INFORM - N. 234 - 14 dicembre 2007


   ITALIANI ALL’ESTERO

Su “L’Italiano” editoriale del direttore Gian Luigi Ferretti

Se Berlusconi lo avesse chiesto a noi…

 

ROMA - Cavaliere, perchè non mi ha chiamato? Eppure lei almeno una volta L’Italiano l’ha letto visto che  mi ha mandato i complimenti tramite un comune amico e ha espresso il proposito di invitarmi a cena. Eh, sì, proprio di un invito a cena sto parlando, quello da Lei fatto al Sen. Randazzo, che le sta procurando qualche preoccupazione. Anche se finirà sicuramente in una bolla di sapone.

Ma chi glielo ha presentato Nino? Lo licenzi. Lo avesse chiesto a me, che Randazzo l’ho frequentato al Cgie da molto prima che venisse eletto col  45,53%  dei voti (grazie alla stupida divisione di un centrodestra ampiamente sopra il 51 %), le avrei detto che è una persona amabile, gentile, ma..

Vuol sapere come lo dipinge un dirigente Ds, Eugenio Marino? Ecco: “E’ una simpatica e piacevole persona, dai modi riverenti e quasi ottocenteschi degli uomini del Sud Italia. Uno che prende le cose sempre molto sul serio e che quando ti incontra ti saluta con entrambe le mani alzate e quasi facendoti l'inchino. Una di quelle persone che anche in una riunione quasi informale si prepara l'intervento e te lo legge come se fosse al Senato in seduta plenaria mentre si discute la fiducia. E' forse per questi motivi che a destra spesso lo si sottovaluta”.

Insomma è uno di quei fanatici dolci, alla Bertinotti. Nulla da fare con lui. Il giorno in cui non ci fossero più sostenitori del centrosinistra, lui sicuramente sarebbe l’unico, l’ultimo dei moikani, il giapponese della giungla che mai s’arrende.

Ah, Cavaliere, se mi avesse chiamato! (Gian Luigi Ferretti-L’Italiano/Inform)

 

 


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