INFORM - N. 232 - 12 dicembre 2007


   

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

Da Arnold Cassola (Verdi) scarsa soddisfazione per le misure rivolte ai connazionali all’estero nella Finanziaria 2008

Contestato dal deputato il metodo di approvazione della legge in Parlamento. Giudicata insufficiente la copertura finanziaria delle disposizioni per gli italiani nel mondo

 

ROMA - Un intervento a tutto tondo sulle problematiche che riguardano gli italiani all’estero e che sono state o meno accolte nell’elaborazione del testo della legge finanziaria 2008 quello di Arnold Cassola, eletto per i Verdi nella ripartizione Europa, effettuato ieri, 11 dicembre 2007, alla Camera dei Deputati del Parlamento italiano.

Se Cassola si dice soddisfatto per le misure previste nella passata e nell’attuale legge di  interventi a carattere ambientale e di risparmio energetico, lamenta invece una minore soddisfazione per le misure rivolte ai connazionali nel mondo.

“Lo scorso anno avevo proposto insieme ad altri colleghi all'estero – ricorda Cassola nel suo intervento - oltre al rilascio della carta di identità direttamente presso il consolato nel Paese di residenza, anche la riduzione dell'ICI e della tassa sui rifiuti solidi urbani (TARSU) per gli italiani all'estero”.

“Che fine hanno fatto questi suggerimenti? – si chiede il deputato; - È giusto far pagare la quota intera di 12 mesi su ICI e TARSU agli emigrati che non usano la loro casa e, quindi, non producono rifiuti solidi tranne che per due mesi all'anno, al massimo?”

Oltre a considerazioni di carattere più specifico in materia di interventi dedicati ai connazionali all’estero Cassola ricorda come, a riguardo dell’iter di modifica e di approvazione della legge finanziaria in Parlamento, si fosse resa indispensabile una modifica di metodo.

“Lo scorso anno io, come tanti altri, nel mio intervento in aula avevo dichiarato – spiega a proposito il deputato - che urgeva una riforma della procedura di approvazione della legge finanziaria e che non si poteva continuare ad approvarla in questo modo. Mi sembra, invece, che siamo sempre alle solite. Perciò anche proposte concernenti la legge finanziaria del tutto ragionevoli e legittime vengono respinte quasi in maniera automatica”.

Il deputato dei Verdi ricorda,  a titolo esemplificativo, come lo scorso anno fosse stato concordato con il Governo di estendere le detrazioni per carichi di famiglia anche agli impiegati del Ministero degli Affari Esteri operanti fuori dal territorio nazionale e come lo stesso Governo avesse concesso e limitato questa misura fino all’anno 2009. In Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, la settimana scorsa, Cassola, insieme ad altri colleghi eletti nella circoscrizione estero, avevano richiesto che tale limite fosse soppresso, ritenendolo incostituzionale.

“Tuttavia la Commissione - rileva Cassola - ha dichiarato questa proposta inammissibile a causa della insufficiente copertura finanziaria”.

Risposta analoga è stata data dalla Commissione in merito alla richiesta di applicazione al personale delle rappresentanze diplomatiche e consolari e degli Istituti di cultura assunti all’estero degli accordi collettivi concernenti le costituzione e il funzionamento delle rappresentanze sindacali unitarie, i diritti e le prerogative sindacali sul posto di lavoro, come sui 90 giorni di malattia – invece degli attuali 45 – spettanti ai colleghi in Italia.

Cassola si domanda se sia lecito e “possibile creare discriminazioni tra italiani in loco e italiani all'estero, che vanno apertamente contro la Costituzione italiana”. E ricorda come la richiesta inerente il riacquisto delle cittadinanza italiana da parte dei figli nati precedentemente al 1 gennaio 1948, qualora la madri siano state obbligate a rinunciare alla stessa, già accettata dalla I Commissione e dal Sottosegretario Marcella Lucidi nel testo sulle norme relative alla cittadinanza italiana, fosse stata stralciata – sempre a causa di risorse insufficienti – con l’impegno del Governo a reperire i fondi necessari ad essa nel teso di questa finanziaria 2008.

Per il deputato non è tollerabile che la Commissione Bilancio abbia anche in questo caso rifiutato la richiesta contestando l’estraneità della stessa alla materia in esame.

“Se viene proposta una misura positiva, - insiste Cassola - è necessario accogliere gli emendamenti sensati, indistintamente da chi li abbia proposti. Non possiamo continuare con la logica di soddisfare chi ha più potere contrattuale, perché rappresentati da un numero più ampio di deputati, e di ignorare quelli poco rappresentati. Spero che il prossimo anno non saremo qui a ripetere le stesse cose”.

Cassola esprime quindi “grande disappunto” per il progressivo indebolimento del sistema diplomatico e consolare all’estero.

“Sono anni che assistiamo al progressivo smantellamento di questa rete, - afferma il deputato - con l'attribuzione nella legge finanziaria di risorse sempre minori. Inoltre, tutte le decisioni riguardo alla cosiddetta razionalizzazione e al potenziamento vengono prese all'interno del Ministero degli affari esteri, senza coinvolgere il CGIE (il Comitato generale degli italiani all'estero), né i Comites, né i parlamentari eletti all'estero.

Cassola conclude il suo intervento augurandosi che: “il Ministero degli Affari Esteri si ravveda una volta per sempre e che inizi a coinvolgere attivamente tutti se veramente vuole arrivare ad una razionalizzazione e ad un potenziamento, piuttosto che ad un indebolimento effettivo, di tutta la rete diplomatica e consolare”. (V.P.- Inform)

 

 


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