INFORM - N. 228 - 6 dicembre 2007


   

ITALIANI ALL’ESTERO 

Settimana Umbria/Argentina 2007

Pavilio Lupini: “Emigrati, parte essenziale del processo di sviluppo dell'Umbria”

“Phototypes. Umbria/Argentina. Scritture del territorio”: mostra (foto)grafica a Buenos Aires

 

BUENOS AIRES - La lettera "T" della parola "tessuti" è rappresentata dal margine superiore di una foto che cattura l'intersezione di due telai di finestre, la "I" di "Umbria" è l'asta di una bandiera, la "M" di "Ceramica" sono l'anulare, il medio e l'indice di una mano, un'altra "T" è la foto di un cavatappi, una "A" è allusa da due gambe che camminano e la "P" di sapore è fatta da un gomito piegato, appoggiato su un fianco in un gesto naturale.

L'idea che sta alla base di "Phototypes. Umbria/ Argentina. Scritture del territorio", una mostra (foto)grafica del grafico italiano Marco Tortoioli Ricci inaugurata a Buenos Aires, nel quadro delle iniziative della "Settimana Umbria/Argentina 2007", è proprio questa: comporre le parole-chiave della "Settimana" (come Umbria, Argentina, ceramica, olivo, tessuti e così via) con lettere che, sullo sfondo di una fotografia complessiva che ne assicura il campo e la leggibilità, sono costruite con frammenti di foto, brandelli di particolari di strade e territori, spezzoni e trucioli di materiali iconografici preesistenti, come  manifesti pubblicitari, giornali, inserzioni e insegne. Il risultato (e il gioco) di tutto l'insieme è una serie di quadri, in cui i codici, quello linguistico e quello dell'immagine, sono invertiti, perché l'immagine diventa segno e l'alfabeto immagine. Ma l'inversione si trasforma in una fusione, in una forma nuova che fa regredire (o progredire?) la scrittura alfabetica in una sorta di scrittura ideogrammatica: una scrittura per frammenti fotografici, rubati ai territori e al paesaggio urbano argentino. L'effetto provoca un'esplosione coloratissima, un caldo "patch-work" umbro-argentino, che suggerisce insieme omogeneità e differenza, e produce da ultimo un'idea di fusione e di collaborazione fra i due territori, proprio nel senso dell'intento di questa "Settimana" voluta dall'Associazione degli Umbri a Buenos Aires e dalla Regione Umbria, con il sostegno dell'Unione Europea.

"Ringraziamo per questa collaborazione l'Ambasciata e il Consolato Italiano, l'Istituto Italiano di Cultura, la Municipalità e la Camera di Commercio di Buenos Aires, senza il cui aiuto questa 'Settimana Umbria/ Argentina' non sarebbe stata possibile", ha detto l'assessore alla Cultura della Regione Umbria Silvano Rometti durante la conferenza-stampa di presentazione della mostra (foto)grafica di Marco Tortoioli Ricci, tenutasi presso il "Centro Cultural Defensa", nel quartiere San Telmo di Buenos Aires.  "Siamo qui in Argentina - ha aggiunto Rometti - per stabilire rapporti di collaborazione e partenariato, come l'accordo che firmeremo con la Provincia di Mendoza".

"Questi rapporti sono importanti anche per i nostri concittadini in Argentina - ha detto Pavilio Lupini, presidente del Consiglio regionale umbro dell'Emigrazione -, perché stanno a dimostrare che l'emigrazione non è più qualcosa che è legata unicamente alla nostalgia del passato, ma la coscienza di un nuovo ruolo, in cui gli emigrati sono considerati parte essenziale del processo di sviluppo dell'Umbria".

Musica e prodotti tipici dell'agroalimentare sono stati il popolare vettore trainante della "Settimana" umbro-argentina. Il pianista Stefano Bollani si è congedato dal pubblico di Buenos Aires con un concerto/solo al Teatro Alvear, organizzato con il sostegno del Dipartimento della Cultura del Comune di Buenos Aires (e proprio ieri il quotidiano "La Nacion" gli ha dedicato una intervista nella pagina degli spettacoli, condivisa con Diane Krall, la musicista canadese che ieri sera si esibiva al Teatro Rex).

Ma non c'è solo Bollani. L'Università per Stranieri di Perugia ha promosso a Buenos Aires, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura, piccoli concerti didattici, "lezioni" di musica classica italiana, tenuti dai maestri Giuseppe Pelli e Stefano Ragni. Il repertorio è vastissimo, da Vivaldi a Boccherini, da Gioacchino Rossini a Gaetano Donizetti, da Giacomo Puccini ad Ottorino Respighi. Lezioni di musica italiana per gli argentini, ma anche storia del costume e della civiltà italiana. "Siamo semplici professori, non certo delle 'star' come Stefano Bollani - scherza il maestro Ragni -, ma qualcosa d'interessante possiamo comunicarlo anche noi". (lbb/Inform)

 


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