Il
14 dicembre a Montecatini Terme
Il Coordinamento Nazionale Comunità di
Accoglienza festeggia i 25 anni dalla fondazione
ROMA - Il Coordinamento
Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) festeggia i 25 anni dalla fondazione.
Lo farà il 14 dicembre a Montecatini Terme (Pistoia) presso il Palazzo dei Congressi
(viale Amendola, 2), con un evento a ingresso libero che inizierà alle ore 21,00
e terminerà alle ore 24,00 circa.
Una serata di musica e poesia, a cui parteciperanno don
Vinicio Albanesi e don Luigi Ciotti, ambedue ex presidenti della Federazione,
insieme al cantante Cisco, a Moni Ovadia e alla Banda del Villaggio Solidale.
Condurrà
L'evento chiuderà l'assemblea nazionale che avrà luogo
sempre a Montecatini, in quello stesso giorno, con il titolo "Diritti e
Responsabilità, un futuro oltre la paura" (in allegato il programma dei
lavori).
Il CNCA è una organizzazione del non profit italiano.
Sono, spiegano dal CNCA “260 i gruppi aderenti tra associazioni, cooperative,
fondazioni sparse in tutte le regioni
italiane, che gestiscono tremila servizi, dalle unità di strada alle comunità
residenziali; oltre cinquemila operatori sociali e altrettanti volontari; oltre
trentacinquemila accoglienze e quasi centomila contatti annuali”. Si occupa
di diversi ambiti del disagio sociale:
“tossicodipendenza, carcere, minori, prostituzione e tratta, immigrazione, senza
dimora, Aids, psichiatria, giovani”.
"L’opzione del ‘ fare vita con ’ è stata ed è il
cuore pulsante di tutti i gruppi che hanno deciso di aderire al CNCA – sottolinea
il presidente Lucio Babolin - Assumere
la storia delle persone come un forte
interesse personale e di gruppo. Decidere di accompagnare le vite di tutti coloro
che accogliamo in casa nostra e nei nostri servizi per scrivere con loro qualche
pagina della storia della nostra e della loro vita. Questa è l’essenza del Coordinamento
Nazionale delle Comunità di Accoglienza. E dopo venticinque anni sentiamo il
bisogno impellente del ‘ rendere testimonianza ’ e del ‘ rendere conto ’ di
quello che siamo e di quello che facciamo”. (