INFORM - N. 227 - 5 dicembre 2007


   ITALIANI ALL’ESTERO

Mostra promossa dalla Regione con collaborazione di Università di Udine e Trieste

Al Museo nazionale di Buenos Aires cento immagini raccontano l’emigrazione dal Friuli Venezia Giulia in Argentina e America Latina

Una galleria di foto da fine ‘800 ai primi anni ’50. Progetto anche per Australia, Stati Uniti, Canada e  Sud Africa

 

BUENOS AIRES - Riecheggiano ancora nelle grandi stanze di Puerto Madero a Buenos Aires le voci dei tantissimi emigranti che tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del secolo scorso hanno lasciato l’Italia per raggiungere l’America latina in ricerca di una migliore vita.

Le più significative immagini di quell’esodo di massa dal Friuli Venezia Giulia verso l’Argentina sono racchiuse nella mostra allestita dall’Ammer, l’archivio multimediale della memoria dell’emigrazione regionale, all’interno del grande edificio che ora ospita il Museo nazionale dell’emigrazione. Una struttura, quest’ultima, che in passato rappresentava il punto di approdo, registrazione e smistamento di quanti scendevano dalle navi dopo un lungo viaggio, nella capitale dell’Argentina.

L’iniziativa, promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia,  con la collaborazione delle Università di Udine e Trieste, su proposta dell’Unione delle Province italiane e la consulenza scientifica del Centro di ricerca e archiviazione della fotografia, racchiude oltre 100 immagini che ritraggono scene di vita di quanti con la valigia di cartone si imbarcarono verso l’America Latina. Il taglio del nastro è avvenuta alla presenza del presidente della provincia di Pordenone Elio De Anna, del presidente dell’Efasce Luigi Luchini, del consigliere  regionale Maurizio Salvador e del curatore della mostra Mario Sabbadini.

Per allestire l’evento, gli organizzatori hanno contattato più di 500 famiglie che vivono in Argentina, ricevendo oltre 5 mila immagini.

Questo vasto patrimonio ha permesso di creare un catalogo multimediale consultabile sul sito web dell’Ammer, mentre una parte ancora più ristretta delle foto sono state esposte su 20 pannelli nella mostra di Porto Madero, divise in tre sezioni. La prima è dedicata alle immagini scattate alla vigilia della partenza in Italia e a quelle che spesso gli emigranti inserivano in valigia con i propri affetti più cari. Quindi un secondo settore in cui sono illustrate le fasi del viaggio in nave verso l’America del sud ed infine i ritratti della nuova vita lontano dall’Italia.

Come ha ricordato il presidente della Provincia di Pordenone Elio De Anna, questa mostra rappresenta un modo per compiere un panoramica sull’epopea dell’emigrazione friulana di fine ottocento. “Il progetto – ha detto De Anna  - consegna ai giovani la memoria un periodo di sofferenze e oblio degli affetti. Questa mostra ha una forte componente pordenonese grazie anche alla presenza della Graphistudio di Arba che ha permesso di recuperare perfettamente queste foto ingiallite dal tempo. Con questo iniziativa l’Ammer e l’Unione delle Province hanno gettato le basi di una ricerca che dopo l’Argentina interesserà anche l’emigrazione friulana in Australia, Stati Uniti, Canada e infine Sud Africa”.

A rappresentare la Regione il consigliere Maurizio Salvador il quale ha ricordato come questa mostra debba rappresentare un momento di raccoglimento e meditazione. Ospitare in questa sede questa galleria di immagini rappresenta il giusto modo per onorare le tante persone che hanno lasciato il Friuli per venire in America latina a dare il proprio contributo alla crescita di questo Paese. Oggi ci troviamo in un tempio che ha accolto i nostri corregionali e la nostra presenza vuole testimoniare la volontà di conservare la loro memoria. Nel 21 secolo non possiamo permetterci di sciupare questo grande patrimonio ed è per questo che chiederò al presidente della Regione Riccardo Illy di poter acquisire tutto l’archivio contenente i nomi dei corregionali partiti per l’Argentina”. (a.l./Inform)

 

 


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