungo periodo, come indicano la presenza del nostro numeroso contingente
militare ed i nostri sforzi nel campo del consolidamento delle istituzioni democratiche
di quel paese, in particolare nel settore della giustizia”.
Il nostro Paese
guarda “con grande attenzione” all’Asia, che vive “una fase di straordinario
dinamismo”. Al suo “impetuoso sviluppo economico e sociale non può non accompagnarsi
una crescente affermazione dei diritti e della dignità della persona umana”.
L’Italia riconosce
anche “pienamente la crescente rilevanza dell’Africa sulla scena internazionale
ed attribuisce un peso sempre maggiore ai rapporti con tutti i paesi del continente”.
“Guardiamo con grande interesse ed ottimismo – ha detto il Capo dello Stato
- allo sviluppo di processi virtuosi nel continente africano, incluso il consolidamento
delle organizzazioni regionali, ed in particolare dell’Unione Africana, che
hanno deciso di assumersi crescenti responsabilità per garantire pace e sicurezza
nel continente”. E’ questa “convinzione” che ha indotto l’Italia ad istituire
un Fondo bilaterale di 40 milioni di euro per sostenere l’Unione Africana ed
“accrescerne le capacità di mantenimento della pace”.
Il Capo dello
Stato ha infine parlato anche delle “sfide gravissime alla nostra sicurezza
che hanno carattere globale” riferendosi in particolare alla proliferazione
delle armi di distruzione di massa e al cambiamento climatico. “Non c’è minaccia
più grave alla nostra sicurezza e alla stabilità internazionale della proliferazione
delle armi di distruzione di massa, in particolare di quelle nucleari. Una corsa
al riarmo nucleare va evitata –ha sottolineato -
nell’interesse di tutti attraverso una diplomazia paziente, ma ferma.
Le armi nucleari non servono a guadagnare rispetto e “rango” internazionale,
ma, al contrario, alimentano il sospetto e la sfiducia da parte della comunità
internazionale nei confronti dei paesi che intendono dotarsene”. “Dobbiamo impegnarci
tutti per preservare e rafforzare ulteriormente il Trattato di Non Proliferazione,
che resta la pietra angolare del sistema di non proliferazione”.
L’Italia intende anche “adoperarsi, in sintonia con le recenti decisioni
del Consiglio Europeo, perché si trovi una soluzione negoziata a lungo termine
alla questione nucleare iraniana”.
“Uguale rilievo”
riveste per l’Italia la lotta ai cambiamenti climatici. “Il clima è un “bene
pubblico comune” e in quanto tale – ha ammonito Napolitano dobbiamo proteggerlo
insieme”. “L’Italia e l’Europa hanno scelto di “guidare attraverso l’esempio”,
assumendosi impegni particolarmente gravosi di riduzione dei gas a effetto serra.
Ma fenomeni di natura globale come il cambiamento climatico possono essere affrontati
con qualche speranza di successo solo con politiche ampiamente condivise sul
piano mondiale. In questo senso – ha concluso il Capo dello Stato -
possiamo oggi salutare, pur nei suoi limiti, l’intesa raggiunta a conclusione
della Conferenza di Bali”. (S.P.- Inform)