INFORM - N. 227 - 5 dicembre 2007


   

ITALIANI ALL’ESTERO

L’emigrazione in Svizzera e in Germania alla Fiera “Più libri più liberi”

 

ROMA – Torna “Più libri più liberi” la Fiera della piccola e media editoria giunta alla sua sesta edizione.  A Roma, da giovedì 6 dicembre a domenica 9 dicembre l’Associazione Italiana Editori aprirà le porte del Palazzo dei Congressi dell’Eur a circa 400 editori provenienti da tutta Italia.

Il 9 dicembre alle ore 11, nella Sala Turchese, saranno presentate novità della collana “Kumacreola-scritture migranti”, della casa editrice molisana Cosmo Iannone. Tra le novità, pubblicate  in dicembre, i libri “Vita emigrata” di Franco Biondi e “Piccoli italiani in Svizzera” di Saro Maretta.

Interverranno Armando Gnisci, direttore della collana e docente di Letterature comparate all’Università La Sapienza di Roma; Nora Moll, dell’Università La Sapienza; lo scrittore Saro Maretta.

 “Piccoli italiani in Svizzera”.  Un maestro insegna in una classe di emigrati italiani in Svizzera e scrive questo libro, che ha gran successo. Ne escono tre edizioni e viene subito tradotto e pubblicato in tedesco. 42 anni dopo, lo stesso maestro parte alla ricerca della “sua” classe. Che ne è stato di loro? Cosa fanno adesso? Ne nascono delle pagine vibranti e piene di suspence che si aggiungono a Piccoli italiani in Svizzera.

Saro Marretta vive a Berna. Nella metà degli anni sessanta insegna nelle scuole elementari di Zurigo e del comune di Frohwil (Svizzera interna), dove con lo pseudonimo di Saraccio scrive Piccoli italiani in Svizzera. Dopo la pubblicazione di questo libro deve lasciare l’insegnamento nelle scuole italiane.

Qualche anno dopo, conseguita la laurea in lingue e l’abilitazione all’insegnamento, entra di ruolo nel liceo statale svizzero di lingua tedesca di Köniz (Berna). Oltre a Piccoli italiani in Svizzera, pubblica con Luisella Marretta il bestseller Das Spaghettibuch, con disegni di Scapa. Scrive una serie di racconti gialli per la diffusione dell’italiano all’estero che vengono usati in venti Paesi. Con D. Himmelberger scrive in tedesco il thriller Der Tod kennt keine Grenzen.

“Vita emigrata”. I racconti di questa antologia documentano gli esordi della produzione narrativa di Franco Biondi negli anni settanta e ne testimoniano il particolare sviluppo fino ai primi anni ottanta. Descrivono con sottile realismo le difficoltà di comunicazione esistenti tra stranieri e tedeschi, tematizzando anche le emergenti fratture psicologiche fra emigrato e comunità di origine. Nell’affrontare in chiave finemente psicologica il sentimento di estraneità che si impadronisce dei personaggi, Biondi non tralascia la riflessione più politica, riflettendo ad esempio sui provvedimenti restrittivi nei confronti degli stranieri. Al lettore viene offerta l’immediatezza di una partecipata descrizione della vita quotidiana e delle condizioni di lavoro degli operai stranieri in Germania, delle fabbriche in cui lavorano, delle baracche in cui vivono, delle stazioni e delle birrerie che frequentano.   

Franco Biondi, nato a Forlì nel 1947. Dal 1955 al 1961 ha attraversato l’Italia in lungo e in largo con i suoi genitori, di professione giostrai. Dopo un apprendistato come meccanico e saldatore elettricista, nel 1965 si è trasferito in Germania al seguito del padre. Ha esercitato diversi mestieri nelle fabbriche dei dintorni di Magonza, lavorando anche come cottimista in una fabbrica di bitume e alla catena di montaggio alla Opel. Ha ottenuto il diploma di maturità frequentando corsi serali e ha compiuto studi di psicologia a Francoforte sul Meno. Attualmente lavora come consulente e terapeuta in un centro di assistenza socio-pedagogica. La produzione letteraria di Franco Biondi comprende non solo racconti, ma anche raccolte di poesie, romanzi, pezzi teatrali e saggi di diversa natura. È stato insignito di importanti riconoscimenti e ha vinto numerosi premi letterari, fra cui il premio Adelbert-von-Chamisso, nel 1987.  (Inform)

 

 


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