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“Tribuna Italiana” l’editoriale del direttore Marco Basti
Una nuova occasione
BUENOS AIRES - Lunedì scorso ha prestato il giuramento
di rito la nuova Presidente della Repubblica
Ma al di là delle curiosità e dei commenti sui quali
continuano a cimentarsi gli osservatori locali, c’è da analizzare la presenza
alla cerimonia di insediamento della delegazione inviata dal governo italiano.
Essa è stata presieduta dal ministro per la Famiglia,
on. Rosy Bindi che è stata accompagnata, tra gli altri, dal sottosegretario
agli Esteri con delega per l’America latina, Donato Di Santo.
Se confrontata con l’importanza delle delegazioni inviate
da quasi tutti i Paesi dell’America Latina (almeno cinque i presidenti presenti,
tra i quali il brasiliano Lula Da Silva), quella italiana sembra un po’ sottotono.
Stessa impressione se si tiene conto dell’importanza delle delegazioni della
Francia, che ha inviato il premier Fillon, o della Spagna (forse la più diretta
concorrente dell’Italia nell’America Latina), che ha inviato l’erede del trono,
il Principe di Asturias.
C’è da considerare però che pur con tutti i suoi problemi,
pur se decaduta, l’Argentina continua ad essere un Paese importante dell’America
Latina, di grande vitalità culturale e il secondo socio del Mercosur per l’importanza
della sua economia. Naturale quindi che i Paesi dell’area vogliano essere presenti
in un momento così importante per la vita istituzionale del Paese.
Per quanto riguarda Spagna e Francia, bisogna ricordare
che sono i principali investitori esteri in Argentina e per questo è ragionevole
che le delegazioni inviate siano importanti, visto che devono sostenere gli
investitori dei rispettivi Paesi.
Secondo quanto ha riportato il quotidiano “Clarin”, già
da tempo il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro degli Affari
Esteri D’Alema, avevano avvertito il governo argentino che per la data di insediamento
di Cristina, sarebbero stati impegnati a New York, promettendo comunque una
delegazione all’altezza. E infatti
Con Lei è venuto il sottosegretario Di Santo il quale
rappresenta l’altra “anima” della coalizione di governo, la sinistra-sinistra,
ed egli stesso è un navigato esponente di Rifondazione comunista, partito che
l’ultimo fine di settimana si è unito ai Comunisti Italiani, alla Sinistra Indipendente
e ai Verdi per creare “La sinistra l’arcobaleno”. Come lo ha definito
Di Santo è stato incaricato del rilancio dei rapporti
con l’America Latina che hanno portato, tra l’altro, ad un accordo di rapporti
privilegiati con il Brasile, dello stesso tenore di quelli firmati con la Cina
e con l’India. Giustamente le tre principali potenze economiche emergenti del
pianeta. E inoltre
E l’Argentina? Di Santo arriva in Argentina ogni tre
o quattro mesi ed ha stabilito importanti rapporti con
Fino ad oggi le speranze di risolvere il contenzioso
erano basate soprattutto nell’affinità politica tra i due governi. Non è un
segreto che Kirchner identificava il leader del centro destra Silvio Berlusconi
con il suo predecessore Carlos Menem, per cui l’anno scorso il cambio della
guardia in Italia è stato salutato in Argentina quasi come se fosse stato un
successo del governo argentino. Purtroppo però, l’incontro tra il Presidente
argentino e Prodi a New York, fu cordiale fino a che si arrivò ala questione
dei bonds. Ed è nota la di
Ora, anche se c’è una completa continuità con il governo
precedente, in Argentina c’è un nuovo Presidente, non legato alla promessa del
precedente. Inoltre ci sarebbe la possibilità che l’Argentina sia costretta
dai tribunali di New York a un negoziato con gli investitori rimasti fuori dalla
rinegoziazione, e ci sarebbe la possibilità che il governo italiano possa risarcire
gli investitori danneggiati dal default argentino (con i fondi dormienti delle
banche italiane che sarebbero disponibili all’inizio dell’anno venturo) e negoziare
direttamente col governo argentino.
C’è quindi una nuova occasione per superare questa brutta
stagione dei rapporti tra i due Paesi.
La delegazione presieduta dal ministro Rosy Bindi e di
cui ha fatto parte il sottosegretario Di Santo all’assunzione di Cristina Fernandez
de Kirchner, ha quindi il senso di proporre al nuovo Esecutivo dell’Argentina,
una nuova opportunità, una nuova occasione per far ripartire i rapporti tra
i due Paesi.
Noi stiamo a guardare.
Speriamo e auguriamoci che l’occasione sia raccolta.
(Marco Basti-Tribuna Italiana/