INFORM - N. 233 - 13 dicembre 2007


   

ITALIANI ALL’ESTERO

Finanziato dall’Assessorato alla Cultura della Regione Abruzzo

E’ nato il sito  www.abruzzoemigrazione.it

 

L’AQUILA – “Quella che questo sito intende raccontare è una storia non di statistiche, ma di persone che, anche a distanza di decenni dal trauma emigratorio, portano ancora evidenti i segni di una scelta indotta”. Così Betti Mura, assessore della Regione Abruzzo alla Cultura ed Emiliano Giancristofaro del Comitato tecnico regionale settore Cultura, presentando il nuovo sito www.abruzzoemigrazione.it . Il sito è finanziato dall’Assessorato  regionale alla Cultura che ha così ha inteso “porre le basi per la divulgazione scientifica del fenomeno”. Un sito che sarà in continuo aggiornamento, Nato infatti con l’intelaiatura dei materiali di base, “attende di ricevere integrazioni, ulteriori contributi e, soprattutto, una adeguata traduzione dei testi nelle lingue straniere parlate dai discendenti, in modo da garantirne l’adeguata fruizione da parte delle nuove generazioni di abruzzesi all’estero” sottolineano  Mura e Giancristofaro.

Le partenze verso le terre d'oltreoceano e il Nordeuropa hanno coinvolto più di 1 milione e 300 mila corregionali. Che,  con i loro discendenti, “ora formano il grande polmone culturale degli abruzzesi all’estero”.

“Gli esodi migratori, questa emorragia di abruzzesi dispersi nei paesi lontani, rappresentano – ricordano Mura e Giancristofaro - il risultato di una grande violenza storica - ancora vivo nella coscienza collettiva abruzzese è, infatti, il grande malessere sociale che, spesso dimenticato o seppellito sotto le aride cifre delle statistiche, scatenò la ripresa dell'emigrazione dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale”. “Un malessere – aggiungono - che merita di essere conosciuto attraverso le storie personali degli emigrati e le famiglie dei protagonisti, proprio perché, oggi che l’Abruzzo, da terra di emigrazione, è diventato meta di immigrazione per tanti stranieri che ambiscono accoglienza e lavoro, tutto questo sembra appartenere solo ad un lontanissimo passato”, (Inform)

 

 


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