INFORM - N. 229 - 7 dicembre 2007


SINDACATI E PATRONATI

Fnp e Inas insieme- Maggiore tutela per i pensionati all’estero

 

ROMA - Sempre più deciso e puntuale l’impegno del sindacato dei pensionati Cisl in merito alla tutela dei pensionati italiani residenti all’estero. Tema che il segretario Fnp responsabile della previdenza, Mimmo Minardi, sta seguendo con particolare cura. Dopo le conquiste dell’accordo di luglio, che ha esteso i benefici ottenuti ad oltre 130mila pensionati residenti in più di cento paesi in cinque continenti, e le sollecitazioni per l’approvazione della legge per l’erogazione di un assegno di solidarietà a favore degli ultrasessantacinquenni residenti all’estero e che si trovano in condizioni di disagio socio-economico, l’attenzione della Fnp e del patronato della Cisl - dice il sindacalista - è ora rivolta al problema del pagamento delle pensioni, problema nato dall’affidamento da parte dell’Inps del servizio di pagamento delle pensioni alle banche estere e nuovamente focalizzato durante il viaggio della delegazione Fnp in America latina.

In Uruguay sono state raccolte oltre 500 firme in segno di protesta da parte dei nostri connazionali, che lamentano le numerose difficoltà di fronte alle quali si trovano per riscuotere la pensione: la carenza di filiali della banca assegnataria del servizio, che non essendo in grado di garantire l’intera copertura del paese, costringe i pensionati a lunghi viaggi per riscuotere la pensione e li espone a notevoli rischi, la mancanza di informazione e di trasparenza nell’effettuare il servizio, i ritardi e i disagi nei pagamenti (quando si tratta di delega alla riscossione, viene richiesto il certificato di esistenza in vita, la cui scadenza non può superare le 48 ore), gli elevati costi o tassi di cambio applicati e la complessiva disinformazione.

Una situazione insostenibile e intollerabile - conclude Minardi - che umilia la dignità dell’individuo come essere umano, prima ancora che come cittadino ed ex-lavoratore. Ed è proprio per questo che la Fnp, grazie anche al generoso lavoro dell’Inas e dei suoi operatori, guidati in Uruguay da Filomena Narducci, si sta impegnando per risolvere al più presto questo problema. (Inform)

 

   

 


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