Da “Il Sole 24 Ore”
L'Europa
riparte da Lisbona. Firmato il nuovo Trattato
LISBONA - L'Unione
europea da oggi ha una sua Costituzione. Si chiama Trattato, ed è una versione
rivista e più breve della prima Costituzione bocciata dai referendum in Francia
e Olanda, due anni fa. L'Europa riparte da Lisbona.
Il nuovo Trattato
europeo è stato siglato dai 27 capi di Stato e di Governo della Ue nel chiostro
del Monasterio dos Geronimos.
Nell'esuberante
architettura del gioiello dell'arte sacra portoghese, centinaia di invitati
(tutti seduti in un semicerchio) hanno assistito alla cerimonia della firma
(con penne d'argento personalizzate) e alla chiamata dei premier, che uno a
uno si sono succeduti davanti al testo, dopo aver ascoltato l'Inno alla Gioia
e i discorsi del premier portoghese e presidente di turno dell'Unione Josè Socrates,
del presidente della Commissione Josè Manuel Barroso e del presidente dell'Europarlamento
Hans Gert Poettering .
Tre anni fa
a Roma fu firmato, con uguale fasto, un progetto di riforma molto più ambizioso,
poi caduto sotto i colpi dei referendum olandese e francese. Questa volta, tranne
l'Irlanda che è costretta dalla Costituzione a ricorrere al referendum, quasi
tutti gli altri paesi vorrebbero evitarlo per non far fallire anche questo secondo
e difficile accordo. Dopo la firma è stato inaugurato un monumento al Trattato
e poi tutti in tram, i caratteristici tram di Lisbona, i responsabili delle
politiche Ue si sono spostati al museo delle Carrozze. Subito dopo tutti in
aereo, per andare a Bruxelles dove domani si svolgerà il Consiglio europeo.
Il nuovo trattato
è stato firmato dai capi di Stato o di governo e dai ministri degli esteri di
tutti i Paesi membri, per l'Italia da Romano Prodi e Massimo D'Alema.
Per il Regno
Unito per il momento è stato però siglato solo dal ministro degli Esteri David
Miliband, presente alla cerimonia. Il premier Gordon Brown, che in mattinata
ha partecipato a un dibattito in parlamento a Londra, arriverà a Lisbona all'inizio
del pomeriggio per il pranzo ufficiale offerto dal capo dello Stato portoghese
Anibal Cavaco Silva. È previsto che firmi il trattato separatamente nel pomeriggio.
La firma del
nuovo trattato, approvato dopo mesi di laboriose trattative in ottobre al vertice
di Lisbona, pone fine a sei anni di discussioni sulla riforma istituzionale
dell'Ue, che in primo tempo aveva portato 4 anni fa alla adozione della Costituzione
europea, poi bocciata però dai referendum di Francia e Olanda.
Il documento.
Nelle intenzioni dei Capi di Stato e di governo europei il Trattato dovrà finalmente
far funzionare l'Unione attuale, attraverso la presidenza semi-permanente del
Consiglio, il nuovo sistema di voto a maggioranza, l'alto rappresentante Ue
per la politica estera.
L'obiettivo
di Bruxelles è quello che in occasione del 2009, prossima scadenza elettorale
comunitaria, tutti i paesi membri abbiano approvato il nuovo Trattato.
Partirà quindi,
dopo la firma di Lisbona, il momento delle ratifiche. Sarà un 2008 delicato,
sotto questo aspetto.
Oggi sono state
firmate le 285 pagine del Trattato che, pur essendo in molti suoi passaggi di
non facile comprensione, dovrebbero dare all'Unione europa il tanto richiesto
nuovo assetto istituzionale, permettendo ai 27 di operare in sintonia per lo
sviluppo e il rilancio del ruolo internazionale del Vecchio Continente.
Presidenza
di due anni e mezzo. L'obiettivo primo del Trattato di Lisbona consiste nel
riforzare la capacità dell'Unione di prendere delle decisioni. Innanzitutto,
la presidenza dell'Ue non sarà più a rotazione
Ministro degli
Esteri europeo.. Nasce poi l'Alto rappresentante per gli affari esteri e la
politica di sicurezza dell'Unione. E' in sostanza il ministro degli Esteri europeo
indicato nella Costituzione del 2004, ma non si chiamerà così. L'Alto rappresentante
convoglierà su di sé le competenze dell'attuale 'ministrò degli Esteri Solana
e del commissario europeo per le Relazioni esterne Ferrero-Waldner.
Commissione
di 18 (e non 27)..
Per quanto
riguarda il Parlamento, il Trattato ne prevede dal 2009 la riduzione dei membri.
Dagli attuali 785 si passa a 750 più uno (il presidente).
Decisioni a
maggioranza. Cambia poi la regola di voto relativa alle decisioni che deve prendere
il Consiglio europeo. La maggior parte delle decisioni, fino ad oggi prese all'unanimità,
saranno prese a maggioranza. L'unanimità (e quindi la possibilità di mettere
il veto) rimane per poche materie, fra cui questioni fiscali e di politica estera.
Viene introdotto il voto a doppia maggioranza. A partire dal 2014 si avrà la
maggioranza su un provvedimento se a suo favore votano almeno il 55% degli Stati
in rappresentanza di almeno il 65% della popolazione totale dell'Ue. Fino al
2017 rimarrà in vigore la cosiddetta 'clausola di Ioanninà, secondo la quale
un gruppo di Paesi rimasti in minoranza può chiedere il rinvio della decisione.
Diventa poi
vincolante la Carta dei diritti europei. Su questo però Gran Bretagna e Polonia
hanno ottenuto la possibilità di applicare il meccanismo 'opt out'. (Riccardo
Barlaam-Il Sole 24 Ore on line del 13 dicembre 2007)