INFORM - N. 227 - 5 dicembre 2007


   

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Dal “Corriere Canadese”

I mille volti del Canada

Nella Gta una persona su due è nata in un’altra nazione

 

TORONTO - Il Canada è sempre più una popolazione di immigranti. Il Censimento 2006 sull’immigrazione, lingua e cittadinanza, diffuso ieri da Statistics Canada rileva un aumento del 13,6 per cento a partire dal 2001. In altre parole uno su cinque (il 20 per cento) della popolazione è un immigrato. È la più alta percentuale degli ultimi 75 anni. Tradotto in numeri, sono 6.186.950 le persone che vivono in Canada ma sono nate altrove.

I nuovi arrivati tra il primo gennaio 2001 e il 16 maggio 2006, data del Censimento, sono stati 1.100.000. Più della metà degli immigrati di recente proviene dall’Asia - un dato che non ha subito grossi cambiamenti nell’ultima decade - dal Medioriente, dall’Europa seguita dall’America del Centro e del Sud, Caraibi, e per ultima, l’Africa. In quantità maggiore i nuovi arrivati dall’Inghilterra, Cina, India e Filippine.

L’Italia si conferma al quinto posto con 296.850 immigrati, anche se registra un lieve calo del 5,9 per cento. A livello locale, si tratta di un calo più deciso del 15 per cento solo nel comune di Toronto.

La fonte principale di nuovi immigrati è la Cina, seguita dall’India, Filippine e Pakistan. Tutti questi Paesi hanno mantenuto la stessa posizione del Censimento 2001.

I dati presentati da Douglas Newson, direttore di StatsCan Central Region, e Anil Arora direttore generale del Census Program Branch, parlano chiaro.

Significativo il dato che riguarda le lingue parlate nel Paese. Il Canada si conferma un Paese bilingue. Il 98 per cento parla inglese o francese, di cui il 58 per cento riporta l’inglese come madrelingua (paragonata al 22 per cento che parla francese). Ma se l’inglese e il francese si confermano rispettivamente al primo e al secondo posto, tra le lingue non ufficiali risultano il cinese comprendente tutti i dialetti (18,6 per cento) seguito dall’italiano (6,6 per cento), punjabi, spagnolo, tedesco, tagalog e arabo. Più del 70 per cento della popolazione immigrata parla comunque l’inglese.

Per la prima volta, gli allofoni, coloro cioè la cui madrelingua non è né l’inglese né il francese, rappresentano un quinto della popolazione, il 20,1 per cento, con un aumento rispetto al 2001. In Canada esistono più di duecento lingue, incluse quelle associate proprio all’immigrazione, come l’italiano, il tedesco, l’ucraino, l’olandese e il polacco. Lingue che perdono il podio dopo l’invasione cinese.

Il Censimento ha mostrato che in nove su dieci parlano inglese o francese regolarmente a casa. Più tempo un immigrato ha vissuto in Canada e più probabile è che parli inglese o francese a casa.

Ma dove risiede la maggior parte degli immigrati? L’85,8 per cento della popolazione, ha sottolineato Arora, vive in Ontario (52,3 per cento), Québec (17,5 per cento) e in British Columbia (16 per cento). Toronto è la prima destinazione, ma anche le aree metropolitane di Montréal e Vancouver sono diventate le nuove case per il 68,9 per cento dei “newcomers”.

Nel 2006, il 5,2 per cento degli immigrati ha scelto di vivere a Calgary, ad Ottawa-Gatineau, a Edmonton e a Winnipeg.

Il 59,8 per cento dei nuovi arrivati risiede nella città di Toronto ma preferisce, in quantità sempre più numerosa (il 28,8 per cento, rispetto al 21,4 per cento del 2001), trasferirsi nei piccoli centri suburbani, come ha fatto notare Myer Siemiatycki della Ryerson University, che ha puntato l’attenzione sul fenomeno della suburbanizzazione e su come queste zone siano tuttora prive di alcuni collegamenti al centro città.

“L’immigrazione, con la sua ricchezza e positività è la forza guida del Paese e del mercato del lavoro” ha aggiunto Siemiatycki.

Chi decide di vivere in città, sceglie di farlo a downtown. Mississauga, Vaughan e Brampton sono le aree suburbane più abitate. A Montréal, la maggior parte degli immigrati vive in città. Anche in questo caso i comuni circostanti, come Laval, Longueuil, Brossard hanno registrato un aumento di immigrati.

Dati importanti anche per quanto riguarda la cittadinanza. Oltre l’85 per cento dei residenti immigrati ha ottenuto la cittadinanza e oltre il 2,8 per cento ha doppia cittadinanza.

I nuovi immigrati, ha ricordato poi Monica Boyd (professoressa all’università di Toronto) sono quasi tutti giovani.

La fascia d’età del 58 per cento di loro è compresa tra i 25 e i 54 anni, in netto contrasto con la popolazione canadese. Uno su cinque ha meno di 14 anni.

“Il 60 per cento degli immigrati rientra nell’età lavorativa. L’immigrazione giovane è il nostro futuro” ha aggiunto Boyd.

“Questa è la nazione dei sogni - ha detto Armine Yalnizyan, direttore per la Ricerca del Community Social Planning Council of Toronto - Gli immigrati non sono sognatori, ma scelgono il nostro Paese perché in Canada è possibile vivere. Si aspettano protezione, sicurezza, prosperità e di essere accettati”. (Simona Giacobbi-Corriere canadese/Inform)

 

 


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